Hong Kong, il pugno duro di Pechino. Arrestato l'attivista Tony Chung, 19 anni
dal nostro inviato
Filippo Santelli
Tony Chung Hon-Lam, leader del gruppo StudentLocalism (ansa)
Il fondatore e leader del movimento studentesco Studentlocalism è stato fermato davanti al consolato Usa dove voleva chiedere asilo. È accusato di secessione sulla base della nuova legge anti-terrorismo: rischia anni di carcere
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NANCHINO - Martedì la polizia di Hong Kong lo ha fermato in una caffetteria davanti al consolato americano, dove voleva chiedere protezione. E oggi il giovane attivista Tony Chung, 19 anni, è apparso davanti a un tribunale della città che, come previsto dalla nuova legge sulla sicurezza nazionale, gli ha negato la libertà su cauzione.
Chung, fondatore e leader del movimento studentesco Studentlocalism, è il secondo cittadino di Hong Kong ad essere accusato di "incitamento alla secessione" alla luce della draconiana norma introdotta dal governo centrale dopo le proteste della città. Il timore è che per le autorità locali, e per Pechino, il suo caso diventi un esempio, usato per impaurire il campo dell'opposizione e i suoi leader.
Studentlocalism, smantellata appena prima dell'entrata in vigore della legge, era un'organizzazione tra le più esplicite nel promuovere l'indipendenza di Hong Kong dalla Cina. Oltre a "secessione", Chung è accusato anche di aver riciclato 700mila dollari di Hong Kong, frutto della raccolta fondi dell'associazione, e di aver cospirato per pubblicare articoli sediziosi. Accuse che tutte insieme gli potrebbero costare molti anni di carcere. L'arresto di Chung l'8 agosto (afp)
Oltre a testimoniare la crescente stretta sulla città (a breve verrà creato un apposito centralino per le denunce anonime), la vicenda di Chung è interessante anche per il coinvolgimento del consolato americano. Secondo fonti a lui vicine, Chung aveva intenzione di chiedere asilo quando è stato arrestato dagli agenti della polizia locale, proprio davanti alla rappresentanza Usa nel quartiere di Central. E qualche ora dopo altri quattro ragazzi si sono presentati alla porta, riuscendo ad entrare, ma vedendosi poi respinte le richieste di asilo secondo una ricostruzione del South China Morning Post. Tra di loro ci sarebbe anche un cittadino statunitense.
Le autorità Usa non hanno confermato né smentito, limitandosi a dire che le richieste di asilo vanno presentate sul suolo americano. Un'eventuale decisione di ospitare i quattro dentro il consolato avrebbe con ogni probabilità scatenato uno scontro diplomatico tra Cina e Stati Uniti. Altri due ex membri di Studentlocalism sono stati arrestati, per poi essere rilasciati su cauzione.
Nel frattempo da diverse settimane le autorità cinesi detengono a Shenzhen, in Cina continentale, un gruppo di dodici attivisti di Hong Kong arrestati dalla guardia costiera cinese il 23 agosto, mentre cercavano di raggiungere Taiwan via nave e accusati di immigrazione illegale. Agli avvocati nominati dalle famiglie è stata negata la possibilità di vedere gli imputati. Le autorità cinesi sostengono di aver già assegnato loro due avvocati di ufficio e oggi il ministero della Giustizia ha ordinato ai legali scelti dalle famiglie di abbandonare il caso.