Esteri

Francia, un minuto di silenzio per Paty nelle scuole. Ma continuano le proteste anti-Macron dei musulmani

(afp)
Dodici milioni di studenti hanno reso omaggio al professore ucciso. Terza manifestazione in Bangladesh in una settimana. Cortei anche in Indonesia. Il principe emiratino chiama il leader dell'Eliseo
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PARIGI - Gli studenti francesi hanno reso omaggio a Samuel Paty, il professore decapitato a metà ottobre in Francia dopo aver mostrato in classe le vignette di Maometto pubblicate da Charlie Hebdo. Il minuto di silenzio è stato osservato in tutte le scuole francesi nel giorno in cui 12 milioni di studenti sono tornati in classe dopo due settimane di vacanza per le festività di Ognissanti. 

"Resisteremo tutti insieme", ha scritto il presidente Emmanuel Macron in mattinata in un messaggio su Snapchat, Instagram et Facebook, per sostenere gli studenti in questo rientro "difficile" e ricordando l'omaggio a Paty, il terrorismo e l'emergenza per il coronavirus. 

"Oggi, in classe, renderete omaggio a Samuel Paty. Penserete a lui, voi e i vostri insegnanti. Siamo tutti scioccati da quello che è successo. Parlatene tra di voi", ha scritto Macron, invitando anche a "parlare di ciò che ci unisce". "I giorni che stiamo vivendo sono difficili, quindi voglio che vi ricordiate queste poche parole: siete la Francia", ha concluso il presidente. "Essere francese, alla scuola della Repubblica, significa imparare a essere liberi, a crescere attraverso la conoscenza. Quindi vivete pienamente questo tempo di apprendimento. Preparate il vostro futuro". 

C’est la rentrée scolaire. À vous tous qui reprenez le chemin de l’école, je pense à vous. Ces quinze derniers jours...

Pubblicato da Emmanuel Macron su Domenica 1 novembre 2020

Bangladesh, 50mila persone in piazza 

Sono almeno 50mila le persone che hanno manifestato oggi a Dacca, in Bangladesh, per chiedere di boicottare i prodotti francesi e accusando Parigi di promuovere le caricature del profeta Maometto. I manifestanti, che hanno risposto all'appello del gruppo islamista Hefazat-e-Islam, non sono riusciti a raggiungere l'ambasciata francese, attorno alla quale sono state rafforzate le misure di sicurezza. Secondo gli organizzatori, in piazza sono scese più di 100mila persone. Si tratta della terza manifestazione contro la Francia e Macron in una settimana in Bangladesh, Paese di 160 milioni di abitanti in maggioranza musulmani. 

Indonesia: "Macron nemico dei musulmani" 

Proteste si sono tenute anche davanti all'ambasciata francese di Jacarta in Indonesia contro le vignette di Maometto considerate offensive. Sono circa 400 le persone che hanno manifestato e denunciato Macron come "nemico dei musulmani". "Condanniamo gli insulti contro il Profeta Maometto", si legge su uno striscione portato in piazza. Il presidente dell'Indonesia, il più grande Paese musulmano del mondo, ha condannato l'uccisione di Samuel Paty e l'attacco di Nizza, ma ha anche criticato Macron per le sue recenti dichiarazioni.  

Gli Emirati Arabi Uniti condannano gli attacchi alla Francia

Il principe ereditario di Abu Dhabi, Mohammed bin Zayed al-Nahyan, in una telefonata con il presidente francese Emmanuel Macron, ha condannato i recenti attacchi nel Paese d'Oltralpe. Come riferisce l'agenzia di stampa Wam, nel corso della conversazione Mbz ha respinto qualsiasi giustificazione per la violenza e il terrorismo.

Il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti Anwar Gargash, intervistato dal quotidiano tedesco Die Welt, ha invece respinto l'idea che il messaggio di Macron fosse volto ad escludere i musulmani; "Bisogna ascoltare quello che ha detto veramente Macron nel suo discorso, non vuole la ghettizzazione dei musulmani in Occidente e ha assolutamente ragione". I musulmani devono integrarsi meglio e lo Stato francese ha il diritto di cercare modi per raggiungere questo obiettivo, ha aggiunto il capo della diplomazia.

Per il ministro degli Emirati la polemica è soprattutto frutto della strumentalizzazione politica operata dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan. "Non appena Erdogan vede una scappatoia o una debolezza, la usa per aumentare la sua influenza. È solo quando gli viene mostrata la linea rossa che si mostra pronto a negoziare", ha aggiunto Gargasch.

Viaggio del ministro dell'Interno Darmanin in Tunisia e Algeria

Il ministro francese, dell'Interno, Gérald Darmanin, ha annunciato oggi che si recherà in Tunisia e in Algeria nel "fine settimana" per affrontare le questioni legate alla lotta al terrorismo e il rimpatrio di individui "radicalizzati": "Parto nel fine settimana", ha riferito ai microfoni di Bfmtv commentando l'attentato che giovedì ha causato tre morti nella Basilica di Notre-Dame de l'Assomption a Nizza, il cui principale indagato è un tunisino arrivato pochi giorni prima in Francia dall'Italia. Obiettivo della missione, ha aggiunto, è "discutere con i miei omologhi del ministero dell'Interno e con i servizi di intelligence, confrontarci per avere maggiori informazioni".