Russia, l'avvocata Sobol: “La battaglia di Navalnyj non si ferma. Andremo avanti noi”
di Rosalba Castelletti , di Rosalba CastellettiLa vice dell'oppositore di Putin in cella: "L'obiettivo principale è distruggere il monopolio del partito del Cremlino alle elezioni di settembre"
A un certo punto, nel bel mezzo della conferenza stampa indetta da Ljubov Sobol nell'ufficio moscovita di Aleksej Navalnyj, un usciere sale sul palco a consegnare un mandato di comparizione per Ivan Zdhanov che non è neppure in Russia. Sobol sdrammatizza. "Voglio che si sappia che non c'entro niente, non lo avevo organizzato, fanno tutto da soli". Un episodio surreale, ma emblematico delle pressioni che subiscono ogni giorno i membri della Fondazione anti-corruzione (Fbk) di Navalnyj, l'oppositore avvelenato col Novichok e arrestato al suo rientro a Mosca dopo cinque mesi di convalescenza in Germania.
Tutti i suoi principali collaboratori sono in esilio o sono finiti in cella alla vigilia delle proteste indette sabato scorso per chiederne la scarcerazione e per denunciare la corruzione al potere. Nel quartier generale di Fbk, l'unico volto riconoscibile rimasto è quello di Sobol, 33 anni, prima avvocata assunta da Navalnyj nella Fondazion…
Tutti i suoi principali collaboratori sono in esilio o sono finiti in cella alla vigilia delle proteste indette sabato scorso per chiederne la scarcerazione e per denunciare la corruzione al potere. Nel quartier generale di Fbk, l'unico volto riconoscibile rimasto è quello di Sobol, 33 anni, prima avvocata assunta da Navalnyj nella Fondazion…
A un certo punto, nel bel mezzo della conferenza stampa indetta da Ljubov Sobol nell'ufficio moscovita di Aleksej Navalnyj, un usciere sale sul palco a consegnare un mandato di comparizione per Ivan Zdhanov che non è neppure in Russia. Sobol sdrammatizza. "Voglio che si sappia che non c'entro niente, non lo avevo organizzato, fanno tutto da soli". Un episodio surreale, ma emblematico delle pressioni che subiscono ogni giorno i membri della Fondazione anti-corruzione (Fbk) di Navalnyj, l'oppositore avvelenato col Novichok e arrestato al suo rientro a Mosca dopo cinque mesi di convalescenza in Germania.
Tutti i suoi principali collaboratori sono in esilio o sono finiti in cella alla vigilia delle proteste indette sabato scorso per chiederne la scarcerazione e per denunciare la corruzione al potere. Nel quartier generale di Fbk, l'unico volto riconoscibile rimasto è quello di Sobol, 33 anni, prima avvocata assunta da Navalnyj nella Fondazione: fermata sabato non appena arrivata in piazza Pushkin per unirsi con i manifestanti, ha scongiurato il carcere solo perché madre di una bimba piccola.
E, in un colloquio di ben due ore con la stampa, promette che continuerà la sua battaglia. “Non lascerò la Russia. Non ho paura di finire in carcere", dice rispondendo a una delle domande poste da Repubblica. "Certo non posso dire di essere preparata. Ma capisco che tacere, avere paura ed essere indifferenti è ancora più pericoloso. E ovviamente non posso e non voglio voglio restare indifferente”.
Che cosa può dirci di Aleksej Navalnyj? Avete sue notizie dal carcere?
“Aleksej Navalnyj è letteralmente isolato con il pretesto del coronavirus. Non può avere contatti con il mondo esterno, le lettere che gli inviano i sostenitori vengono trattenute dall’autorità penitenziaria federale. Solo gli avvocati possono fargli visita, ma possono parlargli solo attraverso una finestrella. Ogni comunicazione viene ostacolata di proposito.
È tutto illegale. È illegale perché la libertà vigilata che vorrebbero convertire in pena detentiva è scaduta il 30 dicembre 2020. È illegale perché risale a una condanna del 2014 per il cosiddetto “caso Yves Rocher”. È illegale perché Navalnyj ha ubbidito alle leggi.
Non ha mai violato la libertà vigilata. Ha lasciato la Russia nell’agosto 2020 contro la sua volontà perché era in coma dopo essere stato avvelenato con un agente nervino. È stato curato in una clinica tedesca ed è rimasto in Germania per la riabilitazione. Gli avvocati di Navalnyj avevano inviato tutti i documenti legali agli organismi competenti.
