Il ritorno della paura nel cuore di Parigi

Il ritorno della paura nel cuore di Parigi
Ambulanze sul luogo dell'attacco (ansa)

Due persone accoltellate nella stessa strada dove nel 2015 avvenne l'attacco contro Charlie Hebdo: il giornale satirico nel frattempo ha cambiato sede. Ad essere coinvolti due dipendenti di una società di produzione che ha sede di fronte all'edificio dove avvenne la strage. Furono i loro colleghi cinque anni fa a filmare alcune fasi dell'attacco: immagini che fecero il giro del mondo. Arrestati un 18nne di origini pachistane, pregiudicato per reati comuni, e un franco-algerino

PARIGI - La piccola rue Nicolas-Appert, nel quartiere Bastille, rimpiomba nel terrore. E così tutta la capitale francese che per qualche ora teme un ritorno del terrorismo tra sirene della polizia, boulevard che si svuotano, appelli della Prefettura: "Restate a casa fino a nuovo ordine". Intorno alle 11.50, nella strada dov'è avvenuto l'attentato contro la redazione di Charlie Hebdo nel 2015, un uomo solo ha attaccato all'arma bianca due persone, un uomo e una donna. I due feriti, ricoverati ma non in pericolo di vita, sono dipendenti della società di produzione Premières Lignes che ha sede proprio di fronte all'ex sede del giornale satirico. Erano scesi all'aperto per fumarsi una sigaretta. Nel gennaio 2015 i giornalisti di Premières Lignes avevano filmanto l'attacco dei terroristi, i fratelli Kouachi. Immagini che avevano fatto il giro del mondo. "Siamo scioccati, riviviamo il trauma di allora" commenta Elise Lucet, conduttrice tv che lavora con la società di produzione per il programma d'inchiesta Cash Investigation. Un giovane di 18 anni, di origini pachistane, pregiudicato per reati comuni è stato fermato: insieme a lui un altro uomo, un franco-algerino di 33 anni, che non avrebbe avuto un ruolo diretto.

Dopo aver blindato il quartiere intorno a boulevard Richard-Lenoir, non lontano dal Bataclan, e lanciato una caccia all'uomo, la polizia è risucita a fermare due sospetti nel raggio di un chilometro dall'attacco. I due sospetti sono interrogati dagli investigatori della procura antiterrorismo che ha preso la guida delle indagini con l'ipotesi di "tentativo di assassinio in organizzazione terrorista". Anche se non ci sono rivendicazioni al momento, sono molti gli indizi che fanno propendere per un atto terrorista, a cominciare dall'indirizzo, anche se Charlie Hebdo ha da tempo cambiato sede.

rep



La redazione lavora in un luogo ultrasegreto nella capitale e protetto da ingenti misure di sicurezza. Il direttore Riss e molti altri giornalisti continuano a vivere sotto scorta. L'altra coincidenza è il momento in cui avviene l'accoltellamento, ovvero nei giorni in cui si svolge il processo sugli attentati del 2015 contro Charlie Hebdo e l'Hyper Cacher. Un processo che ha rialzato il livello di allerta a Parigi e che è stato accompagnato da nuove minacce. La responsabile risorse umane del giornale, Marika Bet, è stata esfiltrata qualche sera fa in urgenza dal suo domicilio per un "pericolo imminente". Alla vigilia del processo, il giornale satirico aveva scelto di ripubblicare le controverse vignette di Maometto criticate dai fondamentalisti islamici.

"Fermezza nella lotta contro il terrorismo" ha promesso il premier Jean Castex arrivato in rue Nicolas-Appert con il procuratore antiterrorismo, Rémy Heitz. I due feriti, ha aggiunto il procuratore Heitz, sono stati colpiti "per puro caso" visto che si trovavano davanti all'indirizzo dell'ex sede di Charlie Hebdo. La palazzina bassa della strada dov'era avvenuto l'attentato di cinque anni è occupata da uffici e da qualche abitazione. All'angolo c'è anche un asilo dove i bambini sono stati messi per qualche ora in confinamento, come altre migliaia di alunni di scuole del quartiere. Su un muro è stato fatto un murales per ricordare i vignettisti uccisi e lo slargo è stato rinominato "Piazza della Libertà di espressione". Due giorni fa un centinaio di media francesi, tra carta stampata radio e tv, avevano pubblicato un appello comune proprio in difesa della libertà di espressione, alla luce delle nuove minacce contro Charlie Hebdo. 
 

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