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Meuthen, leader dell'ultradestra tedesca: "Gli Usa mai così divisi: il trumpismo sopravviverà"

Il capo dell'Afd: "I brogli? La possibilità che ci siano stati c'è, soprattutto nel voto postale. Trump incarna le spaccature che attraversano tutte le società occidentali"
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Il leader dell'Alternative fuer Deutschland, l'ultradestra tedesca, Joerg Meuthen, pensa che queste elezioni statunitensi non cambieranno un fatto inoppugnabile: il trumpismo e la spaccatura nella società americana sopravviveranno a Donald Trump. Perché è una ferita che attraversa ormai tutto l'Occidente. Quanto ai brogli, il vicecapogruppo del gruppo "Identità e democrazia" al Parlamento europeo non li esclude - "la possibilità c'è, e riguarda soprattutto il voto postale". Meuthen ritiene dunque legittimo un riconteggio. Anche se non pensa che il risultato cambierà.
 
Meuthen, come dovrebbero reagire la Germania e l'Europa a una vittoria di Biden? E lei che ne pensa?
"I politici europei dovrebbero accettare questo risultato - aggiungerei che avrebbero dovuto accettare qualsiasi risultato - e cooperare con il presidente eletto in modo pragmatico e nel rispetto reciproco".

Pensa che il populismo trumpiano sopravviverà a Trump?
"Il risultato elettorale molto sul filo dimostra anche che la politica conservatrice di Donald Trump non si è affatto esaurita con queste elezioni. Gli Stati Uniti sono più divisi che mai. Si sono spaccati in due fronti, e più o meno delle stesse dimensioni. E sono masse che si affrontano in modo spaventosamente aggressivo e irriducibile. Io penso che questa ferita resterà anche dopo il voto e ci accompagnerà almeno fino alle prossime elezioni americane, che ne saranno influenzate".
 
In questi quattro anni è stato Trump a spaccare la società americana, a diffondere quotidianamente fake news, a blandire l'estrema destra e ad agitare lo spauracchio di una presunta sinistra radicale. Ha governato con rabbia.
"No, non penso che sia stato Trump a spaccare la società americana. Ha fatto una politica inclusiva, della quale hanno beneficiato tutti gli strati sociali come dimostrano i risultati delle elezioni e un'analisi di chi lo ha votato".
 
E allora da dove viene la spaccatura?
"Trump è il sintomo, non l'origine di questa divisione. Che attraversa tutte le società occidentali, anche in Europa. La mentalità socialista e sinistrorsa delle elite degli ex sessantottini che influenza sempre maggiormente le nostre società, si scontra nel frattempo con un movimento di opposizione conservatore e arrabbiato che rifiuta questo stile di vita basato sullo statalismo e si ribella contro di esso. Negli Usa è Donald Trump il rappresentante più autorevole di questa opposizione".

Lei condivide le accuse di brogli del presidente Trump, che si rifiuta in queste ore persino di riconoscere la vittoria di Biden?
"Guardi, è irrilevante che io pensi che ci siano stati brogli durante queste elezioni. Ma la possibilità c'è, soprattutto per quanto riguarda il voto postale, ed è più elevata che da noi in Europa. Perciò è legittimo che si chieda che il voto venga riesaminato. Soprattutto nel caso di risultati sul filo, visto che il sistema elettorale americano prevede che si assegnino tutti i grandi elettori in blocco a chi vince".
 
Ma pensa che il riconteggio possa cambiare qualcosa?
"No, penso che in questa elezione non sarà decisivo, penso che il risultato non cambierà".