Navalnyj non si stava nascondendo alla giustizia. In Germania è stato interrogato su richiesta della procura generale russa e ha risposto a tutte le domande. Non appena si è sentito meglio per viaggiare è tornato in Russia. E ha dichiarato apertamente del suo rientro. Solitamente la gente viene sottoposta a detenzione cautelare quando si nasconde dalle autorità o c’è il rischio di fuga, ma non è questo il caso.
Tra l’altro la sentenza del caso Yves Rocher del 13 dicembre 2014 è frutto di un processo politicamente motivato. Nel 2013 Navalnyj aveva ottenuto il 27 percento dei voti come candidato sindaco di Mosca. E così l’anno dopo hanno costruito il caso Yves Rocher con l’obiettivo di impedirgli di candidarsi a qualsiasi carica politica. Anche la Corte europea dei diritti umani ha stabilito che questa sentenza era ingiusta. E ha ordinato alla Federazione Russa di risarcire Aleksej.
L'intero paese ha visto che Navalnyj è stato arrestato illegalmente, che l'udienza in un tribunale improvvisato in una stazione di polizia è stata illegale. Nessun giornalista è stato ammesso, nessun pubblico ha potuto partecipare. Navalnyj non ha avuto il tempo di consultarsi con la propria squadra di difesa. A dirla tutta sia Aleksej sia il suo team di legali sono stati informati di questa udienza solo pochi minuti prima.
Lo hanno condannato a 30 giorni di carcere, ma il codice penale della Federazione Russa non ha alcun articolo che consenta un mese di detenzione cautelare. Avrebbero potuto trattenerlo solo per due giorni, non per trenta”.
Finora Aleksej Navalnyj era stato detenuto solo in centri amministrativi, stavolta si trova in un carcere penale. Per il Cremlino è arrivato il momento giusto per sbarazzarsi di Navalnyj? Perché adesso? Che cosa è cambiato?
“È molto difficile per me capire che cosa spinga Putin o le persone che hanno tentato di assassinare Navalnyj. Posso solo fare supposizioni. Credo che abbia tutto a che fare con la popolarità in crescita di Aleksej e con la strategia del voto intelligente.
Credo che la decisione di sbarazzarsi di lui sia stata presa nel 2018 quando Navalnyj ha provato a candidarsi alla presidenza e Vladimir Putin ha pensato che potesse essere una vera minaccia per il suo mandato presidenziale.
Nella video-inchiesta sul suo avvelenamento, Navalnyj ha rivelato precedenti attentati alla sua vita. Ad esempio, mentre era in vacanza con la moglie a Kaliningrad, Julija si è sentita male. E i suoi sintomi erano molto simili a quelli da avvelenamento da Novichok”.
Il 23 gennaio decine di migliaia di persone hanno risposto al vostro appello e sono scese in piazza per chiedere la scarcerazione di Navalnyj e per denunciare la corruzione al potere. Vi aspettavate quest’adesione da parte della popolazione?
"È molto difficile calcolare quanta gente sia scesa in piazza perché hanno aderito anche città e regioni dove Aleksej Navalnyj non ha uffici. C’è gente scesa in piazza per sostenere Aleksej, ma anche gente che non ha posizioni politiche.
Molte persone si sono unite alle proteste per la prima volta in assoluto. I russi scendono in piazza perché non hanno più speranza, perché non hanno altri strumenti da usare per combattere per i propri diritti, perché capiscono che potrebbero essere i prossimi a essere incarcerati illegalmente”.
Oltre 4mila persone sono state detenute sabato. Un numero record. Sono stati aperti numerosi procedimenti penali. Perché questa repressione massiccia? E la vostra Fondazione segue questi casi?
"Sabato abbiamo visto un uso sproporzionato della forza da parte della polizia. Credo che tutti abbiano visto il filmato di un agente che prende a calci nello stomaco una donna. Era disarmata. Non era una minaccia per la polizia. Ma questo poliziotto è stato così brutale che l'hanno dovuta ricoverare in terapia intensiva.
Abbiamo visto giornalisti detenuti illegalmente nonostante avessero con sé accrediti e indossassero giubbotti speciali. Io stessa sono stata arrestata illegalmente due minuti dopo essere arrivata in piazza Pushkin. Mi hanno agguantata e sollevata per le braccia, portata su un furgone della polizia e perquisita. Ma nessuno mi ha detto perché.
