GINEVRA - Il Parlamento svizzero ha approvato la legge che consente il matrimonio per le coppie omosessuali, ma l'ultima parola spetta agli abitanti del Paese perché l'Udf, partito conservatore che si ispira ai valori cristiani, ha annunciato che chiederà un referendum.
La Svizzera è abituata a lunghi iter politici, ma in questo caso ci sono voluti sette anni. Il progetto "matrimonio per tutti" era stato lanciato nel 2013 da un'iniziativa parlamentare del partito dei Verdi liberali. Diverse versioni del testo sono state in seguito discusse dai deputati.
La legge consente il matrimonio a omosessuali e lesbiche e a queste ultime di avere accesso alle banche del seme, uno dei punti più controversi del testo. Finora le coppie omosessuali potevano stringere "unioni registrate" che davano loro gli stessi diritti e doveri del matrimonio. L'adozione del figlio del partner è già consentita dal 2018, ma la procedura è lunga e insidiosa.
"Questa è una vittoria storica per i diritti della comunità Lgbt, ha trionfato in un tweet Amnesty Svizzera. L'associazione Famille Arc-en-ciel, fondata nel 2010 per difendere le famiglie Lgbt in Svizzera, ha già detto che si sta "preparando al referendum annunciato" dall'Udf.
I Paesi Bassi sono stati il primo Stato al mondo a permettere il matrimonio tra persone dello stesso sesso già nel 2001.
"Se indiranno un referendum, siamo pronti", aveva annunciato nei giorni scorsi Matthias Erhardt, vicepresidente del Comitato nazionale istituito per il referendum. "Abbiamo il sostegno dell'82% della popolazione e grazie alla forza di mobilitazione della comunità Lgbt, delle nostre organizzazioni partner e dei partiti politici che ci sostengono, con la campagna referendaria saremo in grado di aumentare ulteriormente l'accettazione delle persone Lgbt nella società"
La Svizzera è uno degli ultimi Paesi d'Europa ad approvare il matrimonio per coppie dello stesso sesso, se il referendum lo confermerà, resteranno solo Italia, Grecia e Lichtestein a non consentirlo.
Il progetto di legge include la donazione di sperma per le coppie lesbiche, la naturalizzazione facilitata del partner e l'adozione congiunta. L'adozione del figlio del partner è già consentita dal 2018, ma la procedura è lunga e insidiosa.
I Paesi Bassi sono stati il primo Stato al mondo a permettere il matrimonio tra persone dello stesso sesso già nel 2001. Quando la Svizzera ha introdotto l'unione registrata per le coppie dello stesso sesso nel 2007, cinque nazioni europee (Paesi Bassi, Spagna, Norvegia, Svezia e Islanda) accordavano non solo l'unione civile ai partner dello stesso sesso, ma anche tutti i diritti parentali, ossia l'adozione, l'accesso alla procreazione assistita e il riconoscimento di entrambi i genitori dello stesso sesso alla nascita.
Queste carenze sono valsa alla Svizzera rimostranze da parte di diverse organizzazioni internazionali. Il Consiglio dei diritti umani ha, tra l'altro, puntato il dito contro le leggi discriminatorie e inique della Confederazione nei confronti degli omosessuali, nel quadro del suo esame periodico universale.
Negli ultimi anni la Svizzera era scesa al 27° posto nella classifica ILGA-Europa relativa alla parità dei diritti per le persone Lgbt. Lo scorso 9 febbraio ha adottato una legge che protegge la comunità omosessuale e bisessuale dalla discriminazione e dalle incitazioni all'odio. Una revisione legislativa che le ha permesso di salire al 23° posto, con un tasso di parità del 36%, ciò che rimane ben al di sotto della media europea del 48%.