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Con questa foto pubblicata su Twitter,  Il premier britannico Boris Johnson conferma l'intesa raggiunta con l'Ue per la Brexit  (ansa)

Dazi, finanza e Tir in coda: le incognite dell'accordo Brexit

Un documento di 1.200 pagine chiude nove mesi di negoziato. Le nuove regole entreranno in vigore dal primo gennaio. Londra accetta limitazioni per mercati e società, l’Ue rinuncia al pugno duro su commercio e concorrenza
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LONDRA -  Oltre 1.200 pagine per un accordo storico tra Regno Unito e Ue, che sanerà in parte lo scisma Brexit. Ma l'intesa, in vigore dal 1 gennaio 2021 e annunciata la vigilia di Natale, è un "regalo" come lo definisce Boris Johnson, oppure un "pacco", soprattutto per gli inglesi? Il "diavolo è nei dettagli", ammette il premier, mentre il caponegoziatore britannico David Frost dice a Repubblica che questo "è il più grande accordo commerciale di sempre - 750 miliardi di scambi bilaterali - abbiamo riconquistato la nostra sovranità e saremo fuori dalle leggi e dal mercato unico Ue: è il rinascimento del Regno Unito". Ma è davvero così?

Le leggi sulla concorrenza

Sono state uno degli scogli più ostici per l'intesa raggiunta dopo nove mesi di negoziati e che potrà essere revisionata o annullata ogni quattro anni. Johnson ne è uscito molto meglio del p…
LONDRA -  Oltre 1.200 pagine per un accordo storico tra Regno Unito e Ue, che sanerà in parte lo scisma Brexit. Ma l'intesa, in vigore dal 1 gennaio 2021 e annunciata la vigilia di Natale, è un "regalo" come lo definisce Boris Johnson, oppure un "pacco", soprattutto per gli inglesi? Il "diavolo è nei dettagli", ammette il premier, mentre il caponegoziatore britannico David Frost dice a Repubblica che questo "è il più grande accordo commerciale di sempre - 750 miliardi di scambi bilaterali - abbiamo riconquistato la nostra sovranità e saremo fuori dalle leggi e dal mercato unico Ue: è il rinascimento del Regno Unito". Ma è davvero così?

Le leggi sulla concorrenza

Sono state uno degli scogli più ostici per l'intesa raggiunta dopo nove mesi di negoziati e che potrà essere revisionata o annullata ogni quattro anni. Johnson ne è uscito molto meglio del previsto: non ci saranno tribunali europei, ma arbitrati indipendenti a decidere su eventuali dispute. Inoltre Londra non dovrà allinearsi automaticamente alle nuove norme Ue su concorrenza, standard di qualità o ambientali, e aiuti di Stato. Qualora si sentisse danneggiato, un blocco potrà rivalersi sull'altro imponendo pesanti dazi e tariffe nei singoli settori.

Commercio a zero dazi

È uno dei maggiori motivi di orgoglio per Johnson dopo l'uscita dal mercato unico Ue. Ma ecco i "caveat": oltre alle possibili ritorsioni tariffarie, il Regno Unito dovrà compilare dichiarazioni doganali - decine di milioni all'anno - per ogni bene che manderà in Ue: serviranno oltre 10mila nuovi agenti di frontiera e si potranno comunque creare le grosse code di Tir viste di recente a Dover.

La pesca

Era uno scoglio "insormontabile", alla fine Londra ha concesso parecchio: ci sarà un periodo di transizione di ben 5 anni e mezzo, durante i quali i pescatori europei potranno operare in acque britanniche e riconsegnare solo il 25% del pescato (Johnson chiedeva l'80%).

Finanza

Johnson ha ammesso: "Non è proprio quello che volevamo". Eufemismo, per un settore cruciale: l'Ue non ha ancora garantito l'"equivalenza" completa per i servizi finanziari britannici, in tutto l'80% dell'economia Uk. Se ne riparlerà nelle prossime settimane: nemmeno l'Europa ora può permettersi uno strappo finanziario (avrebbe ripercussioni pure in Ue), anche perché non ha una sua "City" da contrapporre a Londra. Ma in caso di rottura, solo le società britanniche con sede in Ue saranno ammesse a fare affari in Europa, come capiterà ai 1.400 canali tv britannici, circa il 30% dei canali Ue. Anche le qualifiche professionali non saranno riconosciute automaticamente.

Sicurezza

Londra non avrà più accesso automatico ai database europei anti terrorismo e criminalità. All'Europol non avrà potere decisionale. Garantiti accordi di estradizione.

Sanità, patenti, roaming

La copertura sanitaria ai cittadini Uk in Ue e viceversa sarà garantita per i tre mesi di permanenza massimi permessi ai turisti di ambo i blocchi. Riconosciute le patenti di guida. Incerto il futuro del "roaming" gratuito per cellulari all'estero.

Irlanda del Nord

Per evitare il ritorno dei controlli alla frontiera con l'Irlanda e dunque preservare la pace, l'Irlanda del Nord rimarrà nell'unione doganale Ue per almeno quattro anni: così Londra si è impegnata a controllare preventivamente merci e beni da Gran Bretagna a Irlanda del Nord (e viceversa). Qualora il Regno Unito non lo facesse, sarà la Corte di Giustizia europea ad avere l'ultima parola. Un po' di Ue in Regno Unito rimarrà, forse per sempre, nonostante la Brexit.