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L'Ad di Zalando si dimette: si occuperà della famiglia, così la moglie si concentrerà sulla carriera

Dopo 11 anni a capo del portale di vendita online di abbigliamento, Rubin Ritter ha deciso di dare alla sua vita "una nuova direzione" per "dedicare più tempo alla famiglia che sta crescendo". "Le ambizioni professionali di mia moglie hanno la priorità"
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Fa notizia - segno che la strada verso la parità è ancora lunga da percorrere - la decisione di uno dei capi di Zalando, il più grande sito di moda online d'Europa. Rubin Ritter, dal 2010 co-amministratore delegato del colosso tedesco, ha annunciato di volersi dimettere dal suo ruolo. E ha motivato la sua scelta con una frase che non si sente tanto spesso: "Le ambizioni professionali di mia moglie dovrebbero avere la priorità".

Ritter si dimetterà a maggio. "La mia decisione arriva dopo mesi di attenta riflessione", si legge in una nota pubblicata da Zalando,  "Dopo più di 11 anni in cui Zalando è stata la mia priorità, sento che è ora di dare alla mia vita una nuova direzione. Voglio dedicare più tempo alla famiglia che sta crescendo". E continua: "Mia moglie ed io abbiamo convenuto che per i prossimi anni le sue ambizioni professionali dovrebbero avere la priorità". Nella sua dichiarazione Ritter non ha fornito dettagli sulla professione della moglie.

L'azienda e la carriera

Gli altri due capi di Zalando, Robert Gentz e David Schneider, continueranno a guidare l'azienda. Ritter era responsabile della strategia e delle comunicazioni nel team di gestione, e fino allo scorso anno è stato anche capo finanziario. Commentando la decisione di Ritter, Gentz ha dichiarato: "Quando abbiamo iniziato a spedire le prime scarpe ai nostri clienti dal seminterrato del nostro ufficio, non sapevamo dove ci avrebbe portato il nostro viaggio. È impossibile valutare l'impatto di Rubin sul successo di Zalando".

Fondata a Berlino da Gentz e Schneider nel 2008, Zalando è rapidamente cresciuta fino a diventare il più grande rivenditore di moda online in Europa. Conta 36 milioni di clienti in 17 Paesi e ha registrato un fatturato di 1,85 miliardi di euro nell'ultimo trimestre. La piattaforma online vende accessori, abbigliamento e prodotti di bellezza.

Passo indietro di Emhoff, marito di Kamala Harris

Anche Doug Emhoff, marito della prima vicepresidente donna della storia americana, con il suo inedito ruolo di "second Gentleman" aveva aperto una nuova fase. Prima ha chiesto l’aspettativa per seguire Kamala Harris durante la campagna elettorale e, dopo l'elezione, l’ha interrotta: il 56enne socio del Dla Piper, uno dei maggiori studi legali, 56 anni, era un avvocato specializzato in diritto del mondo dello spettacolo prima di appendere la toga al chiodo.

"Non sono il suo consulente politico", aveva dichiarato in passato quando Harris aveva rinunciato a correre per la presidenza, "sono suo marito. Il mio ruolo era essere lì per lei, amarla, parlarle, aiutarla". E su Twitter si è descritto così: "Maritino di Kamala Harris, aspirante golfista, difensore della giustizia e dell’uguaglianza".

Prima di lui, il celebre chimico Joachim Sauer, consorte di Angela Merkel, aveva accettato di rimanere nell'ombra, ma non di rinunciare alla carriera, per non intralciare la cancelliera tedesca.