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Bolivia, tempesta su Sucre: alberi e persone spazzate via dall'acqua

(reuters)
Inondata la capitale legislativa. Quattro morti e decine di feriti. Tra i dispersi anche tre bambini. La protesta degli abitanti
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La natura si ribella al riscaldamento del Pianeta scagliando sulla Bolivia una tempesta di acqua e grandine che mette in ginocchio una città grande come Sucre, 350 mila abitanti, capitale legislativa e sede della Corte suprema. Si contano quattro morti e decine di feriti ma ci sono ancora sei dispersi tra cui tre bambini. Erano tutti dentro e attorno al mercato centrale che è stato letteralmente spazzato dalla furia dell’acqua, poi diventata grandine. 

L'acqua ha invaso le strade, trasformate in fiumi. Sono stati travolti auto e bus, assieme alle bancherelle, tende, ombrelloni, aste di legno e ferro, pezzi di case e baracche. Molte persone sono state trascinate a valle, alcuni hanno cercato riparo salendo sui pochi alberi che non erano stati strappati. La massa di detriti ha bloccato tombini e sistemi di scolo già intasati dall’immondizia. E’ saltato il sistema fognario. 

Un vero disastro. La gente protesta perché da giorni non passava il servizio di nettezza urbana e i rifiuti si erano accumulati nei punti dove avrebbe dovuto scorrere l’acqua. Questa è la stagione delle piogge che dura fino a marzo e la pulizia dei canali di scolo è vitale per fronteggiare fenomeni naturali sempre più violenti e improvvisi.

Sul posto si è recato il ministro degli Interni Eduardo del Castillo che ha cercato di calmare la popolazione e i venditori che avevano perso tutta la loro merce. Il presidente Luis Arce ha rivolto le condoglianze ai familiari delle vittime è si impegnato a risarcire i commercianti colpiti.