PARIGI - “Davvero ho un accento?”, ha risposto con ironia il premier Jean Castex dopo essere stato irriso per la sua cantilena meridionale. Sembrava una vicenda un po’ laterale rispetto alle priorità del dibattito politico e invece la discriminazione basata sull'accento è presa molto seriamente tanto da essere oggetto di una nuova legge appena approvata dal Parlamento francese. Il testo - sostenuto dal governo - e adottato in prima lettura con 98 voti favorevoli e 3 contrari punta a identificare l'accento come una delle cause di discriminazione, così come accade già per l'origine etnica, il sesso o la disabilità. La pena può arrivare a tre anni di reclusione e una multa di 45 mila euro.
Durante il dibattito, i parlamentari hanno ascoltato testimonianze dirette di vittime come la deputata della Polinesia francese, Maina Sage, che ha denunciato una "forma di razzismo" nei confronti di persone che parlano, come lei, con intonazioni d'Oltremare. Altri hanno raccontato come il pregiudizio sulle inflessioni linguistiche pesa ancora di più sugli abitanti del nord, dalla Picardia all’Alsazia. Gli accenti regionali continuano a essere poco tollerati in una nazione che da secoli è unificata e fatica a riconoscere differenze e culture locali.
È stato il deputato della maggioranza Christophe Euzet, eletto nella regione di Montpellier, a proporre una legge contro la “glottofobia”, termine coniato dal sociolinguista Philippe Blanchet. Secondo molti studi le persone che hanno un accento sono di fatto una “minoranza invisibile”. “Gli accenti - spiega Euzet - non hanno posto sui canali radiotv, nel mondo politico e nelle grandi imprese". Il ministro della Giustizia ed ex avvocato, Eric Dupond-Moretti, si è detto "molto convinto" del testo nonostante l'opposizione della destra. La legge intende promuovere "la diversità di pronuncia della lingua francese", "vietando le discriminazioni dall'accento che si trovano di fatto nelle funzioni che implicano, in particolare, un'espressione pubblica”. E forse l’arrivo ai vertici dello Stato del premier Castex, originario del Gers, sudovest del Paese, ha cominciato a rompere il tabù.