Trump spiazza il G20: "Voglio lavorare ancora a lungo con voi"
dal nostro corrispondente Federico Rampini , dal nostro corrispondente Federico RampiniIl presidente insiste sull'esito del voto Usa anche con i leader internazionali. Al summit virtuale presieduto da Riad il tema del vaccino per i Paesi poveri
NEW YORK - È il suo ultimo G20 ma non si direbbe. Donald Trump dà spettacolo, nel summit in teleconferenza sotto la presidenza dell'Arabia Saudita. Agli altri leader dice: "Voglio lavorare con voi ancora a lungo, ci attende un decennio straordinario".
Durante il discorso del re saudita si distrae per twittare le sue solite accuse: "Grandi rivelazioni in arrivo sui brogli elettorali in Georgia. Seguitemi!" Quando parla il premier britannico Boris Johnson lui si alza e se ne va. A giocare a golf. Nessun addio agli altri leader, dunque: per Trump non è all'ordine del giorno, visto che continua a disconoscere la vittoria di Joe Biden e a sabotare la transizione. Non poteva cambiare atteggiamento proprio in un summit multilaterale, istituzione verso la quale ha ostentato disprezzo nella sua presidenza.
Molti degli altri leader riuniti virtualmente in quel vertice, si sono già congratulati con il futuro presidente. Qualcuno - sauditi…
Durante il discorso del re saudita si distrae per twittare le sue solite accuse: "Grandi rivelazioni in arrivo sui brogli elettorali in Georgia. Seguitemi!" Quando parla il premier britannico Boris Johnson lui si alza e se ne va. A giocare a golf. Nessun addio agli altri leader, dunque: per Trump non è all'ordine del giorno, visto che continua a disconoscere la vittoria di Joe Biden e a sabotare la transizione. Non poteva cambiare atteggiamento proprio in un summit multilaterale, istituzione verso la quale ha ostentato disprezzo nella sua presidenza.
Molti degli altri leader riuniti virtualmente in quel vertice, si sono già congratulati con il futuro presidente. Qualcuno - sauditi…
NEW YORK - È il suo ultimo G20 ma non si direbbe. Donald Trump dà spettacolo, nel summit in teleconferenza sotto la presidenza dell'Arabia Saudita. Agli altri leader dice: "Voglio lavorare con voi ancora a lungo, ci attende un decennio straordinario".
Durante il discorso del re saudita si distrae per twittare le sue solite accuse: "Grandi rivelazioni in arrivo sui brogli elettorali in Georgia. Seguitemi!" Quando parla il premier britannico Boris Johnson lui si alza e se ne va. A giocare a golf. Nessun addio agli altri leader, dunque: per Trump non è all'ordine del giorno, visto che continua a disconoscere la vittoria di Joe Biden e a sabotare la transizione. Non poteva cambiare atteggiamento proprio in un summit multilaterale, istituzione verso la quale ha ostentato disprezzo nella sua presidenza.
Molti degli altri leader riuniti virtualmente in quel vertice, si sono già congratulati con il futuro presidente. Qualcuno - sauditi in testa - rimpiangerà Trump, per altri la sua sconfitta è una liberazione. La più esplicita è stata la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen: ha auspicato che "gli Stati Uniti sotto la guida del presidente-eletto Joe Biden aumentino la cooperazione multilaterale" in aree come la salute e il cambiamento climatico sulle quali "non si sono impegnati".
Il tema al centro del G20 incrocia i conflitti tra l'America trumpiana e una parte della comunità internazionale: come affrontare le emergenze planetarie, a cominciare dalla pandemia, ciascuno per sé o tutti insieme? Nel suo breve intervento Trump ha detto che sotto la sua presidenza il mondo è diventato più sicuro, l'Isis è stato sconfitto. Sul Covid ha vantato l'efficacia della sua "Operazione Warp Speed" citando la velocità con cui Pfizer e Moderna hanno messo a punto i vaccini. Ha confermato il suo scetticismo sui lockdown.