Attualmente sappiamo di 14 indagini penali legate alle proteste del 23 gennaio. Alcune persone sono sotto inchiesta per istigazione alle proteste, altre per aver partecipato alle manifestazioni, altre ancora per violazione della legge sui raduni di massa. In alcune città c’è gente accusata di aver esposto gli altri al contagi.
Purtroppo spesso sono interrogate senza avvocati e vengono private dei telefoni. Alcuni nostri colleghi sono testimoni in questi casi. E a volte è molto facile per gli investigatori trasformare i testimoni in persone coinvolte nell'indagine.
Tutte le persone che lavorano per la Fondazione anti-corruzione sono sotto pressione. Lavoro con Aleksej Navalnyj da 10 anni. E abbiamo sempre sentito che venivano strette le viti. Io stessa sono stata tenuta in custodia per 48 ore alla fine del 2020. E potrebbe arrivare l’ordine di arrestarmi prima delle elezioni di settembre.
I casi penali sono stati aperti per terrorizzare e zittire la popolazione. Ma la gente non ha paura. È scesa in piazza nonostante i raduni non fossero autorizzati e nonostante una massiccia campagna di intimidazioni: lavoratori sono stati minacciati di licenziamento, gli studenti di espulsione, i genitori di essere privati dei figli.
Il motivo è ovvio. Temono lo slancio della popolazione. Si è trattato del più grande raduno dichiarato illegale dalle autorità negli ultimi dieci anni. E si è tenuto in oltre 120 città in tutto il Paese".
Che cosa pensa dei commenti delle autorità in merito alle proteste?
"Dmitrij Peskov, il portavoce del Cremlino, ha detto che i manifestanti hanno violato la legge sui raduni di massa. Ma abbiamo filmati che dimostrano che i manifestanti erano pacifici: non hanno bruciato auto, non hanno distrutto nulla.
Il direttore del consiglio di sicurezza Patrushev ha incolpato l'Occidente. È quello che fa sempre l’entourage di Putin: incolpa l'Occidente di tutto. Dicono che Navalnyj è un burattino dell’Occidente, che è manipolato dall'Occidente. Sotto certi punti di vista, è divertente che non riescano a inventare nulla di nuovo.
Dicono persino di me che sono un agente straniero. E per me è davvero ridicolo. Non sono mai stata nemmeno negli Stati Uniti. Non ho mai avuto alcun immobile o proprietà al di fuori della Russia. Vivo con mio marito e mia figlia in un appartamento relativamente piccolo a Mosca, mentre gli amici di Putin hanno lussuose proprietà al di fuori dalla Russia.
Vladimir Soloviov, ad esempio, numero uno della propaganda di Putin, ha due ville vicino al vicino al Lago di Como. E vorrei che voi italiani denunciaste l’ipocrisia di questo conduttore televisivo russo che non fa che dire quanto l'Occidente sia cattivo nei confronti della Russia, ma in realtà è proprietario di due ville nel vostro Paese”.
Sentite una responsabilità personale nei confronti delle 14 persone sotto inchiesta penale?
“Daremo loro ogni sostegno legale possibile. Abbiamo sempre aiutato le persone detenute illegalmente durante le manifestazioni. Le aiutiamo a portare i loro casi davanti alla Corte europea dei diritti umani. Raccogliamo fondi per coprire spese legali e pagare le multe.
Ma la responsabilità è solo delle autorità. Alle manifestazioni non ci sono state provocazioni. I dimostranti hanno rispettato la legge. La polizia ha arrestato gente pacifica e inerme”.
Molti esponenti di Fbk sono stati arrestati alla vigilia delle proteste. Non era mai successo prima. Che cosa pensa di questa “repressione preventiva”?
“Kira Jarmisch, la portavoce di Aleksej Navalnyj, è stata condannata a nove giorni di carcere, il capo delle inchieste di Fbk Georgij Alburov a 10. Probabilmente dovranno affrontare un'inchiesta penale. Sono stati interrogati senza i loro avvocati, il che è illegale.
Un nostro cameraman, Pavel Zelenskij, è stato posto in custodia cautelare per un mese e mezzo e probabilmente sarà processato. Alla fine del 2020 hanno aperto un’inchiesta penale anche nei miei confronti. Hanno perquisito il mio appartamento in presenza di mia figlia, una minorenne.
