Esteri

Azioni in calo, ecco perché Twitter ha riammesso Trump

(ansa)
La presenza del presidente americano sul social network, con i suoi 89 milioni di follower, ha un impatto molto importante sul bilancio dell'azienda
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LONDRA – Come mai Twitter ha ridato accesso a Donald Trump dopo una temporanea sospensione di 12 ore, mentre Facebook lo ha messo al bando a tempo indeterminato, o perlomeno fino al 20 gennaio, quando Joe Biden entrerà in carica come nuovo presidente degli Stati Uniti? La risposta, secondo un’analisi del Wall Street Journal riportata stamane anche dal Daily Mail di Londra, dipende dalla reazione in borsa alla sospensione del profilo di Trump e dal diverso peso che i follower dell’attuale capo della Casa Bianca hanno su ciascun social network.
 
Giovedì, mentre era in vigore la sospensione del profilo di Trump, il valore delle azioni di Twitter è sceso dell’1,8 per cento alla borsa di New York, un calo che gli operatori del mercato finanziario hanno messo in relazione con il provvedimento punitivo nei confronti del presidente, sospeso perché i suoi ultimi tweet erano stati considerati un incitamento all’assalto al Congresso di Washington, impegnato in quel momento a certificare definitivamente il risultato delle elezioni presidenziali del 3 novembre scorso.
 
Nel frattempo, viceversa, le azioni di Facebook, che a sua volta ha sospeso Trump insieme a Instagram, sono salite di valore del 2 per cento, riflettendo un incremento analogo per i più importanti titoli del settore high tech quotati in borsa.
 
La differenza nel comportamento delle due società sui mercati, scrive il quotidiano finanziario newyorchese, si può probabilmente spiegare con il fatto che la presenza di Trump su Twitter ha un impatto molto maggiore sul bilancio dell’azienda rispetto all’impatto della sua presenza su Facebook.
 
Gli 89 milioni di follower di Trump su Twitter, infatti, rappresentavano quasi il 48 per cento della base totale degli utilizzatori attivi quotidiani monetizzabili del social media alla fine del terzo trimestre 2020. Facebook ha una base molto più ampia di 1 miliardo e 800 milioni di utenti attivi quotidiani, e meno del 2 per cento di essi, pari a 35 milioni, sono follower di Trump.
 
Le perdite in borsa registrate da Twitter giovedì, osservano gli specialisti di Wall Street, segnalano anche una più generale preoccupazione degli investitori sul futuro del network dei cinguettii quando Trump non sarà più presidente. L’attività su Twitter è salita alle stelle nel 2020, alimentata da un clima politico di grande tensione, in particolare per la corsa alla presidenza negli Usa, e dalla pandemia del Covid. Ma adesso che sono arrivati i vaccini per il coronavirus e che un presidente più moderato come Biden sta per entrare alla Casa Bianca, ci si aspetta un calo precipitoso dell’attività su Twitter, a un livello più vicino a quello che aveva all’inizio del 2020.
 
Senza Trump e le polemiche da lui suscitate, in sostanza, la previsione è che Twitter perderà una parte considerevole del suo pubblico e di conseguenza anche il suo valore in Borsa diminuirà. Per questo, a parere del Wall Street Journal, il social media ha deciso di ridargli di nuovo voce dopo una sospensione di appena 12 ore, in modo da sfruttare i benefici economici della sua presenza finché è possibile. Mentre Mark Zuckerbger, fondatore e presidente di Facebook, che ha meno bisogno di Trump per i profitti della sua compagnia, ha potuto prendere a cuore più leggero la decisione di prolungare la sospensione di un presidente su cui il Congresso potrebbe presto aprire un nuovo procedimento di impeachment e che la procura di Washington potrebbe incriminare per incitamento alla sedizione e alla violenza.