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Pochi registrati al voto: Truman trema

Questo articolo fa parte dello speciale La grande corsa sulle presidenziali negli Stati Uniti, uscito in versione originale il 20 ottobre 1948 su La Stampa. Il basso numero di iscritti nello stato di New York imbarazza i seguaci del presidente uscente. I democratici sperano di rovesciare le premesse, ma l’opinione pubblica è fredda.
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15 giorni dalle elezioni presidenziali la stampa e gli osservatori americani si appassionano alla lotta elettorale e formulano le più svariate previsioni. Al contrario la pubblica opinione rimane assai fredda. Non è esagerato parlare di apatia. Gli esperti attribuiscono il fenomeno alla generale convinzione che Dewey abbia ormai la vittoria in tasca, tanto che molti elettori non si presenteranno nemmeno alle urne.

Se, come è sempre stato, l’andamento della registrazione del voto in New York può essere preso come sintomo dello stato d’animo diffuso nel paese, è da presumere che il numero totale dei votanti sarà questo anno il più basso da molte elezioni a questa parte.

In una recente relazione l’Istituto americano dell’opinione pubblica faceva notare che sulla base della media stabilita per gli ultimi 16 anni il numero totale dei voti nei 48 stati fu di 13,3 volte il numero dei votanti registrato nello stato di …
15 giorni dalle elezioni presidenziali la stampa e gli osservatori americani si appassionano alla lotta elettorale e formulano le più svariate previsioni. Al contrario la pubblica opinione rimane assai fredda. Non è esagerato parlare di apatia. Gli esperti attribuiscono il fenomeno alla generale convinzione che Dewey abbia ormai la vittoria in tasca, tanto che molti elettori non si presenteranno nemmeno alle urne.

Se, come è sempre stato, l’andamento della registrazione del voto in New York può essere preso come sintomo dello stato d’animo diffuso nel paese, è da presumere che il numero totale dei votanti sarà questo anno il più basso da molte elezioni a questa parte.

In una recente relazione l’Istituto americano dell’opinione pubblica faceva notare che sulla base della media stabilita per gli ultimi 16 anni il numero totale dei voti nei 48 stati fu di 13,3 volte il numero dei votanti registrato nello stato di New York. Quest’anno si sono inscritti relativamente pochi votanti cosicché è lecito presumere che si presenteranno alle urne nel prossimo novembre circa 44 milioni di cittadini. Nelle elezioni del ’44 si contarono 45.400 voti di fronte a 49.901.000 del ‘40 e 45.609.090 del ‘36.

Nel ’32 i votanti furono poco più di 39 milioni. Gli osservatori fanno notare che il basso numero dei votanti del 2 novembre prossimo favorirebbe senz’altro la candidatura repubblicana dato che, per tradizione, i democratici appoggiano le loro possibilità e speranze su una larga partecipazione alle elezioni. Uno dei fattori che favorirono Roosevelt fu l’afflusso in massa degli elettori.

È per questo che il basso numero di registrazioni nello stato di New York pone in imbarazzo i seguaci di Truman. Naturalmente gli statistici democratici si affannano a dimostrare che in ultima analisi un fenomeno non si può dare per certo solo perché si è verificato in passato. Qualcuno giunge a fare dell’ottimismo. Così ad esempio Kroll, del comitato di azione politica del CIO, propagandista democratico, sostiene che in altre zone come in California, Maryland, Pennsylvania, Virginia e Washington si è verificato la registrazione di un numero assai più alto che nel ’44 e nel ’40. Kroll confida che il comitato porterà alle urne 60 milioni di elettori: questo implica la vittoria di Truman e dei candidati al congresso del CIO. A questo riguardo i democratici sostengono che i precedenti statistici sono argomenti assai validi.