I superlegali di Biden: “Difenderemo la vittoria elettorale”
dalla nostra inviata Anna Lombardi , dalla nostra inviata Anna LombardiSono guidati da Bob Bauer, celebre professore di diritto alla New York University School of Law ed ex avvocato personale di Barack Obama
NEW YORK - "Abbiamo vinto le elezioni. E la legge ci dà tutti gli strumenti necessari a difendere il risultato. Stiamo già rispondendo in modo appropriato ovunque la legittimità del voto è in discussione". Bob Bauer non ha dubbi. Il celebre professore di diritto alla New York University School of Law, ex avvocato personale di Barack Obama ora a capo del team legale della campagna dem, lo dice chiaro al Washington Post: "Joe Biden è il nuovo presidente degli Stati Uniti. La contesa è finita".
E pazienza se dall'Arizona alla Pennsylvania i repubblicani hanno depositato contestazioni in cinque stati decisivi. Nessuna di queste azioni legali, nota il sito d'informazione politica Axios, riguarda pacchetti consistenti di voti, capaci di cambiare il risultato. Secondo alcuni analisti è solo un modo per ritardare la transizione e delegittimare le elezioni agli occhi dei fan di Trump, come scrive pure Anne Applebaum …
E pazienza se dall'Arizona alla Pennsylvania i repubblicani hanno depositato contestazioni in cinque stati decisivi. Nessuna di queste azioni legali, nota il sito d'informazione politica Axios, riguarda pacchetti consistenti di voti, capaci di cambiare il risultato. Secondo alcuni analisti è solo un modo per ritardare la transizione e delegittimare le elezioni agli occhi dei fan di Trump, come scrive pure Anne Applebaum …
NEW YORK - "Abbiamo vinto le elezioni. E la legge ci dà tutti gli strumenti necessari a difendere il risultato. Stiamo già rispondendo in modo appropriato ovunque la legittimità del voto è in discussione". Bob Bauer non ha dubbi. Il celebre professore di diritto alla New York University School of Law, ex avvocato personale di Barack Obama ora a capo del team legale della campagna dem, lo dice chiaro al Washington Post: "Joe Biden è il nuovo presidente degli Stati Uniti. La contesa è finita".
E pazienza se dall'Arizona alla Pennsylvania i repubblicani hanno depositato contestazioni in cinque stati decisivi. Nessuna di queste azioni legali, nota il sito d'informazione politica Axios, riguarda pacchetti consistenti di voti, capaci di cambiare il risultato. Secondo alcuni analisti è solo un modo per ritardare la transizione e delegittimare le elezioni agli occhi dei fan di Trump, come scrive pure Anne Applebaum su The Atlantic in un articolo intitolato Perché Trump non riconoscerà la sconfitta: "Pensa al futuro: la sfida 2024 o il progetto di una tv".
D'altronde, che il presidente uscente non avrebbe mollato facilmente si sapeva da tempo. Per questo fin dall'estate i dem hanno arruolato centinaia di avvocati, pronti a ribattere sul campo alle contestazioni. Coordinati, appunto, da Bauer (marito di Anita Dunn, stratega dem), così vicino a Biden da averlo preparato ai dibattiti interpretando il ruolo di Trump.
Considerato il "padre del diritto politico", fin dai tempi della battaglia Bush-Gore del 2000 in Florida, lavora dietro le quinte, fornendo pareri ai dem. Battagliero per tradizione di famiglia: suo padre Robert, giornalista di Voice of America, durante il maccartismo fu accusato di non essere abbastanza anticomunista, interrogato da Roy Cohn, il consigliere del senatore Joseph McCarthy poi "fixer" di Donald Trump fra 1975 e 1983.
Nel team c'è poi Dana Remus, 45 anni, membro della Obama Foundation e professore di Legge all'Università della Carolina, e, ad occuparsi dei conteggi, un duro come l'avvocato Marc Elias. Coadiuvato, in questo, da due ex procuratori generali: Donald Verrilli e Walter Dellinger.
