Epoch Times, la macchina di propaganda pro Trump fondata da cinesi anti-Pechino
di Alberto Flores D'Arcais , di Alberto Flores D'ArcaisIl gruppo editoriale è un punto di riferimento tra i media conservatori americani, anche a colpi di fake news. E ha sempre più influenza sulla Casa Bianca. Il movimento Falun Gong, che ha creato il colosso, smentisce: "Non abbiamo legami politici negli Stati Uniti o altrove"
NEW YORK - NEW YORK - Quando John Tang, all’alba del nuovo secolo, decise di fondare un nuovo giornale era uno studente poco più che ventenne. L’Epoch Times, che è oggi uno dei più grandi fenomeni nel mondo digitale dell’informazione (o disinformazione), nasce in un seminterrato in Georgia, dove Tang studiava e dove soprattutto era conosciuto per la sua stretta militanza in Falun Gong, l’allora piuttosto nuovo movimento spirituale (fondato in Cina da Li Hongzhi nei primi anni Novanta) che in pochi anni aveva trovato - grazie alla grande comunità cinese-americana - decine di migliaia di adepti negli Stati Uniti.
I fondatori del giornale (a Tang si associarono subito in molti) spiegarono che il loro obiettivo era quello di rispondere alla pesante censura cui Falun Gong era soggetta in Cina e diffondere nel mondo i principi (improntati alla massima segretezza) del gruppo religioso. Per lanciarlo scelsero New York City capitale de…
I fondatori del giornale (a Tang si associarono subito in molti) spiegarono che il loro obiettivo era quello di rispondere alla pesante censura cui Falun Gong era soggetta in Cina e diffondere nel mondo i principi (improntati alla massima segretezza) del gruppo religioso. Per lanciarlo scelsero New York City capitale de…
NEW YORK - NEW YORK - Quando John Tang, all’alba del nuovo secolo, decise di fondare un nuovo giornale era uno studente poco più che ventenne. L’Epoch Times, che è oggi uno dei più grandi fenomeni nel mondo digitale dell’informazione (o disinformazione), nasce in un seminterrato in Georgia, dove Tang studiava e dove soprattutto era conosciuto per la sua stretta militanza in Falun Gong, l’allora piuttosto nuovo movimento spirituale (fondato in Cina da Li Hongzhi nei primi anni Novanta) che in pochi anni aveva trovato - grazie alla grande comunità cinese-americana - decine di migliaia di adepti negli Stati Uniti.
I fondatori del giornale (a Tang si associarono subito in molti) spiegarono che il loro obiettivo era quello di rispondere alla pesante censura cui Falun Gong era soggetta in Cina e diffondere nel mondo i principi (improntati alla massima segretezza) del gruppo religioso. Per lanciarlo scelsero New York City capitale dei media americani e così, nel maggio del 2000 il giornale (solo in cinese) fece la sua comparsa nei chioschi e negli appositi contenitori gialli agli angoli delle strade di Manhattan. Tre mesi dopo partiva anche il sito web.
Nel giro di tre anni, l’Epoch Times diventa uno dei più grandi siti di notizie cinesi con edizioni locali fuori dalla Cina (dove era ovviamente proibito): Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Indonesia, Taiwan, Hong Kong ed anche in alcuni paesi dell’Europa occidentale. A fine 2003 arriva la prima edizione in inglese, seguita nella lancio dell’edizione cartacea a New York nel 2004.
Piccolo giornale a basso costo, per anni viene distribuito gratuitamente agli angoli di New York, città (insieme a quelle californiane) dove il movimento Falun Gong e i suoi militanti che fanno ginnastica nei parchi della metropoli diventano una sorta di attrazione quotidiana. Il taglio delle notizie duramente anti-cinese lo rendono popolare soprattutto nei circoli conservatori, dove l’avanzata della Cina sulla scena politica ed economica mondiale, veniva guardata con sospetto e con una certa paura.
Quattro anni fa la grande svolta. The Epoch Times si schiera senza indugi dalla parte di Trump nella battaglia che il tycoon newyorchese aveva iniziato durante le primarie del partito repubblicano. Con Trump alla Casa Bianca, Falun Gong trova l’alleato più potente che avesse mai potuto immaginare, un vero e proprio idolo - data la sua politica verso la Cina - nella lotta senza quartiere che Falun Gong fa contro il partito comunista cinese al potere a Pechino. Ne risentono le pagine di cronaca e politica americana, che diventano una sorta di organo di propaganda per Trump e di critiche feroci per i suoi avversari.
La seconda intuizione di Epoch Times, è di agire attraverso Facebook. Con una nuova strategia che vede la creazione di centinaia di nuove pagine e di nuovi profili con cui i militanti di Falun Gong oltre a a vendere migliaia di abbonamenti riempiono il social network di video (alcuni subito virali) e di notizie. Comprese ‘fake news’.
Oggi l’Epoch Times e gli altri media affiliati (sono tanti) sono una delle principali fonti di informazione (e disinformazione) della destra, con decine di milioni di seguaci sparsi su tutti i social media e con un pubblico online che rivaleggia con gli altri due grandi della galassia conservatrice (The Daily Caller e Breitbart News). E ogni mattina arriva nella posta elettronica di tutti coloro che seguono le vicende elettorali negli Stati Uniti.
Ha soprattutto un’influenza crescente nella cerchia della Casa Bianca più fedele a Trump e nella stessa famiglia del presidente. Lo stesso Stephen Bannon, lo stratega elettorale che più di altri ha contribuito a portare Trump alla presidenza (è stato arrestato lo scorso agosto accusato di truffa) ha detto in un’intervista nel luglio scorso che la rapida crescita dell’Epoch Times lo aveva impressionato: “Tra due anni saranno il primo sito di notizie nel mondo conservatore. Hanno un peso molto superiore agli altri, saranno una forza da non sottovalutare”.