Credo che quest'anno assisteremo a diverse indagini penali nei confronti dei membri dell'opposizione. È il trattamento che il Cremlino riserva alle persone che proteggono i diritti dei cittadini.
Sono anni che siamo vittima di pressioni finanziarie. E anche di attacchi fisici. Il tentativo di uccidere Navalnyj con il Novichok ne è un valido esempio. Aveva già rischiato di perdere la vista dopo essere stato aggredito con una sostanza chimica e nel 2019 aveva avuto una reazione allergica mentre si trovava in un centro di detenzione.
In questi stessi uffici dove ci troviamo sono organizzate regolarmente perquisizioni per terrorizzarci e per sequestrare la nostra attrezzatura. Di solito prelevano tutto quello che c’è in questi locali, anche macchine da caffè, cavi o monitor che nulla hanno a che fare con le presunte indagini. Lo fanno per farci pressione”.
Qual è l'obiettivo delle pressioni delle autorità?
"È chiaro che questa ondata di arresti e inchieste penali ha lo scopo di distruggere Fbk. Vladimir Putin vuole vendicarsi perché Aleksej Navalnyj non solo è sopravvissuto all'avvelenamento, ma ha indagato sul suo tentato assassinio e ha detto ad alta voce che il responsabile era il Cremlino.
Putin ha paura della popolarità di Navalnyj e del fatto che la video-inchiesta sul suo "palazzo" sia già stata vista 91 milioni di volte. E va precisato che il 70 percento delle visualizzazioni è in Russia.
Vladimir Putin e il Cremlino cercano da tempo di imporre l’idea che molti cittadini sostengano il presidente. È il messaggio che il portavoce Dmitrij Peskov ripete a ogni conferenza stampa. Sanno però che non è vero. Nessun membro di Fbk è autorizzato a prendere parte alle elezioni. Nel 2019 mi è stato impedito di candidarmi alle elezioni alla Duma ed è successo lo stesso a Navalnyj quando voleva correre alle presidenziali nel 2018.
Sostengono che solo una percentuale irrisoria della popolazione sostenga Navalnyj. E anche questo non è vero. Quando gli hanno permesso di prendere parte alle elezioni come candidato sindaco di Mosca, ha ottenuto il 29 percento ed è un numero altissimo se si pensa che non gli era permesso parlare in tv e che era sotto inchiesta per il caso Kirovles e quindi non era neppure stato in grado di poter fare una vera e propria campagna elettorale. Ma a prescindere da tutte queste pressioni e da tutti questi ostacoli, è stato in grado di ottenere il 27% dei consensi dei cittadini di Mosca.
E non credete ai sondaggi che divulgano perché la gente ha paura di dire la verità quando gli chiedono se sostengono Navalnyj. Sono sondaggi organizzati in un regime autoritario. Noi sappiamo che il sostegno di Navalnyj è piuttosto ampio, soprattutto tra i cittadini intorno ai 35 anni, e gli dovrebbe essere permesso partecipare alle elezioni alle stesse condizioni degli altri candidati che possono parlare in tv”.
Martedì si terrà l’udienza del processo contro Aleksej Navalnyj. Rischia di restare in carcere per almeno tre anni. Che cosa succederà se finirà davvero dietro le sbarre? Vi ha lasciato delle linee guida? Il lavoro della Fondazione proseguirebbe anche senza di lui?
"Il nostro team è molto numeroso. Non ci sono capi e capetti. Abbiamo coordinatori di uffici regionali. Abbiamo volontari che non sono ufficialmente impiegati di Fbk, ma vogliono contribuire a migliorare il nostro Paese per renderlo un posto migliore. Il nostro non è un lavoro, è una missione.
Certo Aleksej Navalnyj è il nucleo della nostra organizzazione. E le persone che si sono unite a noi, lo hanno fatto perché sostengono la sua causa. Ma Navalnyj è stato fermato molte volte. Ha trascorso 14 mesi ai domiciliari: non gli era permesso di uscire né di usare Internet. L'anno scorso è finito in coma.
