Georgia, doppietta dem: Biden ha la maggioranza al Congresso
dal nostro inviato Federico Rampini , dal nostro inviato Federico RampiniATLANTA - La Georgia fa sognare Joe Biden. Dopo la sua vittoria a novembre, quando Biden ha conquistato lo Stato del Sud tradizionalmente conservatore con un margine risicato (12.000 voti più di Donald Trump), il suo partito ha ripetuto l’exploit. In palio in Georgia c'erano due seggi di senatori e gli equilibri politici nazionali. I democratici li hanno conquistati tutti e due i democratici strappando ai repubblicani il controllo del Senato, un trofeo cruciale per l’agibilità politica del nuovo esecutivo.
Nel primo duello è stato eletto il reverendo democratico Raphael Warnock, il pastore protestante afroamericano che dirige la stessa chiesa Ebenezer di Atlanta che fu di Martin Luther King: ha almeno 50 mila voti più della senatrice repubblicana uscente, Kelly Loeffler.
Anche l’altro duello vede in vantaggio con una percentuale del 50,3% il democratico: l'enfant prodige Jon Ossoff, 33 anni, contro il repubblicano David Perdue, anche lui un senatore uscente.
Potrebbe però scattare un riconteggio. La legge della Georgia lo prevede, ma solo quando la differenza tra due candidati è inferiore allo 0,5%. Il verdetto finale in tal caso può slittare di qualche giorno.
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La doppietta Warnock-Ossoff è un miracolo visto che i repubblicani partivano favoriti. Spiana la strada a una maggioranza congressuale piena, dando a Biden l’appoggio del Senato oltre che della Camera. La differenza è sostanziale rispetto alla situazione attuale, che vede il Senato controllato dalla destra. Un Senato in mano all’opposizione avrebbe potuto bloccare molte leggi, in particolare tutte le manovre di bilancio, costringendo il presidente alla ricerca di continui compromessi. Il Senato inoltre ha una prerogativa in più rispetto alla Camera, il potere di ratifica delle nomine più importanti, che significa un condizionamento sulla composizione dell’esecutivo stesso, della Corte suprema, degli ambasciatori nelle principali sedi estere.
Molti s’interrogano su quale sia stato l’effetto sugli elettori della Georgia degli interventi “a gamba tesa” di Trump, che continua a contestare la legittimità dell’elezione di Biden. Intanto un retroscena del New York Times descrive un pranzo di lavoro molto teso fra Trump e il suo vicepresidente Mike Pence. In vista della sessione del Congresso, che oggi qui a Washington si riunisce per ratificare i risultati del collegio elettorale, Pence sarà chiamato tra poche ore a presiedere un evento che suggella la sconfitta del suo capo. Ma lo stesso Pence avrebbe spiegato a Trump che la Costituzione non gli dà nessun potere di stravolgere il risultato. Eppure il presidente continua a ritenere che Pence possa rovesciare il risultato: "Gli Stati vogliono correggere i loro voti che sanno essere basati su irregolarità e frodi. Tutto quello che Mike Pence deve fare è rinviarli agli Stati, così VINCEREMO - ha twittato - Fallo Mike, questo è il momento per l'estremo coraggio".