GERUSALEMME - "Voglio esprimere il profondo cordoglio per il barbaro attentato di poco fa a Nizza. Siamo vicini alle famiglie delle vittime. L'Italia ripudia ogni estremismo e resta al fianco dei suoi amici francesi nella lotta contro il terrorismo e ogni radicalismo violento". Luigi Di Maio, atterrato questa mattina in Israele per la sua prima visita nella veste di Ministro degli Esteri, ha aperto così il suo intervento nella conferenza stampa congiunta al termine dell'incontro con l'omologo israeliano Gabi Ashkenazi.
"Quello con Israele è un rapporto profondo che si fonda sulla condivisione di valori comuni, e si alimenta anche del continuo forte impegno italiano nella lotta contro ogni forma di antisemitismo", ha proseguito Di Maio. In una intervista pubblicata oggi sul quotidiano Israel Hayom in vista della missione, il Ministro ha condannato "gli inaccettabili attacchi personali del presidente Erdogan contro il presidente Macron e contro la Germania, che peraltro fanno un uso inaccettabile della Shoah, un uso che condanno fermamente".
Il ministro, durante una breve visita al Memoriale e Museo della Shoah Yad Vashem, ha deposto una corona di fiori in ricordo delle vittime e ha lasciato un messaggio nel libro d'onore: "Qui si ricorda l'abisso della Shoah, la memoria non può essere soltanto la recitazione di un passato d'orrore, ma deve esprimere un monito per la coscienza di ognuno di noi".
In poco più di 24 ore, Di Maio affronterà un'agenda fittissima. Spicca tra tutti il faccia a faccia con il premier Benjamin Netanyahu, indice del riguardo che viene riservato da Gerusalemme alla visita del Ministro, forse anche a seguito della sintonia tra Di Maio e Pompeo durante la recente missione a Roma del Segretario di Stato americano.
Venerdì a Gerusalemme vedrà il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, e il nunzio apostolico, monsignor Leopoldo Girelli. Seguirà poi l'incontro con Nickolay Mladenov, il rappresentante speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente. Infine a Ramallah incontrerà il primo ministro palestinese Mohammad Shtayyeh e il suo omologo Riad Malki.
Mentre in Italia si fanno i conti con la minaccia di restrizioni sempre più serie di fronte all'aumento dei casi di Covid, Di Maio arriva in una Israele che sta muovendo i primi passi in uscita da un secondo, impopolare lockdown che ha effettivamente ridotto la curva del contagio: da oltre 5000 casi giornalieri agli 861 di ieri, in cinque settimane. La cooperazione scientifica tra Italia e Israele, al centro di uno dei protocolli che verranno siglati oggi, ha visto di recente anche una convergenza nella ricerca di una cura al Covid, con l'Istituto Biologico israeliano, l'Ospedale Carreggi di Firenze e l'Ente Toscana Life Science che hanno firmato un'intesa per la clonazione di anticorpi monoclonali. Proprio in questi giorni, lo stesso Istituto Biologico ha avviato la fase di sperimentazione umana del vaccino made in Israel.
Altro argomento che avrà grande peso nel corso della visita è il dossier energia: alla presenza dei rispettivi ministri degli Esteri, verranno siglati anche tre accordi tra Snam e imprese israeliane nel settore degli idrocarburi e dell'idrogeno, incentrati sulla progressiva conversione ad energia pulita di mezzi di trasporto pubblico. Si parlerà anche del progetto israelo-greco-cipriota del gasdotto East-Med, in cui si cerca il coinvolgimento italiano. In un'intervista rilasciata al quotidiano Israel Hayom oggi in vista dell'arrivo, Di Maio parla della rilevanza del progetto per la diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico, ma solleva anche dubbi: "E' un progetto a medio termine, che dipende dalla quantità di risorse che le trivellazioni esistenti individueranno. In altre parole, è una delle tante opzioni". Il Ministro parla invece dell'importanza del Forum del gas del Mediterraneo orientale, di cui Italia e Israele sono co-fondatori, "per sviluppare il mercato del gas naturale liquefatto".
Quanto alle dinamiche regionali, come anticipato nell'intervista al Ministro degli Esteri Ashkenazi oggi su Repubblica, Israele avanzerà la richiesta all'Italia di inserire Hezbollah nella lista delle organizzazioni terroristiche, seguendo l'esempio tedesco di pochi mesi fa. E, in vista dell'incontro con le autorità palestinesi domani, l'Ambasciatore d'Israele in Italia, Dror Eydar, ha auspicato che il Ministro "possa inviare il messaggio che è necessario il ritorno al tavolo dei negoziati". Di Maio, nell'intervista a Israel Hayom, ribadisce il sostegno italiano agli Accordi di Abramo che stanno ridefinendo la mappa mediorientale - nell'arco di due mesi, tre Paesi arabi, Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Sudan, hanno dichiarato la fine delle ostilità con lo Stato ebraico e l'avvio di relazioni diplomatiche. "La normalizzazione contribuirà alla creazione di condizioni di stabilità, dialogo e sviluppo per tutte le parti, che potrebbero portare all'avvio di negoziati diretti tra israeliani e palestinesi verso una soluzione a due Stati giusta, sostenibile e realizzabile". E ribadisce che "la questione palestinese fa parte dell'equazione per la pace in Medio Oriente. La risoluzione del conflitto israelo-palestinese è stata ed è tuttora una delle condizioni che garantiranno stabilità e prosperità alla regione".