Non è la prima volta che Navalnyj non può comunicare con la sua squadra. Abbiamo sempre lavorato raddoppiando i nostri sforzi. Anche stavolta cercheremo di fare il nostro lavoro a prescindere dagli arresti illegali, dai casi amministrativi e dai procedimenti penali. Certo, è difficile operare sotto continue pressioni. Quando vedi il tuo ufficio perquisito più e più volte, diventi resiliente. Ne abbiamo già passate tante e siamo sempre andati avanti. E continueremo a farlo.
A medio termine, abbiamo idee molto chiare su che cosa faremo domani, tra uno o sei mesi. Il nostro obiettivo principale è combattere il monopolio di Russia Unita alle prossime elezioni parlamentari di settembre. Riteniamo che Russia unita sia uno dei pilastri del sistema illegale di Putin. Vogliamo vivere in un Paese dove tutti possano avere il diritto a media indipendenti, a una giustizia equa e a votare per i candidati che desiderano.
Non vedo Aleksej da agosto, ma ci siamo tenuti in contatto. Nonostante il suo stato di salute, partecipava a molte riunioni. Ma non dà linee guida o raccomandazioni dettagliate e rigide. Siamo tutti professionisti. Sappiamo tutti che cosa dobbiamo fare. E siamo tutti autonomi nell’eseguire i nostri compiti.
E credo che alla fine saremo tutti più devoti al nostro lavoro se Aleksej dovesse restare dietro le sbarre. I nostri dipendenti, i membri della nostra organizzazione non hanno paura. È ora di agire. Ora la nostra massima priorità è chiedere la libertà di Aleksej Navalnyj che è detenuto illegalmente".
Un avvocato di Fbk, Vladen Los, è stato espulso dal Paese. Che cosa fareste se tutti i dirigenti di Fbk finissero in carcere o in esilio com'è successo ai leader dell'opposizione in Bielorussia?
"Vladen Los lavorava proprio accanto a questa stanza. Era un avvocato che ha aiutato centinaia di manifestanti arrestati illegalmente durante le manifestazioni a presentare denunce alla Corte europea dei diritti dell'uomo. Lo hanno incatenato, bendato e portato alla frontiera.
Se mettiamo a confronto Aleksandr Lukashenko e Vladimir Putin, credo che non sia Putin a guardare a Lukashenko ma viceversa. Lukashenko è al potere grazie al sostegno di Putin. E Putin lo sostiene solo per dimostrare a tutti che le proteste pacifiche non funzionano.
Vedremo ulteriori pressioni perché sono imminenti le elezioni parlamentari e Russia Unita ha solo il 30% dei consensi, mentre punta ad avere almeno il 70% dei seggi. Questo è il motivo per cui cercanno di zittirci, di tenerci in custodia, di congelare i nostri conti bancari, di usarci per intimidire la gente.
Non si può mettere tutta la popolazione dietro le sbarre. Perciò fanno pressioni su alcuni. È il caso dei 14 processi penali. Vogliono inviare il chiaro segnale che, non importa chi sei, puoi finire sotto inchiesta. L’obiettivo è assicurarsi che le persone non protestino.
Ma se proprio vogliamo fare un paragone con la Bielorussia, le manifestazioni che vanno avanti da mesi a Minsk come pure a Khabarovsk nell'Estremo Oriente Russo sono la prova che la gente non ha bisogno di leader per scendere in piazza.
L’unica cosa che possiamo fare è continuare a lavorare. Sono l’avvocata di Fbk, la prima a essere stata assunta da Navalnyj. Ho vissuto ogni passo della Fondazione e non c’è stato un solo momento in cui mi sia pentita di essermi unita ad Aleksej. Credo nella nostra missione.
Personalmente non lascerò la Russia. Non ho paura di finire in carcere. Certo non posso dire di essere preparata. Ma capisco che tacere, avere paura ed essere indifferenti è ancora più pericoloso. E ovviamente non posso e non voglio voglio restare indifferente”.
Se Navalnyj restasse in carcere, è possibile che Julija Navalnaja prenda il suo posto come ha fatto TIkhanovskaja in Bielorussia?
“Non posso parlare pubblicamente a suo nome. È una domanda che bisogna chiedere a Julija”.
Avete indetto una nuova protesta per domenica prossima. Continuerete a indire manifestazioni ogni fine settimana?
