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Bielorussia, quinto fine settimana di protesta: 100mila per le strade. Putin darà 1,5 miliardi di dollari a Minsk

(ansa)
Lukashenko vede il presidente russo a Sochi. L'oppositrice Tikhanovskaja delusa dall'incontro. L'Onu chiede un'inchiesta sulle torture. Parolin: "Il nostro vescovo torni in patria"
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I tentativi del presidente bielorusso, Aleksandr Lukashenko, di reprimere le proteste popolari contro di lui sono falliti ieri, quando oltre 100mila persone hanno manifestato sotto la sua residenza nella capitale, Minsk. Cortei e proteste sono scoppiati anche in altre città bielorusse, tra cui Brest, Gomel, Grodna e Mogilev.

I manifestanti sono scesi in piazza anche questo fine settimana, il quinto consecutivo, sfidando la polizia antisommossa che ha bloccato il centro città con veicoli militari.

La continua portata delle proteste è motivo di imbarazzo per Lukashenko, che oggi incontrerà Vladimir Putin nella località russa di Sochi. Sarà il loro primo incontro faccia a faccia dalle elezioni presidenziali bielorusse del 9 agosto.

La protesta nel quartiere dei funzionari del governo

Domenica i manifestanti si sono riuniti a Minsk, poi si sono diretti verso Drozhdy, dove hanno case alti funzionari del regime, comp…
I tentativi del presidente bielorusso, Aleksandr Lukashenko, di reprimere le proteste popolari contro di lui sono falliti ieri, quando oltre 100mila persone hanno manifestato sotto la sua residenza nella capitale, Minsk. Cortei e proteste sono scoppiati anche in altre città bielorusse, tra cui Brest, Gomel, Grodna e Mogilev.

I manifestanti sono scesi in piazza anche questo fine settimana, il quinto consecutivo, sfidando la polizia antisommossa che ha bloccato il centro città con veicoli militari.

La continua portata delle proteste è motivo di imbarazzo per Lukashenko, che oggi incontrerà Vladimir Putin nella località russa di Sochi. Sarà il loro primo incontro faccia a faccia dalle elezioni presidenziali bielorusse del 9 agosto.

La protesta nel quartiere dei funzionari del governo

Domenica i manifestanti si sono riuniti a Minsk, poi si sono diretti verso Drozhdy, dove hanno case alti funzionari del regime, compreso Lukashenko.

La polizia antisommossa che indossava passamontagna ha caricato gruppi di manifestanti, facendoli cadere a terra e trascinandoli via. Almeno 250 persone sono state arrestate e caricate in minivan. Le detenzioni seguono l'arresto, sabato, di 114 persone avvenute in una pacifica marcia femminile a Minsk.

I pestaggi della polizia contro il corteo pacifico

I manifestanti portavano le bandiere bianche e rosse della repubblica bielorussa pre-sovietica, che sono diventate un simbolo delle proteste. Gli slogan includevano "Dimissioni", "Noi siamo il potere qui" e "Vergogna", gridati a una lunga fila di poliziotti che si sono barricati nel centro commerciale Arena City. Lo slogan dell'opposizione per la protesta di domenica era: "Non gli permetteremo di vendere il Paese". Nel corteo c'anche molte famiglie, ma nelle strade laterali le forze di sicurezza in tenuta anti sommossa, colpiscono. Con il viso coperto, placcano manifestanti prima di trascinarli a calci nei minivan in attesa. Le riprese video mostrano uomini in passamontagna che prendono le persone dalla folla e le portano su minibus non contrassegnati.

L'incontro con Putin a Sochi e il dialogo con "l'usurpatore"

L'incontro di oggi a Sochi è stato un delicato atto di diplomazia. Lukashenko vuole il sostegno di Vladimir Putin, ma insiste sul fatto che non è disposto a rinunciare alla sovranità del Paese. Sembra determinato a sfidare la pressione internazionale e a utilizzare ogni mezzo necessario per spazzare via l'opposizione. 

Russia 1,5 miliardi di dollari in prestito a Minks

"Abbiamo concordato che la Russia fornirà alla Bielorussia in questo difficile momento un prestito da 1,5 miliardi di dollari, e lo faremo", ha detto Putin. "Ora per quanto ne sappiamo - ha proseguito il leader del Cremlino - i nostri ministri delle Finanze stanno lavorando a questo proposito". Putin ha anche dichiarato di considerare "logica, tempestiva e appropriata" la proposta di Lukashenko di introdurre degli emendamenti alla Costituzione bielorussa. Per concludere Putin, ha annunciato e "la Bielorussia sarà il primo paese a ricevere il nostro vaccino antivirale contro il Covid-19".

