BRUXELLES - Il Belgio vive in una sorta di terra di mezzo, con i contagi e i ricoveri in leggero calo dopo le misure di confinamento sociale prese dal nuovo governo guidato da Alexander De Croo, ma con le morti in aumento e soprattutto con una situazione epidemiologica che ancora non permette di cantare vittoria. Eppure il dato che emerge a Bruxelles è che il nuovo lockdown decretato a inizio del mese, solo di poco più leggero di quello della primavera, sta dando i suoi frutti.
Il Belgio è stato tra i Paesi più colpiti d’Europa dalla seconda ondata e tra i primi a reagire, con la chiusura di bar e ristoranti decretata già il 17 ottobre scorso accompagnata dal coprifuoco notturno. La misura però non è bastata a contenere i contagi e di fronte a numeri sempre più drammatici, specialmente nella capitale del Paese, e alla sanità al collasso (a Liegi hanno rimandato in corsia i medici malati di Covid asintomatici), ai primi di novembre il governo ha decretato il lockdown totale.
Smart working obbligatorio, tutti i negozi chiusi a parte quelli essenziali, contatti sociali con una persona (fissa) per nucleo familiare e due per i single. Unica differenza rispetto a marzo, si può liberamente uscire di casa senza autocertificazione, anche se di posti dove andare, a parte i parchi, ce ne sono pochi. Eppure una differenza psicologica non da poco rispetto al primo lockdown in quanto le persone si sentono un po’ meno prigioniere in casa.
Dopo due settimane di confinamento, il governo ha annunciato i primi segnali incoraggianti. Sette giorni fa le autorità del Paese hanno parlato di contagi scesi del 48% (circa 6.800) rispetto alla settimana precedente, spiegando che ogni settimana le infezioni si stanno più o meno dimezzando. Il dato settimanale pubblicato oggi parla di 4.911 contagi, un altro -41%. L’obiettivo è di tornare sotto i 1.000 contagi al giorno nella prima metà di dicembre. In calo progressivo anche il numero dei ricoveri e delle terapie intensive, anche se non quello dei decessi che, anzi, aumentano (con una media di circa 189 morti ogni 24 ore). Oggi le autorità hanno parlato di un ulteriore calo settimanale dei ricoveri del 23%.
L’obiettivo del governo è di regalare un Natale relativamente sereno ai belgi, anche se dai palazzi ministeriali si continua a ricordare alla popolazione che in questo momento bisogna continuare a tenere duro senza abbassare la guardia. Intanto nel paese è scoppiata la polemica sulle case di riposo, con un rapporto di Amnesty che ha accusato le autorità locali di avere abbandonato gli anziani, con il 61% delle vittime registrate nelle Rsa.
Il Belgio è stato tra i Paesi più colpiti d’Europa dalla seconda ondata e tra i primi a reagire, con la chiusura di bar e ristoranti decretata già il 17 ottobre scorso accompagnata dal coprifuoco notturno. La misura però non è bastata a contenere i contagi e di fronte a numeri sempre più drammatici, specialmente nella capitale del Paese, e alla sanità al collasso (a Liegi hanno rimandato in corsia i medici malati di Covid asintomatici), ai primi di novembre il governo ha decretato il lockdown totale.
Smart working obbligatorio, tutti i negozi chiusi a parte quelli essenziali, contatti sociali con una persona (fissa) per nucleo familiare e due per i single. Unica differenza rispetto a marzo, si può liberamente uscire di casa senza autocertificazione, anche se di posti dove andare, a parte i parchi, ce ne sono pochi. Eppure una differenza psicologica non da poco rispetto al primo lockdown in quanto le persone si sentono un po’ meno prigioniere in casa.
Dopo due settimane di confinamento, il governo ha annunciato i primi segnali incoraggianti. Sette giorni fa le autorità del Paese hanno parlato di contagi scesi del 48% (circa 6.800) rispetto alla settimana precedente, spiegando che ogni settimana le infezioni si stanno più o meno dimezzando. Il dato settimanale pubblicato oggi parla di 4.911 contagi, un altro -41%. L’obiettivo è di tornare sotto i 1.000 contagi al giorno nella prima metà di dicembre. In calo progressivo anche il numero dei ricoveri e delle terapie intensive, anche se non quello dei decessi che, anzi, aumentano (con una media di circa 189 morti ogni 24 ore). Oggi le autorità hanno parlato di un ulteriore calo settimanale dei ricoveri del 23%.
L’obiettivo del governo è di regalare un Natale relativamente sereno ai belgi, anche se dai palazzi ministeriali si continua a ricordare alla popolazione che in questo momento bisogna continuare a tenere duro senza abbassare la guardia. Intanto nel paese è scoppiata la polemica sulle case di riposo, con un rapporto di Amnesty che ha accusato le autorità locali di avere abbandonato gli anziani, con il 61% delle vittime registrate nelle Rsa.