Esteri

Cinque anni fa gli attentati al Bataclan e ai café di Parigi: la Francia commemora le vittime

Una foto scattata il 14 novembre del 2015 davanti al ristorante Le Carillon di Parigi all'indomani degli attacchi terroristici  (afp)
A causa del lockdown in corso, ma anche della nuova allerta terrorismo, la cerimonia sarà in forma ristretta. Tra i 131 morti, anche l'italiana Valeria Solesin. Trauma ancora vivo per tutti i superstiti
2 minuti di lettura
PARIGI - Una giornata particolare, ancora di più quest'anno. La Francia ricorda le stragi del 13 novembre 2015 nel mezzo della crisi sanitaria e di una nuova ondata di attacchi. A causa del lockdown in corso, ma anche della nuova allerta terrorismo, sarà in forma ristretta la cerimonia delle commemorazioni degli attacchi che avevano fatto 131 vittime, tra cui l'italiana Valeria Solesin, e 330 feriti tra lo stadio di Saint-Denis, i café dell'undicesimo arrondissement e la sala concerto del Bataclan.

Per la prima volta in cinque anni non saranno presenti alle commemorazioni le famiglie delle vittime rappresentate tra l'altro da Life for Paris che organizzerà un aperitivo Zoom e un concerto del gruppo Queens of the stone age. Una piccola spilla è stata distribuita alle famiglie. "Il ramo d'ulivo rappresenta l'albero della pace che servirà al futuro memoriale", spiega il presidente Arthur Dénouveaux. L'altra associazione, 13onze15, ha affisso una mostra fotografica guidata da Laura Serroni sulle porte del giardino davanti al Bataclan. "Abbiamo chiesto a 42 artisti di proporre due foto, una il giorno del dramma, prima che accadesse, l'altra il giorno dopo, per raccontare il passaggio da una vita quotidiana quasi tranquilla all'orrore", racconta il presidente Philippe Duperron.

Tutti i superstiti raccontano un trauma ancora vivo. Per alcuni il dolore sottotraccia è stato risvegliato dai recenti attacchi, come la decapitazione del professore Samuel Paty, un mese fa. Christophe Naudin, insegnante di storia e geografia come Paty, è sopravvissuto all'attacco del Bataclan, nascondendosi in un armadio. Ha pubblicato qualche settimana fa Journal du rescapé du Bataclan (Diario di un sopravvissuto del Bataclan), un testo potente nel quale si interroga su una società francese abituata a una tensione permanente e dove il rigetto dei musulmani è in aumento. Il giornalista Antoine Leiris, che ha perso la sua compagna Hélène, aveva pubblicato il popolare pamphlet Non avrete il mio odio rivolto ai terroristi. Ora racconta come ha cresciuto il piccolo Melvil, rimasto orfano di madre, cercando di "essere un padre ancora più perfetto". 

Molte famiglie aspettano con ansia l'inizio del processo sugli attentati. Il debutto previsto a gennaio è stato spostato a settembre a causa dell'emergenza sanitaria. I giudici hanno fatto un enorme lavoro nel chiarire i rapporti, le reti estere, i finanziamenti, gli acquisti di armi del commando di terroristi che si è mosso tra Siria, Grecia e resto di Europa, prima di arrivare a Bruxelles. "Mi dispiace che questo lavoro non sia stato fatto prima - commenta Jean-Pierre Albertini, padre di una delle vittime - perché avremmo certamente evitato questa tragedia". Restano alcune zone di mistero. Uno dei superstiti del commando del 13 Novembre, Salah Abdeslam, è rinchiuso in Francia, in regime di massimo isolamento. Finora ha sempre rifiutato di collaborare con la giustizia.