Esteri

"Aprite Eton alle donne", ma è bufera sul ministro inglese

Il responsabile britannico all'Istruzione auspica in una intervista la "rivoluzione" per la prestigiosa scuola privata, già nei guai per le dichiarazioni pro-stupro di uno dei professori. Insorgono i ranghi conservatori guidati da Jacob Rees-Mogg. Gelo anche da Downing Street. Il rettore: qui non si cambia nula
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LONDRA - A scuola è meglio avere classi miste o tenere maschi e femmine separati? L'annosa questione rispunta in Inghilterra sulle ali di un'intervista concessa dal ministro dell'Istruzione Gavin Williamson, che parlando di Eton, la prestigiosa scuola privata alle porte di Londra da cui sono usciti venti primi ministri (e un futuro re, il principe William), riservata ai ragazzi dai 13 ai 18 anni, ha detto: "Spero che in futuro apra le porte anche alle ragazze".

L'intervento ha subito scatenato reazioni a non finire. "Voglio il massimo di possibilità per le mie figlie, ma per conto mio Eton deve rimanere un collegio esclusivamente maschile", afferma Jacob Rees-Mogg, leader dei conservatori alla camera dei Comuni e lui stesso uscito dall'esclusivo college affacciato al Tamigi (sulla riva opposta c'è il castello di Windsor). Richiesto di un parere, commenta il portavoce di Downing Street, ben sapendo che anche Boris Johnson si è diplomato a Eton: "Il governo ritiene che ogni genitore abbia il diritto di scegliere in che tipo di scuola mandare a studiare i propri figli, con classi miste, o solo maschile, o soltanto femminile. Quanto a Eton, crediamo che spetti alle autorità della scuola decidere il proprio futuro". In linguaggio diplomatico, un modo per dire che tutto può restare com'è.

Simon Henderson, il preside di Eton, del resto ha fatto subito sapere che non ha intenzione di cambiare niente. Fra l'altro ha altre cose a cui pensare, in questo momento, avendo appena licenziato un insegnante di inglese per avere fatto una lezione in cui sostanzialmente difendeva lo stupro, sostenendo che le donne desiderano essere "schiacciate dalla potenza mascolina". Il docente farà appello, si è difeso rivendicando il diritto alla libertà d'espressione e ha trovato solidarietà in un collega secondo cui Eton è diventato un covo di "progressisti intolleranti", ma sull'apologia degli abusi sessuali difficilmente troverà appoggio da altri, come lo stesso preside spiega oggi sulle colonne del Times.

La questione delle classi miste o meno va ben al di là di Eton, che con la sua retta da 42 mila sterline l'anno (quasi 50 mila euro) si rivolge necessariamente a un ristretto pubblico di élite. Da tempo gli educatori in Inghilterra, come pure altrove, discutono quale sia l'approccio migliore per l'insegnamento. Alcuni ritengono che, in una classe mista, i maschi tendono a prevaricare le femmine, intervenendo di più durante le lezioni, impedendo loro di parlare e assumendo un ruolo di primo piano, per cui le ragazze crescerebbero meglio, e potrebbero realizzare a pieno il proprio sviluppo e il proprio potenziale, in una classe o meglio ancora in una scuola soltanto femminile. Altri ribattono che i tempi sono cambiati, le ragazze di oggi, cinquant'anni dopo l'avvento del femminismo, non si fanno mettere i piedi sulla testa dai compagni di classe maschi, e che la convivenza tra i due sessi aiuta entrambi a prepararsi meglio ai rapporti sociali e di lavoro.