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Via libera alla riforma del Mes. Gualtieri esulta: “Una vittoria”. I dissidenti 5S non ci stanno

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L’Italia toglie il veto dopo un anno. Il 10 dicembre la firma al Consiglio europeo. Ma in vista della risoluzione parlamentare i grillini si spaccano: la fazione vicina a Di Battista minaccia battaglia
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L'Italia toglie il veto alla riforma del Meccanismo europeo di stabilità e, dopo un anno di attesa imposta a tutta l'Unione dal Movimento 5 Stelle, i ministri delle Finanze del continente possono dare il via libera al nuovo trattato. "La decisione - spiega il tedesco Olaf Scholz - rafforza l'euro e l'intero settore bancario, saranno più solidi contro gli attacchi degli speculatori". Aggiunge il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni: "La riforma è un'ottima notizia per cittadini e imprese".

Insieme al nuovo Mes, il ministro Roberto Gualtieri - che per raggiungere l'obiettivo ha lavorato a stretto contatto con Gentiloni - ha ottenuto di anticipare di due anni, dal 2024 al 2022, l'entrata in funzione del backstop, la garanzia Ue per gli istituti di credito che l'Italia reclama da tempo. Ora saranno i capi di Stato e di governo, il 10 dicembre, a dare il via libera finale alla firma del nuovo Salva-S…
L'Italia toglie il veto alla riforma del Meccanismo europeo di stabilità e, dopo un anno di attesa imposta a tutta l'Unione dal Movimento 5 Stelle, i ministri delle Finanze del continente possono dare il via libera al nuovo trattato. "La decisione - spiega il tedesco Olaf Scholz - rafforza l'euro e l'intero settore bancario, saranno più solidi contro gli attacchi degli speculatori". Aggiunge il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni: "La riforma è un'ottima notizia per cittadini e imprese".

Insieme al nuovo Mes, il ministro Roberto Gualtieri - che per raggiungere l'obiettivo ha lavorato a stretto contatto con Gentiloni - ha ottenuto di anticipare di due anni, dal 2024 al 2022, l'entrata in funzione del backstop, la garanzia Ue per gli istituti di credito che l'Italia reclama da tempo. Ora saranno i capi di Stato e di governo, il 10 dicembre, a dare il via libera finale alla firma del nuovo Salva-Stati, prevista il 27 gennaio. Quindi toccherà ai parlamenti nazionali ratificarla.

Dallo scorso dicembre l'M5S ha costretto il governo a bloccare una riforma negoziata per due anni e accettata da tutti i partner della zona euro e ora non più rinviabile, vuoi perché la Ue martellata dalla recessione da Covid ha bisogno di completare l'Unione bancaria, vuoi perché l'Italia ha ottenuto gli eurobond del Recovery. Ieri mattina parlando in Parlamento Gualtieri aveva incoraggiato il superamento del veto affermando che l'accordo su Mes e rete di sicurezza per le banche - chiesta da anni dall'Italia per blindare il proprio sistema - "è di importanza strategica". Tanto più dopo che ha ottenuto la loro partenza contestuale, appunto nel 2022, inizialmente non prevista.

Le trattative all'Eurogruppo, proseguite fino all'ultimo, hanno inoltre permesso all'Italia di evitare un rischioso richiamo, chiesto dai nordici, sul settore bancario nazionale. Anzi, per Gualtieri "l'Italia figura tra i Paesi che hanno compiuto progressi nel sistema bancario che oggi appare solido e non più collocato tra quelli con fragilità". Un insieme di risultati che per Gualtieri centra tutti gli obiettivi della risoluzione approvata nel 2019 dal Parlamento per vincolare il via libera alla riforma.

Il 9 dicembre le Camere dovranno votare una nuova risoluzione che darà mandato al premier Conte di dare il via libera finale il giorno successivo a Bruxelles. Gualtieri, per placare i grillini, ha sottolineato che la riforma del Mes "non investe in alcun modo il suo utilizzo, che è una cosa distinta". Riferimento allo scontro tra Pd e 5S sul ricorso ai 36 della linea pandemica del Fondo senza condizionalità, peraltro non toccata dalla riforma perché lanciata in via eccezionale in primavera per rispondere al Covid.

A metà giornata - dopo l'intervento di Gualtieri - il capo politico dell'M5S, Vito Crimi, concede il via libera al nuovo Mes affermando che "la sua riforma e il suo utilizzo sono elementi totalmente distinti: non impediremo l'approvazione delle modifiche del trattato". Tuttavia non basta a garantire una navigazione serena a Conte in vista del passaggio parlamentare del 9 dicembre, visto che una parte del Movimento si ribella alla sterzata rispetto alla storica posizione anti-Mes.

Lo afferma Pino Cabras, vicepresidente della commissione Esteri di Montecitorio, lo ribadisce il sottosegretario Villarosa: "La maggioranza non può ignorare la posizione di tutte le componenti dell'M5S". Da Bruxelles anche i 4 europarlamentari dissidenti vicini ad Alessandro Di Battista si schierano contro la riforma: "Peggiora ulteriormente il Mes".

Resta dunque il tema dell'autosufficienza della maggioranza rispetto agli eventuali voti di sostegno da parte di Forza Italia. A maggior ragione considerando che nei giorni scorsi i ribelli grillini avevano chiesto al governo di inserire chiaramente, nella risoluzione che impegnerà Conte a Bruxelles, il via libera alla riforma in cambio della garanzia assoluta che l'Italia non userà mai i 36 miliardi del Mes. Richiesta inaccettabile per il Pd, con Gualtieri che ieri ha concesso solo che sarà il Parlamento a decidere eventualmente se fare ricorso o meno ai fondi.