Valutazioni che Falun Gong smentisce seccamente: “La comunità del Falun Gong e il fondatore del Falun Gong, il signor Li Hongzhi, non hanno legami politici negli Stati Uniti o altrove. Infatti, il signor Li ha ripetutamente invitato i praticanti del Falun Gong a non coinvolgere la pratica in politica. Naturalmente, gli individui all'interno della comunità del Falun Gong hanno le proprie convinzioni che abbracciano tutto lo spettro politico, da quello molto liberale a quello molto conservatore, e tutto ciò che sta nel mezzo. Tuttavia, la comunità dei praticanti non coinvolge sé stessa, come gruppo o comunità, nella politica, né sostiene alcun politico”.
Di Epoch Times se ne sono accorti relativamente tardi i grandi media degli Stati Uniti. Un anno fa la Nbc fece una lunga inchiesta su gruppo editoriale e su Falun Gong. Ora, quando mancano dieci giorni al voto, anche il New York Times gli ha dedicato un lago articolo.
I fondatori del giornale (a Tang si associarono subito in molti) spiegarono che il loro obiettivo era quello di rispondere alla pesante censura cui Falun Gong era soggetta in Cina e diffondere nel mondo i principi (improntati alla massima segretezza) del gruppo religioso. Per lanciarlo scelsero New York City capitale dei media americani e così, nel maggio del 2000 il giornale (solo in cinese) fece la sua comparsa nei chioschi e negli appositi contenitori gialli agli angoli delle strade di Manhattan. Tre mesi dopo partiva anche il sito web.
Nel giro di tre anni, l’Epoch Times diventa uno dei più grandi siti di notizie cinesi con edizioni locali fuori dalla Cina (dove era ovviamente proibito): Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Indonesia, Taiwan, Hong Kong ed anche in alcuni paesi dell’Europa occidentale. A fine 2003 arriva la prima edizione in inglese, seguita nella lancio dell’edizione cartacea a New York nel 2004.
Piccolo giornale a basso costo, per anni viene distribuito gratuitamente agli angoli di New York, città (insieme a quelle californiane) dove il movimento Falun Gong e i suoi militanti che fanno ginnastica nei parchi della metropoli diventano una sorta di attrazione quotidiana. Il taglio delle notizie duramente anti-cinese lo rendono popolare soprattutto nei circoli conservatori, dove l’avanzata della Cina sulla scena politica ed economica mondiale, veniva guardata con sospetto e con una certa paura.
Quattro anni fa la grande svolta. The Epoch Times si schiera senza indugi dalla parte di Trump nella battaglia che il tycoon newyorchese aveva iniziato durante le primarie del partito repubblicano. Con Trump alla Casa Bianca, Falun Gong trova l’alleato più potente che avesse mai potuto immaginare, un vero e proprio idolo - data la sua politica verso la Cina - nella lotta senza quartiere che Falun Gong fa contro il partito comunista cinese al potere a Pechino. Ne risentono le pagine di cronaca e politica americana, che diventano una sorta di organo di propaganda per Trump e di critiche feroci per i suoi avversari.
La seconda intuizione di Epoch Times, è di agire attraverso Facebook. Con una nuova strategia che vede la creazione di centinaia di nuove pagine e di nuovi profili con cui i militanti di Falun Gong oltre a a vendere migliaia di abbonamenti riempiono il social network di video (alcuni subito virali) e di notizie. Comprese ‘fake news’.
Oggi l’Epoch Times e gli altri media affiliati (sono tanti) sono una delle principali fonti di informazione (e disinformazione) della destra, con decine di milioni di seguaci sparsi su tutti i social media e con un pubblico online che rivaleggia con gli altri due grandi della galassia conservatrice (The Daily Caller e Breitbart News). E ogni mattina arriva nella posta elettronica di tutti coloro che seguono le vicende elettorali negli Stati Uniti.
Ha soprattutto un’influenza crescente nella cerchia della Casa Bianca più fedele a Trump e nella stessa famiglia del presidente. Lo stesso Stephen Bannon, lo stratega elettorale che più di altri ha contribuito a portare Trump alla presidenza (è stato arrestato lo scorso agosto accusato di truffa) ha detto in un’intervista nel luglio scorso che la rapida crescita dell’Epoch Times lo aveva impressionato: “Tra due anni saranno il primo sito di notizie nel mondo conservatore. Hanno un peso molto superiore agli altri, saranno una forza da non sottovalutare”.
Valutazioni che Falun Gong smentisce seccamente: “La comunità del Falun Gong e il fondatore del Falun Gong, il signor Li Hongzhi, non hanno legami politici negli Stati Uniti o altrove. Infatti, il signor Li ha ripetutamente invitato i praticanti del Falun Gong a non coinvolgere la pratica in politica. Naturalmente, gli individui all'interno della comunità del Falun Gong hanno le proprie convinzioni che abbracciano tutto lo spettro politico, da quello molto liberale a quello molto conservatore, e tutto ciò che sta nel mezzo. Tuttavia, la comunità dei praticanti non coinvolge sé stessa, come gruppo o comunità, nella politica, né sostiene alcun politico”.
Di Epoch Times se ne sono accorti relativamente tardi i grandi media degli Stati Uniti. Un anno fa la Nbc fece una lunga inchiesta su gruppo editoriale e su Falun Gong. Ora, quando mancano dieci giorni al voto, anche il New York Times gli ha dedicato un lago articolo.