Ad Eric Holder, ex ministro della giustizia di Obama, infine il compito di fare da tramite coi gruppi indipendenti che vegliano sulla regolarità delle elezioni. Come gli osservatori internazionali dell'Organizzazione degli Stati americani, 28 esperti da 13 Paesi, che nel rapporto depositato ieri affermano di non aver rilevato irregolarità.
In queste ore i principi del foro dem stanno valutando se passare all'attacco: avviando un'azione legale contro la General Services Administration, organismo preposto a certificare l'avvenuta elezione del nuovo presidente (ma Biden frena).
Emily Murphy, funzionaria trumpiana, rifiuta di sbloccare i 10 milioni di dollari destinati alla transizione e autorizzare l'accesso alle agenzie governative: "Non è finito il conteggio". Ma a smentirla c'è già David Barram, alla guida della stessa agenzia fra 1996 e 2000: "Il vincitore è chiaro. Faccia la cosa giusta". Altrimenti, codici alla mano, gli avvocati dem sono pronti.
E pazienza se dall'Arizona alla Pennsylvania i repubblicani hanno depositato contestazioni in cinque stati decisivi. Nessuna di queste azioni legali, nota il sito d'informazione politica Axios, riguarda pacchetti consistenti di voti, capaci di cambiare il risultato. Secondo alcuni analisti è solo un modo per ritardare la transizione e delegittimare le elezioni agli occhi dei fan di Trump, come scrive pure Anne Applebaum su The Atlantic in un articolo intitolato Perché Trump non riconoscerà la sconfitta: "Pensa al futuro: la sfida 2024 o il progetto di una tv".
D'altronde, che il presidente uscente non avrebbe mollato facilmente si sapeva da tempo. Per questo fin dall'estate i dem hanno arruolato centinaia di avvocati, pronti a ribattere sul campo alle contestazioni. Coordinati, appunto, da Bauer (marito di Anita Dunn, stratega dem), così vicino a Biden da averlo preparato ai dibattiti interpretando il ruolo di Trump.
Considerato il "padre del diritto politico", fin dai tempi della battaglia Bush-Gore del 2000 in Florida, lavora dietro le quinte, fornendo pareri ai dem. Battagliero per tradizione di famiglia: suo padre Robert, giornalista di Voice of America, durante il maccartismo fu accusato di non essere abbastanza anticomunista, interrogato da Roy Cohn, il consigliere del senatore Joseph McCarthy poi "fixer" di Donald Trump fra 1975 e 1983.
Nel team c'è poi Dana Remus, 45 anni, membro della Obama Foundation e professore di Legge all'Università della Carolina, e, ad occuparsi dei conteggi, un duro come l'avvocato Marc Elias. Coadiuvato, in questo, da due ex procuratori generali: Donald Verrilli e Walter Dellinger.
Ad Eric Holder, ex ministro della giustizia di Obama, infine il compito di fare da tramite coi gruppi indipendenti che vegliano sulla regolarità delle elezioni. Come gli osservatori internazionali dell'Organizzazione degli Stati americani, 28 esperti da 13 Paesi, che nel rapporto depositato ieri affermano di non aver rilevato irregolarità.
In queste ore i principi del foro dem stanno valutando se passare all'attacco: avviando un'azione legale contro la General Services Administration, organismo preposto a certificare l'avvenuta elezione del nuovo presidente (ma Biden frena).
Emily Murphy, funzionaria trumpiana, rifiuta di sbloccare i 10 milioni di dollari destinati alla transizione e autorizzare l'accesso alle agenzie governative: "Non è finito il conteggio". Ma a smentirla c'è già David Barram, alla guida della stessa agenzia fra 1996 e 2000: "Il vincitore è chiaro. Faccia la cosa giusta". Altrimenti, codici alla mano, gli avvocati dem sono pronti.