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La speaker della Camera, Nancy Pelosi (afp)

Usa, sì all’impeachment. Trump primo presidente due volte sotto accusa

Via libera della Camera. Dieci repubblicani a favore, contrari 197. Il Senato se ne occuperà sotto la futura amministrazione. Il leader uscente lancia un appello contro nuove violenze
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WASHINGTON -  Donald Trump ieri sera è entrato nella storia come il primo presidente degli Stati Uniti sottoposto per due volte al procedimento di impeachment. L'articolo di legge dell'interdizione lo accusa di "incitamento all'insurrezione". La Camera lo ha votato dopo che la presidente Nancy Pelosi, democratica, ha definito Trump "un pericolo tuttora presente", a una settimana dalla sua uscita di scena.

Ci sono state pochissime defezioni a destra, solo 10 deputati repubblicani hanno votato a favore dell'impeachment, tra questi la figura più autorevole è Liz Cheney, figlia dell'ex vicepresidente di George W. Bush. Il capogruppo della destra alla Camera, Kevin McCarthy, ha denunciato "le responsabilità di Trump nell'assalto", però ha respinto l'impeachment come "fonte di divisioni".

A Washington l'allarme per nuovi attacchi rimane ai massimi e la capitale continua a blinda…
WASHINGTON -  Donald Trump ieri sera è entrato nella storia come il primo presidente degli Stati Uniti sottoposto per due volte al procedimento di impeachment. L'articolo di legge dell'interdizione lo accusa di "incitamento all'insurrezione". La Camera lo ha votato dopo che la presidente Nancy Pelosi, democratica, ha definito Trump "un pericolo tuttora presente", a una settimana dalla sua uscita di scena.

Ci sono state pochissime defezioni a destra, solo 10 deputati repubblicani hanno votato a favore dell'impeachment, tra questi la figura più autorevole è Liz Cheney, figlia dell'ex vicepresidente di George W. Bush. Il capogruppo della destra alla Camera, Kevin McCarthy, ha denunciato "le responsabilità di Trump nell'assalto", però ha respinto l'impeachment come "fonte di divisioni".

A Washington l'allarme per nuovi attacchi rimane ai massimi e la capitale continua a blindarsi in preparazione di uno stato d'assedio: le date più a rischio sono dal 17 al 20 gennaio, da domenica fino alla cerimonia dell'Inauguration Day, un periodo per il quale da tempo milizie di destra hanno annunciato manifestazioni di protesta.

Continuano ad affluire rinforzi militari e la Guardia Nazionale ha aumentato a 20 mila uomini il suo dispositivo nella capitale. Da ieri circolano le foto di soldati che dormono dentro il Congresso per proteggerlo. Airbnb ha sospeso tutti gli affitti nella zona di Washington per evitare visitatori "indesiderati".

Si studia la possibilità di una no-fly list su cui mettere i membri di gruppi di destra perché non possano volare a Washington. Sul rischio di ulteriori scontri è intervenuto Trump con un appello: "Alla luce degli annunci di nuove manifestazioni io insisto perché non ci sia NESSUNA violenza, NESSUNA violazione della legge, NESSUN vandalismo di alcun tipo. Non è per questo che mi batto, non è questo che rappresenta l'America. Mi appello a TUTTI gli americani perché aiutino a ridurre le tensioni e a calmare gli animi".

La Camera oggi trasferisce l'impeachment al Senato. La prima parte del procedimento è l'equivalente di un'istruttoria ed è stata decisa a maggioranza semplice: Trump da ieri è un presidente incriminato. La seconda parte è il processo vero e proprio. Per condannare il presidente, deporlo e interdirlo dai pubblici uffici occorre una maggioranza dei due terzi. Poiché i democratici hanno la metà dei senatori (più il "voto dirimente" della vicepresidente Kamala Harris quando si sarà insediata), è necessario che almeno 15 senatori repubblicani votino per l'interdizione del loro presidente. Però una mossa procedurale fa slittare tutto all'era Biden.

Il capogruppo repubblicano al Senato, McConnell, che alcune voci davano per favorevole all'impeachment, si è defilato rifiutando di mettere all'ordine del giorno il dibattito prima dell'Inauguration Day. Dunque il Senato se ne occuperà quando sarà subentrato il nuovo presidente alla Casa Bianca, e una nuova maggioranza. Il ruolo di leader del Senato, e la gestione del calendario dei lavori, passerà al democratico Chuck Schumer. Lo slittamento preoccupa Biden.

"L'impeachment non deve distrarre o ritardare il compito prioritario di offrire aiuto economico ai lavoratori". Lo dice il capo del sindacato Afl-Cio, Richard Trumka, e riflette il pensiero di Biden. L'impeachment al Senato può interferire con due agende: la ratifica delle nomine, senza la quale Biden non ha un governo; e l'avvio della prossima manovra di spesa pubblica. Il nuovo presidente non vuole iniziare il suo mandato con lo sguardo rivolto all'indietro. Vuole subito affrontare le due sfide, collegate, della vaccinazione e della ripresa economica. Per farlo deve mettere in cantiere una manovra in tempi rapidi.

All'interno del provvedimento - nei desideri di Biden - deve esserci un trasferimento di 2 mila dollari alle famiglie sotto una certa soglia di reddito; un nuovo prolungamento delle indennità di disoccupazione; più una robusta iniezione di fondi per la campagna di vaccinazione; e trasferimenti dal centro alla periferia per alleviare il disastro della finanza locale, peraltro impegnata in prima linea nell'operazione vaccini. Biden ha scelto come primo approccio di cercare un consenso bipartisan per questa manovra.