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Israele accoglie una comunità di ebrei d'Etiopia: a Tel Aviv sbarcati i primi 300

(ansa)
Atterrato il primo gruppo di una comunità di Falash Mura, che il governo vuole accogliere per intero prima della fine dell'anno
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È stata la fine dell’attesa, l’arrivo alla Terra promessa: 316 ebrei etiopi sono arrivati in Israele dopo una lunghissima attesa nei campi profughi in Etiopia e Sudan. I nuovi arrivati, spiega la Bbc, sono parenti di ebrei etiopi già ammessi nello Stato ebraico con una serie di operazioni segrete. I profughi sono la prima fetta di una comunità che conta diverse migliaia di persone, i Falash Mura, ospitati in campi nel nord dell’Etiopia, dove in questi giorni i combattimenti fra truppe governative e ribelli del Fronte popolare per la liberazione del Tigrai hanno messo a serio rischio la popolazione.

Sia il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che Benny Gantz, premier supplente e suo rivale politico, sono andati all'aeroporto Ben Gurion ad accogliere i Falash Mura. A bordo dell’aereo degli ebrei etiopi c’era anche la ministra dell'immigrazione Pnina Tamano-Shata, anche lei un'immigrata di origine etiope, che è arrivata  in Israele con un ponte aereo clandestino nel 1984.

La comunità dei Falash Mura è composta da discendenti di ebrei convertiti al cristianesimo alla fine del XIX secolo, spesso sotto costrizione, che di recente sono tornati all’ebraismo. Ma a differenza della comunità ebraica etiope detta Beta Israel, già accolta precedentemente in Israele, i Falash Mura non sono accolti automaticamente, perché non soddisfano i criteri della legge ebraica per le incertezze sulla loro discendenza. Nel 2015 però il governo israeliano si era impegnato a trasferire l'intera comunità entro la fine del 2020.