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Sudafrica, pinguini a rischio estinzione entro 15 anni

Pinguini reali sulla costa sudafricana 
Gli animali sono minacciati a causa dei cargo che solcano i mari tra l'Oceano Indiano e l'Atlantico scaricando fiumi di liquami sulla costa
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A Stony Point, fuori dalla baia di Città del Capo, Betty Bay o a Hermaus, un paese vicino, vedere i pinguini è un'attrazione imperdibile. L'aria primaverile frizzante con i cespugli del fynbos in boccio - vegetazione del Capo patrimonio dell'Unesco - è il clima ideale. Pinguini, balene o squali in lontananza, sarebbero una boccata di ossigeno anche per le finanze sudafricane e per i turisti. Ma putroppo non è così.

Arrivare alla riserva naturale di De Hoop non è facile, dista 350 chilometri a nuoto. Dalla riserva di Stony Point a qui la fatica per un pennuto è tanta. Così, sfiniti per la traversata, stanno sparendo, e i pochi che restano si rifugiano anche qui al tempo della muta. Con il tipico manto bianco con una riga nera orizzontale come segno distintivo, alti tra i 60 e 70 centrimetri, sono sempre più rari, quanto lo sono i rinoceronti bianchi o gli orsi polari. Dall'inizio del 1900 erano 3 milioni, ora, secondo un censimento del 2019, sono 20.850. Di questo passo del giro di 15 anni non ne resterà nessuno.

A dicembre, per cambiarsi d'abito, servono 21 giorni. E i pinguini in quel periodo dovrebbero essere grassi e grossi. Ma, come spiega sconsolata Lauren Waller, una biologa marina: "Sono denutriti, magri". Waller ha rifocillato i pinguini e li ha curati per poi liberarli emozionata e i pennuti ben pasciuti, hanno preso la via del mare. Poi guardando gli altri, a terra, il sentimento è mutato.

Basta guardarsi intorno, per capire cosa è successo e perchè questi animali sono in pericolo: i cargo che scorrazzano tra l'Oceano Indiano e l'Atlantico scaricano fiumi di liquami sulla costa. Al largo di Algoa Bay, la costa di Port Elizabeth, hanno costruito un sistema che porta il petrolio da una nave cisterna all'altra. Il rischio è alto e ci sono stati già due sversamenti in mare ad un passo da St Croix Island, la colonia di pinguini più grande d'Africa.

L'ecosistema è andato all'aria. La costa sudafricana non è importante ai fini della tutela ambientale per i politici del Paese e solo l'1% è davvero protetta dalle istituzioni internazionali. I visitatori vengono per ammirare le bellezze marine, ma solo il 15%, a sentire il governo, è sotto tutela.

I biologi marini hanno proposto una serie di provvedimenti per la tutela dei pinguini: un raggio di 20 chilometri dentro il quale le navi cisterna non possono entrare; ma visto che la navigazione nei mari del Sudafrica è molto pericolosa, per preservare flora e fauna bisognerebbe che gli armatori si assicurassero anche in caso di sversamenti in mare. Anche loro sostengono che è il primo, timido passo per la conservazione dei pinguini, ma meglio di niente. I pennuti nel frattempo, ghiotti di acciuge, sardine, o calamari, stanno cercando cibo, ammesso che se ne trovi.