Champ e Major, alla Casa Bianca tornano i "First Dog"
di Silvia Luperini , di Silvia LuperiniSono i due cani pastore della coppia presidenziale Joe e Jill Biden che il prossimo 20 gennaio seguiranno i loro proprietari nell'abitazione più prestigiosa degli Stati Uniti
Da gennaio alla Casa Bianca ci saranno anche due "First Dog". Con l'ingresso del democratico Joe Biden, i cani torneranno ad abitare nell'abitazione più prestigiosa degli Stati Uniti. Il presidente uscente Donald Trump aveva interrotto la tradizione, essendo il primo - da decenni - a non aver voluto dei quadrupedi nella residenza di Pennsylvania Avenue. In un filmato pubblicato da Biden si vede Trump che sostiene con aria disgustata che con loro "non si sente a suo agio".
Con Joe e Jill Biden, invece, s'insedieranno anche due pastori tedeschi: Champ, 12 anni, nome scelto dai nipoti del politico, e Major, adottato nel 2018 e primo cane preso in un canile che si trasferirà alla Casa Bianca.
Con Joe e Jill Biden, invece, s'insedieranno anche due pastori tedeschi: Champ, 12 anni, nome scelto dai nipoti del politico, e Major, adottato nel 2018 e primo cane preso in un canile che si trasferirà alla Casa Bianca.
Proprio perché cani e gatti accorciano le distanze, piacciono sui social e rendono più famigliari anche i proprietari più illustri, da tempo ormai l'ingresso degli animali domestici nella Casa Bianca è diventato ogg…
Da gennaio alla Casa Bianca ci saranno anche due "First Dog". Con l'ingresso del democratico Joe Biden, i cani torneranno ad abitare nell'abitazione più prestigiosa degli Stati Uniti. Il presidente uscente Donald Trump aveva interrotto la tradizione, essendo il primo - da decenni - a non aver voluto dei quadrupedi nella residenza di Pennsylvania Avenue. In un filmato pubblicato da Biden si vede Trump che sostiene con aria disgustata che con loro "non si sente a suo agio".
Con Joe e Jill Biden, invece, s'insedieranno anche due pastori tedeschi: Champ, 12 anni, nome scelto dai nipoti del politico, e Major, adottato nel 2018 e primo cane preso in un canile che si trasferirà alla Casa Bianca.
Con Joe e Jill Biden, invece, s'insedieranno anche due pastori tedeschi: Champ, 12 anni, nome scelto dai nipoti del politico, e Major, adottato nel 2018 e primo cane preso in un canile che si trasferirà alla Casa Bianca.
Proprio perché cani e gatti accorciano le distanze, piacciono sui social e rendono più famigliari anche i proprietari più illustri, da tempo ormai l'ingresso degli animali domestici nella Casa Bianca è diventato oggetto di comunicazione politica e di campagna elettorale.
Biden già in campagna elettorale aveva presentato più volte i suoi "migliori amici" e in un tweet del primo novembre scorso aveva promesso: "Riporteremo i cani alla Casa Bianca" scatenando l'entusiasmo dei suoi sostenitori.
Almeno 30 presidenti hanno avuto cani. Il primo ad avere un impatto mediatico è stato quello di Warren G. Harding, Laddy Boy negli anni Venti. Ma è stato George Washington ad iniziare la tradizione. Tra i più famosi, Fala, amatissimo terrier di Franklin Delano Roosevelt. Nel 1944 era in corsa per il suo quarto mandato quando girò la voce che aveva rimandato indietro una nave per recuperare il suo terrier dimenticato durante la visita alle Isole Aleutine. Roosevelt per questo era stato ridicolizzato e accusato di aver speso migliaia di dollari dei contribuenti. Dopo l'accaduto, Roosevelt disse: "Puoi criticare me, mia moglie e la mia famiglia, ma non puoi criticare il mio cagnolino. È scozzese e queste accuse di aver speso tutti questi soldi hanno reso la sua piccola anima furiosa". Pare che il cosiddetto "discorso di Fala" contribuì a garantire la rielezione di Roosevelt.
Richard Nixon era stato accusato di aver nascosto un fondo segreto durante la sua candidatura a vice presidente sotto Dwight D. Eisenhower nel 1952. Nel "discorso di Dama" in tv, così detto dal nome del suo cocker spaniel, negò di avere un fondo nero, ma ammise: "C'è una cosa che ho ricevuto in regalo che non ho intenzione di restituire". Il regalo era appunto il cocker spaniel bianco e nero di nome Dama.
