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Cuba: blitz della polizia nella sede del Movimiento San Isidro, il circolo dei dissidenti

(afp)
Quindici persone fermate e poi rilasciate. Da dieci giorni digiunano come forma di protesta per l'arresto del cantante rap Denis Solís
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Un blitz della polizia cubana ha fermato per alcune ore e rilasciato solo nella tarda notte di giovedì una quindicina di persone impegnate in uno sciopero della fame all'interno della sede del Movimiento San Isidro. Da dieci giorni digiunano come forma di protesta per l'arresto del cantante rap Denis Solís, accusato e condannato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. E' l'ultimo segnale di una stretta del regime nei confronti anche delle minime forme di dissidenza e la semplice libertà di espressione. Lo sciopero aveva cominciato ad avere una vasta eco non solo sull'isola ma all'estero e questo deve aver innervosito le autorità che solo una settimana fa avevano finalmente riaperto Cuba al mondo dopo otto mesi di rigido lockdown per il Covid. 

Nei locali del gruppo, spiega El Pais, c'erano giornalisti, artisti e docenti universitari. Tra questi anche Carlos Manuel Álvarez, giornalista e scrittore, direttore …
Un blitz della polizia cubana ha fermato per alcune ore e rilasciato solo nella tarda notte di giovedì una quindicina di persone impegnate in uno sciopero della fame all'interno della sede del Movimiento San Isidro. Da dieci giorni digiunano come forma di protesta per l'arresto del cantante rap Denis Solís, accusato e condannato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. E' l'ultimo segnale di una stretta del regime nei confronti anche delle minime forme di dissidenza e la semplice libertà di espressione. Lo sciopero aveva cominciato ad avere una vasta eco non solo sull'isola ma all'estero e questo deve aver innervosito le autorità che solo una settimana fa avevano finalmente riaperto Cuba al mondo dopo otto mesi di rigido lockdown per il Covid. 

Nei locali del gruppo, spiega El Pais, c'erano giornalisti, artisti e docenti universitari. Tra questi anche Carlos Manuel Álvarez, giornalista e scrittore, direttore di El Estornudo e collaboratore del quotidiano spagnolo. Gli agenti hanno giustificato l'irruzione e gli arresti sostenendo che i risultati dei tamponi antivirus effettuati, come è previsto, all'aeroporto internazionale, erano stati alterati. Una scusa che non ha retto e che si è rivelata una bugia. 
L'azione è stata fulminea. La porta è stata abbattuta e chi si trovava all'interno bloccato, brevemente identificato e poi trasferito nella stazione della polizia vicina al quartiere da cui prende il nome l'associazione. "Uno degli agenti della sicurezza", ha raccontato più tardi, quando è stato rilasciato, lo stesso Álvarez, "indossava un camice e si è spacciato per medico. Mi ha contestato l'esame che avevo effettuato entrando a Cuba. Ma io ho resistito spiegando che era risultato negativo e che quindi quello che sosteneva era impossibile se non falso". Non c'è stata resistenza. Gli stessi agenti sembravano imbarazzati e "forse più impauriti di noi", aggiunge il collega. "Agivano come fossero leoni che si spartivano la preda". 

Il gruppo è rimasto chiuso in alcune auto in attesa di conoscere il suo destino; hanno rotto la tensione parlando e scherzando. "Era una situazione surreale: eravamo chiusi lì, in arresto, ma sembravamo essere altrove. Ci prendevamo in giro, scherzavamo, ridevamo", ricorda ancora Álvarez. Un modo per spezzare la paura. Tutti sono stati di nuovo sottoposti a tampone e poi distribuiti in case private, come è previsto dalle regole del governo per un autoisolamento di 48 ore.
Le prime proteste erano iniziate all'inizio di novembre quando Denis Solís era stato arrestato al termine di un duro alterco con la polizia che aveva fatto irruzione in casa sua, portato in Tribunale e condannato a 8 mesi di carcere. Un folto gruppo di musicisti, artisti e intellettuali si era mobilitato e avevano deciso di avviare uno sciopero della fame e della sete per denunciare la cosa anche all'esterno dell'isola. L'eco presto aveva raggiunto il resto del mondo anche se la notizia non aveva avuto molto risalto.

Il Movimiento San Isidro è sorto alla fine del 2018 e si batte contro le limitazioni della libertà di espressione imposte dal governo del presidente Miguel Díaz-Canel. Già una settimana fa lo stesso collettivo aveva assediato un commissariato e chiesto notizie sul cantante. Volevano sapere in quali condizioni si trovasse e dove fosse detenuto. C'erano stati tafferugli e alcuni arresti. Di qui, probabilmente, la decisione di stringere i controlli e di far cessare uno sciopero che imbarazzava la nuova Cuba, quella nuovamente aperta al turismo internazionale e in attesa di un ritorno al disgelo con gli Usa di Joe Biden.