Non è la prima visita ufficiale di Di Maio in Israele. Nel 2016, allora vicepresidente della Camera, partecipò a un "Tour per la pace" di alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle in Israele e Palestina, in cui si raggiunse però una sorta di incidente diplomatico, quando la delegazione non riuscì ad accedere alla Striscia di Gaza.
"Quello con Israele è un rapporto profondo che si fonda sulla condivisione di valori comuni, e si alimenta anche del continuo forte impegno italiano nella lotta contro ogni forma di antisemitismo", ha proseguito Di Maio. In una intervista pubblicata oggi sul quotidiano Israel Hayom in vista della missione, il Ministro ha condannato "gli inaccettabili attacchi personali del presidente Erdogan contro il presidente Macron e contro la Germania, che peraltro fanno un uso inaccettabile della Shoah, un uso che condanno fermamente".
Il ministro, durante una breve visita al Memoriale e Museo della Shoah Yad Vashem, ha deposto una corona di fiori in ricordo delle vittime e ha lasciato un messaggio nel libro d'onore: "Qui si ricorda l'abisso della Shoah, la memoria non può essere soltanto la recitazione di un passato d'orrore, ma deve esprimere un monito per la coscienza di ognuno di noi".
In poco più di 24 ore, Di Maio affronterà un'agenda fittissima. Spicca tra tutti il faccia a faccia con il premier Benjamin Netanyahu, indice del riguardo che viene riservato da Gerusalemme alla visita del Ministro, forse anche a seguito della sintonia tra Di Maio e Pompeo durante la recente missione a Roma del Segretario di Stato americano.
Venerdì a Gerusalemme vedrà il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, e il nunzio apostolico, monsignor Leopoldo Girelli. Seguirà poi l'incontro con Nickolay Mladenov, il rappresentante speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente. Infine a Ramallah incontrerà il primo ministro palestinese Mohammad Shtayyeh e il suo omologo Riad Malki.
Mentre in Italia si fanno i conti con la minaccia di restrizioni sempre più serie di fronte all'aumento dei casi di Covid, Di Maio arriva in una Israele che sta muovendo i primi passi in uscita da un secondo, impopolare lockdown che ha effettivamente ridotto la curva del contagio: da oltre 5000 casi giornalieri agli 861 di ieri, in cinque settimane. La cooperazione scientifica tra Italia e Israele, al centro di uno dei protocolli che verranno siglati oggi, ha visto di recente anche una convergenza nella ricerca di una cura al Covid, con l'Istituto Biologico israeliano, l'Ospedale Carreggi di Firenze e l'Ente Toscana Life Science che hanno firmato un'intesa per la clonazione di anticorpi monoclonali. Proprio in questi giorni, lo stesso Istituto Biologico ha avviato la fase di sperimentazione umana del vaccino made in Israel.
Altro argomento che avrà grande peso nel corso della visita è il dossier energia: alla presenza dei rispettivi ministri degli Esteri, verranno siglati anche tre accordi tra Snam e imprese israeliane nel settore degli idrocarburi e dell'idrogeno, incentrati sulla progressiva conversione ad energia pulita di mezzi di trasporto pubblico. Si parlerà anche del progetto israelo-greco-cipriota del gasdotto East-Med, in cui si cerca il coinvolgimento italiano. In un'intervista rilasciata al quotidiano Israel Hayom oggi in vista dell'arrivo, Di Maio parla della rilevanza del progetto per la diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico, ma solleva anche dubbi: "E' un progetto a medio termine, che dipende dalla quantità di risorse che le trivellazioni esistenti individueranno. In altre parole, è una delle tante opzioni". Il Ministro parla invece dell'importanza del Forum del gas del Mediterraneo orientale, di cui Italia e Israele sono co-fondatori, "per sviluppare il mercato del gas naturale liquefatto".
Quanto alle dinamiche regionali, come anticipato nell'intervista al Ministro degli Esteri Ashkenazi oggi su Repubblica, Israele avanzerà la richiesta all'Italia di inserire Hezbollah nella lista delle organizzazioni terroristiche, seguendo l'esempio tedesco di pochi mesi fa. E, in vista dell'incontro con le autorità palestinesi domani, l'Ambasciatore d'Israele in Italia, Dror Eydar, ha auspicato che il Ministro "possa inviare il messaggio che è necessario il ritorno al tavolo dei negoziati". Di Maio, nell'intervista a Israel Hayom, ribadisce il sostegno italiano agli Accordi di Abramo che stanno ridefinendo la mappa mediorientale - nell'arco di due mesi, tre Paesi arabi, Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Sudan, hanno dichiarato la fine delle ostilità con lo Stato ebraico e l'avvio di relazioni diplomatiche. "La normalizzazione contribuirà alla creazione di condizioni di stabilità, dialogo e sviluppo per tutte le parti, che potrebbero portare all'avvio di negoziati diretti tra israeliani e palestinesi verso una soluzione a due Stati giusta, sostenibile e realizzabile". E ribadisce che "la questione palestinese fa parte dell'equazione per la pace in Medio Oriente. La risoluzione del conflitto israelo-palestinese è stata ed è tuttora una delle condizioni che garantiranno stabilità e prosperità alla regione".
Non è la prima visita ufficiale di Di Maio in Israele. Nel 2016, allora vicepresidente della Camera, partecipò a un "Tour per la pace" di alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle in Israele e Palestina, in cui si raggiunse però una sorta di incidente diplomatico, quando la delegazione non riuscì ad accedere alla Striscia di Gaza.