Proprio la questione dei vaccini è il tema caldo del summit. Saranno i Paesi ricchi ad accaparrarseli? Gli Stati Uniti per primi, poi l'Europa, avranno un accesso privilegiato grazie a contratti esclusivi già firmati con Big Pharma? Il Sud del pianeta rischia di essere penalizzato ancora una volta, anche se per la verità il contagio del coronavirus finora è stato molto meno forte in Africa di quanto prevedessero gli esperti.
Il presidente cinese Xi Jinping usa il G20 per tornare a proporre la sua versione della Cina "potenza altruista". Dichiara che Pechino "vuole rafforzare la cooperazione" con gli altri Paesi per accelerare lo sviluppo e la distribuzione dei vaccini. "Terremo fede ai nostri impegni - ha detto Xi - aiuteremo i Paesi in via di sviluppo, lavoreremo duro perché i vaccini siano un bene pubblico alla portata dei cittadini di tutte le nazioni". Sullo sfondo ci sono polemiche sulla proprietà privata di scoperte mediche finanziate dai contribuenti; nonché sul potere delle multinazionali farmaceutiche in un campo dove'è in gioco la sopravvivenza.
È la versione aggiornata al coronavirus di una controversia molto più antica, che ha visto in prima fila nuove potenze emergenti come l'India, impegnate per una diffusione gratuita dei brevetti sui farmaci salvavita. India e Cina in realtà hanno ormai le loro multinazionali farmaceutiche; quelle cinesi sotto il controllo diretto dello Stato. Xi è diventato uno strenuo sostenitore della cooperazione internazionale in seno all'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), soprattutto da quando Trump ha deciso di uscire da quell'istituzione accusandola di omertà e complicità nei confronti di Pechino. Dall'Oms è nata l'iniziativa Covax che punta a diffondere i vaccini nel Sud del pianeta.
Entro la sua conclusione di oggi, il G20 dovrebbe annunciare qualche impegno concreto per facilitare l'accesso al vaccino da parte dei Paesi più poveri. Secondo una stima del segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, mancano 28 miliardi di dollari per finanziare adeguatamente la produzione e distribuzione del vaccino. Fra gli altri temi urgenti, c'è la sospensione dei pagamenti sui debiti dei Paesi più poveri (finora concessa solo fino a metà 2021), in una fase in cui si moltiplicano i default sovrani come quello dello Zambia. L'Italia, che avrà la presidenza del G20 dall'anno prossimo, ne ha fatto una priorità. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è intervenuto al G20 sul tema "Preparazione e risposta alla pandemia".
"Restano da colmare - ha detto Conte - sostanziali gap finanziari, che richiederanno strumenti e percorsi di finanziamento innovativi e un coinvolgimento attivo del settore privato. Abbiamo bisogno di investimenti mirati, per rafforzare i sistemi sanitari in tutto il mondo, sostenendo al contempo la resilienza ambientale e sociale ed evitando ulteriori disagi economici. È un compito arduo, ma l'Italia è pronta a fare la sua parte".
Durante il discorso del re saudita si distrae per twittare le sue solite accuse: "Grandi rivelazioni in arrivo sui brogli elettorali in Georgia. Seguitemi!" Quando parla il premier britannico Boris Johnson lui si alza e se ne va. A giocare a golf. Nessun addio agli altri leader, dunque: per Trump non è all'ordine del giorno, visto che continua a disconoscere la vittoria di Joe Biden e a sabotare la transizione. Non poteva cambiare atteggiamento proprio in un summit multilaterale, istituzione verso la quale ha ostentato disprezzo nella sua presidenza.