“Sfortunatamente i russi non hanno altro strumento per rivendicare i loro diritti. Sfortunatamente il sistema giudiziario russo lascia molto a desiderare perché vediamo tribunali improvvisati presso le stazioni di polizia, dove le persone sotto inchiesta non hanno neppure la possibilità di consultarsi con i loro legali e ai giornalisti non è permesso entrare.
Sfortunatamente viviamo in un Paese dove viene vietare ai candidati popolari di potersi candidare. E per questo promuoviamo il “voto intelligente” invitando a votare per gli esponenti dell'opposizione che sono riusciti ad avere il diritto di candidarsi a una carica politica e di fare campagna elettorale.
I russi vorrebbero trascorrere i fine settimana con le famiglie e i loro cari, ma invece scelgono di manifestare perché capiscono che potrebbero essere i prossimi a essere indagati e arrestati. Vladimir Putin, ovviamente, potrebbe vedere queste proteste come un tentativo di fargli pressione, ma i cittadini russi non hanno altro modo di far sentire la loro voce sui loro diritti.
Perché, sfortunatamente, i pubblici ministeri, i tribunali, i principali organi di stampa, tutti sostengono e promuovono il punto di vista del Cremlino. Quindi le persone usano tutti gli strumenti legali a loro disposizione per rivendicare i loro diritti e le proteste pacifiche sono un diritto sancito dalla Costituzione”.
I Paesi Ue non hanno ancora raggiunto un consenso sulle sanzioni. Avete in programma un incontro con l’Alto Rappresentate Ue Borrell quando verrà in visita a Mosca la prossima settimana?
“Non ho intenzione di incontrare Joseph Borrell, né sono stata contattata. L’ho detto più volte e anche Aleksej lo ha ripetuto più volte. Crediamo che i cambiamenti democratici nel nostro Paese debbano venire dal nostro popolo, dai cittadini russi.
A volte mi è stato chiesto che cosa mi tenesse a galla. È il sostegno di milioni di russi che ci donano il loro denaro perché la nostra Fondazione esiste solo grazie a queste donazioni. È molto difficile per me prevedere che cosa farà Bruxelles. Spero che l'Occidente non chiuda gli occhi davanti alle violazioni perpetrate dal Cremlino.
Giorni fa Vladimir Ashurkov, direttore esecutivo di Fbk, ha pubblicato un elenco di otto persone che pensiamo dovrebbero essere soggette a sanzioni mirate: Roman Abramovich, uno dei principali beneficiari della cleptocrazia russa con legami e beni in Occidente; Denis Bortnikov, vicepresidente della banca statale Vtb, che fa da portafoglio per il padre Aleksandr Bortnikov, direttore dell’Fsb; Andrej Kostin, presidente della banca statale Vtb; il ministro della Sanità Mikhail Murashko che ha coperto l’avvelenamento di Navalnyj; il ministro dell’agricoltura Dmitrij Patrushev, figlio del capo del Consiglio di sicurezza Nikolaj Patrushev; Igor Shuvalov, presidente della corporazione statale di sviluppo Veb.Rf, che svolge un ruolo cruciale nel sistema di corruzione in Russia; Vladimir Soloviov, uno dei principali megafoni della propaganda, e Alisher Usmanov. Si tratterebbe di sanzioni mirate che non colpirebbero il popolo russo”.
I detrattori di Navalnyj ricordano il suo passato nazionalista e sostengono che sia pericoloso. Come replicate?
“Credo che la persona più pericolosa sia quella che usa veleno e armi contro i suoi avversari politici. Navalnyj è sempre stato molto trasparente. Agisce sempre nel rigoroso rispetto della Costituzione. Lavoro con lui da 10 anni ormai. Ed è sempre stato un convinto sostenitore dei diritti umani sanciti dalla Costituzione.
Vogliamo parlare delle sue opinioni politiche? Quando voleva candidarsi alla presidenza, ha pubblicato il suo programma politico su Internet. Basta cercarlo su Google. È sostenuto da esperti ed economisti.
Sono le persone al potere a sfruttare questa mitologia su Navalnyj nazionalista. Cambiano narrativa a seconda delle inchieste penali. Prima dicevano che era un fantoccio dell'Occidente, ora che lo hanno accusato di frode e appropriazione indebita dicono che usa il denaro dei cittadini russi a scopo personale.