Bill Clinton si è trasferito alla Casa Bianca con Socks, un gatto bianco e nero. Successivamente è stato raggiunto nel 1997 da Buddy, un Labrador Retriever, con cui Clinton non andava d'accordo. In proposito l'ex presidente disse: "Ho fatto meglio con i palestinesi e gli israeliani di quanto non abbia fatto con Socks e Buddy". I due sono stati anche i protagonisti di un libro, Dear Socks, Dear Buddy: Kids 'Letters to the First Pets scritto dall'allora First Lady Hillary Clinton diventato un cartone animato nella sezione per bambini del primo sito web della Casa Bianca.
George W. Bush, durante il suo mandato, aveva con sé alla Casa Bianca tre cani e un gatto tra i quali Spot Fetcher, uno Springer Spaniel inglese e Millie.
Barack e Michelle Obama non avevano animali domestici prima delle elezioni del 2008, ma avevano promesso alle loro figlie che avrebbero potuto prendere un cane quando la famiglia si sarebbe trasferita alla Casa Bianca. Hanno scelto Bo, un cane da acqua portoghese, che provocava allergie a Malia Obama. Il cucciolo era stato un regalo del senatore Ted Kennedy e successivamente è stato raggiunto da Sunny, una femmina della stessa razza. Bo è apparso nel libro per bambini Of Thee I Sing: A Letter to My Daughters, scritto dal presidente Obama con illustrazioni di Loren Long.
Biden già in campagna elettorale aveva presentato più volte i suoi "migliori amici" e in un tweet del primo novembre scorso aveva promesso: "Riporteremo i cani alla Casa Bianca" scatenando l'entusiasmo dei suoi sostenitori.
Almeno 30 presidenti hanno avuto cani. Il primo ad avere un impatto mediatico è stato quello di Warren G. Harding, Laddy Boy negli anni Venti. Ma è stato George Washington ad iniziare la tradizione. Tra i più famosi, Fala, amatissimo terrier di Franklin Delano Roosevelt. Nel 1944 era in corsa per il suo quarto mandato quando girò la voce che aveva rimandato indietro una nave per recuperare il suo terrier dimenticato durante la visita alle Isole Aleutine. Roosevelt per questo era stato ridicolizzato e accusato di aver speso migliaia di dollari dei contribuenti. Dopo l'accaduto, Roosevelt disse: "Puoi criticare me, mia moglie e la mia famiglia, ma non puoi criticare il mio cagnolino. È scozzese e queste accuse di aver speso tutti questi soldi hanno reso la sua piccola anima furiosa". Pare che il cosiddetto "discorso di Fala" contribuì a garantire la rielezione di Roosevelt.
Richard Nixon era stato accusato di aver nascosto un fondo segreto durante la sua candidatura a vice presidente sotto Dwight D. Eisenhower nel 1952. Nel "discorso di Dama" in tv, così detto dal nome del suo cocker spaniel, negò di avere un fondo nero, ma ammise: "C'è una cosa che ho ricevuto in regalo che non ho intenzione di restituire". Il regalo era appunto il cocker spaniel bianco e nero di nome Dama.
Bill Clinton si è trasferito alla Casa Bianca con Socks, un gatto bianco e nero. Successivamente è stato raggiunto nel 1997 da Buddy, un Labrador Retriever, con cui Clinton non andava d'accordo. In proposito l'ex presidente disse: "Ho fatto meglio con i palestinesi e gli israeliani di quanto non abbia fatto con Socks e Buddy". I due sono stati anche i protagonisti di un libro, Dear Socks, Dear Buddy: Kids 'Letters to the First Pets scritto dall'allora First Lady Hillary Clinton diventato un cartone animato nella sezione per bambini del primo sito web della Casa Bianca.
George W. Bush, durante il suo mandato, aveva con sé alla Casa Bianca tre cani e un gatto tra i quali Spot Fetcher, uno Springer Spaniel inglese e Millie.
Barack e Michelle Obama non avevano animali domestici prima delle elezioni del 2008, ma avevano promesso alle loro figlie che avrebbero potuto prendere un cane quando la famiglia si sarebbe trasferita alla Casa Bianca. Hanno scelto Bo, un cane da acqua portoghese, che provocava allergie a Malia Obama. Il cucciolo era stato un regalo del senatore Ted Kennedy e successivamente è stato raggiunto da Sunny, una femmina della stessa razza. Bo è apparso nel libro per bambini Of Thee I Sing: A Letter to My Daughters, scritto dal presidente Obama con illustrazioni di Loren Long.