Molti degli altri leader riuniti virtualmente in quel vertice, si sono già congratulati con il futuro presidente. Qualcuno - sauditi in testa - rimpiangerà Trump, per altri la sua sconfitta è una liberazione. La più esplicita è stata la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen: ha auspicato che "gli Stati Uniti sotto la guida del presidente-eletto Joe Biden aumentino la cooperazione multilaterale" in aree come la salute e il cambiamento climatico sulle quali "non si sono impegnati".
Il tema al centro del G20 incrocia i conflitti tra l'America trumpiana e una parte della comunità internazionale: come affrontare le emergenze planetarie, a cominciare dalla pandemia, ciascuno per sé o tutti insieme? Nel suo breve intervento Trump ha detto che sotto la sua presidenza il mondo è diventato più sicuro, l'Isis è stato sconfitto. Sul Covid ha vantato l'efficacia della sua "Operazione Warp Speed" citando la velocità con cui Pfizer e Moderna hanno messo a punto i vaccini. Ha confermato il suo scetticismo sui lockdown.
Proprio la questione dei vaccini è il tema caldo del summit. Saranno i Paesi ricchi ad accaparrarseli? Gli Stati Uniti per primi, poi l'Europa, avranno un accesso privilegiato grazie a contratti esclusivi già firmati con Big Pharma? Il Sud del pianeta rischia di essere penalizzato ancora una volta, anche se per la verità il contagio del coronavirus finora è stato molto meno forte in Africa di quanto prevedessero gli esperti.
Il presidente cinese Xi Jinping usa il G20 per tornare a proporre la sua versione della Cina "potenza altruista". Dichiara che Pechino "vuole rafforzare la cooperazione" con gli altri Paesi per accelerare lo sviluppo e la distribuzione dei vaccini. "Terremo fede ai nostri impegni - ha detto Xi - aiuteremo i Paesi in via di sviluppo, lavoreremo duro perché i vaccini siano un bene pubblico alla portata dei cittadini di tutte le nazioni". Sullo sfondo ci sono polemiche sulla proprietà privata di scoperte mediche finanziate dai contribuenti; nonché sul potere delle multinazionali farmaceutiche in un campo dove'è in gioco la sopravvivenza.
È la versione aggiornata al coronavirus di una controversia molto più antica, che ha visto in prima fila nuove potenze emergenti come l'India, impegnate per una diffusione gratuita dei brevetti sui farmaci salvavita. India e Cina in realtà hanno ormai le loro multinazionali farmaceutiche; quelle cinesi sotto il controllo diretto dello Stato. Xi è diventato uno strenuo sostenitore della cooperazione internazionale in seno all'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), soprattutto da quando Trump ha deciso di uscire da quell'istituzione accusandola di omertà e complicità nei confronti di Pechino. Dall'Oms è nata l'iniziativa Covax che punta a diffondere i vaccini nel Sud del pianeta.
Entro la sua conclusione di oggi, il G20 dovrebbe annunciare qualche impegno concreto per facilitare l'accesso al vaccino da parte dei Paesi più poveri. Secondo una stima del segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, mancano 28 miliardi di dollari per finanziare adeguatamente la produzione e distribuzione del vaccino. Fra gli altri temi urgenti, c'è la sospensione dei pagamenti sui debiti dei Paesi più poveri (finora concessa solo fino a metà 2021), in una fase in cui si moltiplicano i default sovrani come quello dello Zambia. L'Italia, che avrà la presidenza del G20 dall'anno prossimo, ne ha fatto una priorità. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è intervenuto al G20 sul tema "Preparazione e risposta alla pandemia".
"Restano da colmare - ha detto Conte - sostanziali gap finanziari, che richiederanno strumenti e percorsi di finanziamento innovativi e un coinvolgimento attivo del settore privato. Abbiamo bisogno di investimenti mirati, per rafforzare i sistemi sanitari in tutto il mondo, sostenendo al contempo la resilienza ambientale e sociale ed evitando ulteriori disagi economici. È un compito arduo, ma l'Italia è pronta a fare la sua parte".