BERLINO - "Per favore limitate i vostri contatti al minimo; vi prego trascorrete i giorni di festa nella più ristretta cerchia familiare". È stata quasi una supplica, quella che il direttore dell'Istituto Koch Lothar Wieler ha rivolto ieri ai tedeschi. Sia alla luce di "una situazione che sta di nuovo peggiorando" e che potrebbe aggravarsi ulteriormente nei giorni in cui milioni di persone si spostano tradizionalmente attraverso il Paese. Sia perché la probabilità che la variante mutata del virus individuata nel Regno Unito e in Sudafrica sia già arrivata in Germania "è molto, molto alta".
Ieri mattina il ministero della Salute ha decretato un generico divieto di ingresso dal Regno Unito e dal Sudafrica fino al 6 gennaio. Da lunedì scorso Berlino aveva già bloccato i voli dal Regno Unito, ma ora scatta il divieto di raggiungere la Germania con qualsiasi mezzo. E a partire da domani chi è arrivato da questi Paesi negli ultimi dieci giorni dovrà fare un tampone. Chi è residente in Germania potrà tornare, ma soltanto a partire dal primo gennaio e con il nulla osta del ministero dell'Interno.
"Fintanto che ci è possibile, vogliamo impedire che una variante del virus potenzialmente più pericolosa si diffonda nell'Europa continentale": il ministro della Salute Jens Spahn ha motivato così il blocco, definito "una misura cautelare", in attesa "di sapere qualcosa di più sulle mutazioni del coronavirus".
L'autorevole virologo della Charitè, Christian Drosten, ha cercato tuttavia di sdrammatizzare: "con le attuali restrizioni, sarà difficile che la variante del virus prenda piede nel nostro Paese". A sostegno del suo cauto ottimismo, il virologo che consiglia il governo tedesco ha citato i dati dell'Autorità sanitaria britannica (PHE) che avrebbero registrato una diffusione del virus soprattutto in luoghi in cui le misure di contenimento erano deboli. Ma anche Drosten ha confermato i timori su una maggiore contagiosità della nuova variante:"i dati sembrerebbero confermare questo sospetto".
Dalla Germania, il fondatore di Biontech, Ugur Sahin è anche intervenuto sull'efficacia del vaccino sulla mutazione del virus. Ci vorranno due settimane per raccogliere i dati e fare test per capire se il farmaco potrà fare davvero da scudo. Ma "dal punto di vista scientifico è altamente probabile che il nostro vaccino possa difendere anche contro questa variante". Sahin ha sottolineato che "abbiamo testato il vaccino già con 20 varianti diverse del coronavirus. E la risposta immunitaria attivata ha sempre neutralizzato tutte le forme virali". Il fondatore di Biontech ha anche ricordato che le tecnologie dei vaccini basate sul mRNA sono facilmente adattabili. Un dettaglio confermato da un'altra azienda tedesca che è nella fase finale dello sviluppo di un vaccino , Curevac.