NEW YORK - Hunter Biden, figlio del presidente eletto Joe Biden, è sotto indagine per presunte irregolarità o reati di natura fiscale. Biden Junior è già stato al centro di controversie e scandali, in particolare per gli affari realizzati in Ucraina e in Cina, sfruttando il ruolo del padre quando questo era il vice di Barack Obama.
Ora l’annuncio dell’inchiesta fiscale giunge a soli cinque giorni da una scadenza istituzionale della massima importanza: il 14 dicembre Joe deve essere formalmente dichiarato presidente degli Stati Uniti da parte del Collegio elettorale, che raccoglie le certificazioni ufficiali dei risultati da parte dei 50 Stati. E’ a quel punto che il risultato dell’elezione diventa a tutti gli effetti irreversibile, cancellando ogni residua speranza per gli ultimi tentativi di Donald Trump di invalidare il voto e di ritardarne la ratifica.
È stato lo stesso Hunter Biden a dare la notizia dell’indagine in corso, con questa dichiarazione: “Ho appreso oggi per la prima volta che la procura federale del Delaware ha notificato ai miei legali, ieri, di avere in corso un’inchiesta sulla mia posizione fiscale”.
Il Delaware è lo Stato dove risiedono i Biden, padre e figlio. Non è chiara la gravità degli addebiti che la giustizia muove a Hunter, ma la notizia ha il potenziale per perturbare una transizione tra le due Amministrazioni che è già del tutto anomala, visto che Trump continua a non riconoscere la vittoria di Biden.
Anche se Trump sembra avere ormai esaurito tutti gli appigli legali per contestare o invalidare il voto, e ha collezionato solo delle sconfitte su quel terreno (ivi compreso dalla Corte suprema), un’indagine fiscale ai danni di Hunter può fornirgli argomenti per rilanciare una sua accusa prediletta: sulla “corruzione” dei democratici.
Le vicende di Hunter hanno già fornito materiale abbondante per le accuse della destra durante la campagna elettorale. È proprio Hunter all’origine della vicenda che poi si è rivoltata contro Trump e ha portato all’apertura di un procedimento di impeachment contro di lui (impeachment votato dalla Camera a maggioranza democratica, bocciato dal Senato a maggioranza repubblicana).
Fu per incastrare Hunter Biden in uno dei suoi affari all’estero, che Trump fece pressione sul governo dell’Ucraina e minacciò di sospendere aiuti militari a quel paese, se il governo di Kiev non avesse proseguito le indagini sul ruolo del figlio di Joe in una società locale. In campagna elettorale Trump tornò anche sull’altra pista, quella del business cinese di Hunter.
Joe ha sempre negato di essere stato coinvolto negli affari del figlio, e li ha difesi come legittimi. Non ha mai del tutto fugato il sospetto che ci fossero dietro dei conflitti d’interessi. Hunter ha avuto una vita segnata da tossicodipendenza, controverse relazioni sentimentali, e affari procacciati grazie alla fama e all’incarico del padre.
Lo staff che gestisce la transizione per Biden ha ribadito l'appoggio del padre a Hunter in questa dichiarazione: "Il presidente-eletto è orgoglioso di suo figlio, che ha combattuto sfide difficili, inclusi i feroci attacchi personali degli ultimi mesi, e ne è uscito più forte". I democratici devono però fronteggiare uno scenario inquietante.
La "campagna giudiziaria" che per quattro anni ha preso di mira Trump, senza peraltro assestargli colpi decisivi, ora potrebbe cambiare il segno e prendere di mira il nuovo inquilino della Casa Bianca. I democratici sanno che i rapporti di forze in seno alla magistratura sono cambiati nell'ultimo quadriennio, con l'infornata di nomine di giudici conservatori da parte dello stesso Trump.
L'inchiesta su Hunter potrebbe sgonfiarsi o rimanere comunque senza conseguenze politiche per il padre. Arriva però in un momento delicato e a meno di un mese da un'altra elezione, quella che in Georgia assegnerà due seggi senatoriali e deciderà la maggioranza della Camera Alta. Tutte le nomine di Biden, prima, e gran parte delle sue proposte di legge, poi, dovranno passare al vaglio del Senato.