Tikhanovskaja: "Accordi tra i due presidenti senza valore legale"

La leader dell'opposizione bielorussa Svetlana Tikhanovskaja si è rivolta in mattinata anche a Putin, prima del suo incontro con Lukashenko. "Voglio ricordare a Putin: qualunque cosa accetti e qualunque cosa concordi durante l'incontro di Sochi, non avrà valore legale. Tutti gli accordi firmati con Lukashenko saranno riesaminati dal nuovo governo. Il popolo bielorusso ha rifiutato di appoggiare Lukashenko alle elezioni. Mi dispiace molto che lei abbia deciso di condurre un dialogo con l'usurpatore e non con il popolo bielorusso", ha dichiarato sul canale telegram del suo servizio stampa, secondo Meduza?.

Sequestri durante le proteste

La scorsa settimana uomini mascherati in abiti civili hanno rapito Maria Kolesnikova per strada a Minsk. Kolesnikova è una delle tre figure femminili di spicco dell'opposizione che hanno guidato la campagna elettorale contro Lukashenko.Ora si trova in un centro di detenzione preventiva del Ministero degli interni ed è stata accusata di aver chiesto un colpo di stato. Kolesnikova rischia tra i due e i cinque anni di carcere.

Tikhanovskaja, che si è opposta a Lukashenko ed è ora in Lituania, domenica ha reso omaggio a coloro che si sono opposti al governo di Lukashenko all'interno del paese. “Nell'ultimo mese siamo diventati un popolo davvero eroico. Stiamo continuando la nostra lotta per la libertà ", ha detto ai sostenitori in un video discorso. La polizia ha anche sequestrato Maksim Znak, un altro membro del presidium di sette persone del Consiglio di coordinamento. 

La posizione degli Stati Uniti e dell'Ue

Venerdì gli Stati Uniti hanno detto che avrebbero imposto nuove sanzioni alle figure bielorusse entro pochi giorni. Il vice segretario di Stato americano, Stephen Biegun, ha chiesto come Mosca possa "sostenere un tale regime e una tale violenza contro cittadini pacifici". "Se il Cremlino continua su questa strada, rischia di girare il popolo bielorusso, che non ha alcun problema con la Russia, contro Mosca", ha detto.

L'Unione europea ha dichiarato sabato di deplorare "il disprezzo sempre più aperto per lo Stato di diritto in Bielorussia" e ha ribadito la sua determinazione a imporre sanzioni. Ha affermato di essere "pronto a prendere ulteriori misure restrittive se necessario".

Onu: inchiesta sulle torture

L'Alto commissario Onu per i diritti umani Michelle Bachelet ha chiesto oggi che sia condotta un'indagine sulle accuse di tortura e altre forme di maltrattamento da parte delle forze dell'ordine in Bielorussia. "Date le loro dimensioni e il loro numero, tutte le accuse di tortura e altre forme di maltrattamento da parte delle forze di sicurezza dovrebbero essere documentate e indagate, al fine di assicurare gli autori alla giustizia", ha detto Bachelet intervenendo oggi al Consiglio Onu dei diritti umani, riunito in sessione a Ginevra.

Parolin: "Il nostro vescovo torni in patria"

"Noi insistiamo perchè il vescovo Kondrusiewicz possa tornare nella sede e continuare a essere la guida del suo gregge, ricordando sempre il ruolo della chiesa, che è quello di essere un fattore di riconciliazione, di dialogo, di pace". Così il Segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin, a margine di una conferenza sui 45 anni degli accordi di helsinki del 1975. Parolin ha parlato dell'arcivescovo della capitale bielorussa Minsk, monsignor Tadeusz Kondrusiewicz, a poche ore dalla fine di una missione nel paese dell'Est Europa del ministro vaticano per i rapporti con gli Stati, l'arcivescovo Paul Richard Gallagher. Il governo del presidente Lukashenko non permette il rientro in patria dalla Polonia a monsignor Kondrusiewicz, che è anche presidente della conferenza dei vescovi cattolici in Bielorussia. Il Segretario di Stato ha detto anche che Papa Francesco potrebbe prendere in considerazione un viaggio in Bielorussia al termine delle limitazioni imposte per la pandemia di Covid-19, anche alla luce dei numerosi inviti in passato e "del grande interesse dimostrato per la visita del pontefice" da parte di Minsk.