Esteri

Iran, la denuncia dell'Aiea: uranio arricchito 12 volte la quantità consentita

Il presidente iraniano Hassan Rouhani (afp)
Secondo l'Agenzia internazionale per l'energia atomica delle Nazioni Unite, la Repubblica islamica ha accumulato 2.442,9 chilogrammi. L'accordo del 2015 fissava il tetto a 202,8
1 minuti di lettura
L'Iran sta continuando ad arricchire uranio da utilizzare nei suoi impianti nucleari al di là dei limiti che erano stati fissati nel "JCPOA" del 2015: almeno 12 volte la quantità consentita. Il Joint Common Plan Of Action è l'accordo internazionale siglato dall'Iran e da Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna, Cina, Francia e Germania: accordo che è stato abbandonato dagli Stati Uniti nel 2018. 

L'Agenzia internazionale per l'energia atomica delle Nazioni Unite ha confermato quello che gli iraniani hanno annunciato pubblicamente, ovvero che non avrebbero più rispettato i limiti imposti dall'accordo visto che gli Usa lo avevano abbandonato.

L'Aiea ha preparato un documento confidenziale che è stato fatto circolare fra gli Stati membri dell'agenzia Onu: al 2 novembre, l'Iran ha accumulato 2.442,9 chilogrammi di uranio arricchito rispetto ai 2.105,4 chili che erano stati registrati il 25 agosto. 

Il JCPOA del 2015 prevedeva che l'Iran si dovesse fermare al tetto di 202,8 chilogrammi, e soprattutto che le centrifughe iraniane dovessero arricchire l'uranio a un livello del 3,67 per cento, mentre attualmente il materiale raggiunge una purezza del 4,5 per cento. 

Il segnale che l'Iran intende dare alla comunità è chiaro: la Repubblica islamica vuole segnalare che non intende rispettare un accordo che è stato abbandonato dagli Usa, che parallelamente hanno iniziato ad imporre nuove sanzioni economiche a Teheran. Il JCPOA offrirà all'Iran non solo la rimozione delle sanzioni ma anche incentivi economici a patto che Teheran limitasse il suo programma nucleare in maniera da non avvicinarsi alla possibilità di costruire l'arma atomica. 

Allo stesso tempo il governo iraniano ha permesso l'accesso degli ispettori della Aiea ai suoi siti nucleari: questa estate il direttore generale dell'Aiea Rafael Grossi ha risolto un momento di crisi con il governo iraniano, quando Teheran ha dovuto ammettere di aver sviluppato un nuovo centro destinato alla ricerca nucleare e ha permesso agli ispettori di visitarlo.