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Venezuela, Maduro annuncia: "Abbiamo catturato una spia Usa"

Secondo il presidente l'uomo voleva causare un'esplosione in due raffinerie

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Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha annunciato l'arresto di una "spia americana" nei pressi di due raffinerie venezuelane, dopo che le autorità hanno sventato un complotto per "causare un'esplosione" in un altro complesso petrolifero. "Ieri abbiamo catturato una spia americana al lavoro nello stato di Falcon sulle raffinerie Amuay e Cardon", ha detto Maduro in un messaggio televisivo.

Secondo il leader del Venezuela l'uomo arrestato sarebbe un marine, già attivo con la Cia in Iraq. Il presidente non ha però diffuso il nome della presunta spia, né ha fornito prove del suo annuncio, spiegando che materiale foto e video sarà diffuso prossimamente. Il sospettato è stato trovato in possesso di armi sofisticate e di una grande quantità di dollari.

Maduro ha anche spiegato che le autorità del suo Paese mercoledì hanno sventato un piano che mirava a far esplodere un'altra raffineria a El Palito, nello stato di Carabobo, e ha chiesto ai lavoratori del settore di stare molto attenti ad altri possibili episodi di questo tipo. "L'impero dei gringos vuole vendetta contro il Venezuela. Vogliono impedirci di produrre petrolio", ha detto il leader sudamericano. Negli ultimi giorni il Venezuela sta subendo una carenza di carburanti, che ha causato lunghe code di fronte ai distributori di benzina, anche a Caracas.

Non è la prima volta che il presidente venezuelano accusa gli Stati Uniti di spionaggio. Già a inizio maggio due ex berretti verdi americani erano stati arrestati assieme a ottanta guerriglieri locali con l'accusa di aver tentato un golpe nei suoi confronti. All'epoca l'amministrazione Trump, che appoggia Juan Guaido, il principale oppositore di Maduro, negò qualsiasi coinvolgimento nella vicenda.