Le autorità cercano sempre di confondere l’opinione pubblica diffondendo informazioni false e contraddittorie. Lo vediamo anche in tv. Credo che le azioni di Navalnyj parlino da sé. Nonostante le pressioni esercitate su di lui e sulla sua famiglia, è disposto a rischiare la sua salute e la sua vita pur di difendere i diritti dei cittadini russi”.
Tutti i suoi principali collaboratori sono in esilio o sono finiti in cella alla vigilia delle proteste indette sabato scorso per chiederne la scarcerazione e per denunciare la corruzione al potere. Nel quartier generale di Fbk, l'unico volto riconoscibile rimasto è quello di Sobol, 33 anni, prima avvocata assunta da Navalnyj nella Fondazione: fermata sabato non appena arrivata in piazza Pushkin per unirsi con i manifestanti, ha scongiurato il carcere solo perché madre di una bimba piccola.
E, in un colloquio di ben due ore con la stampa, promette che continuerà la sua battaglia. “Non lascerò la Russia. Non ho paura di finire in carcere", dice rispondendo a una delle domande poste da Repubblica. "Certo non posso dire di essere preparata. Ma capisco che tacere, avere paura ed essere indifferenti è ancora più pericoloso. E ovviamente non posso e non voglio voglio restare indifferente”.
Che cosa può dirci di Aleksej Navalnyj? Avete sue notizie dal carcere?
“Aleksej Navalnyj è letteralmente isolato con il pretesto del coronavirus. Non può avere contatti con il mondo esterno, le lettere che gli inviano i sostenitori vengono trattenute dall’autorità penitenziaria federale. Solo gli avvocati possono fargli visita, ma possono parlargli solo attraverso una finestrella. Ogni comunicazione viene ostacolata di proposito.
È tutto illegale. È illegale perché la libertà vigilata che vorrebbero convertire in pena detentiva è scaduta il 30 dicembre 2020. È illegale perché risale a una condanna del 2014 per il cosiddetto “caso Yves Rocher”. È illegale perché Navalnyj ha ubbidito alle leggi.
Non ha mai violato la libertà vigilata. Ha lasciato la Russia nell’agosto 2020 contro la sua volontà perché era in coma dopo essere stato avvelenato con un agente nervino. È stato curato in una clinica tedesca ed è rimasto in Germania per la riabilitazione. Gli avvocati di Navalnyj avevano inviato tutti i documenti legali agli organismi competenti.
Navalnyj non si stava nascondendo alla giustizia. In Germania è stato interrogato su richiesta della procura generale russa e ha risposto a tutte le domande. Non appena si è sentito meglio per viaggiare è tornato in Russia. E ha dichiarato apertamente del suo rientro. Solitamente la gente viene sottoposta a detenzione cautelare quando si nasconde dalle autorità o c’è il rischio di fuga, ma non è questo il caso.
Tra l’altro la sentenza del caso Yves Rocher del 13 dicembre 2014 è frutto di un processo politicamente motivato. Nel 2013 Navalnyj aveva ottenuto il 27 percento dei voti come candidato sindaco di Mosca. E così l’anno dopo hanno costruito il caso Yves Rocher con l’obiettivo di impedirgli di candidarsi a qualsiasi carica politica. Anche la Corte europea dei diritti umani ha stabilito che questa sentenza era ingiusta. E ha ordinato alla Federazione Russa di risarcire Aleksej.
L'intero paese ha visto che Navalnyj è stato arrestato illegalmente, che l'udienza in un tribunale improvvisato in una stazione di polizia è stata illegale. Nessun giornalista è stato ammesso, nessun pubblico ha potuto partecipare. Navalnyj non ha avuto il tempo di consultarsi con la propria squadra di difesa. A dirla tutta sia Aleksej sia il suo team di legali sono stati informati di questa udienza solo pochi minuti prima.
Lo hanno condannato a 30 giorni di carcere, ma il codice penale della Federazione Russa non ha alcun articolo che consenta un mese di detenzione cautelare. Avrebbero potuto trattenerlo solo per due giorni, non per trenta”.
Finora Aleksej Navalnyj era stato detenuto solo in centri amministrativi, stavolta si trova in un carcere penale. Per il Cremlino è arrivato il momento giusto per sbarazzarsi di Navalnyj? Perché adesso? Che cosa è cambiato?
“È molto difficile per me capire che cosa spinga Putin o le persone che hanno tentato di assassinare Navalnyj. Posso solo fare supposizioni. Credo che abbia tutto a che fare con la popolarità in crescita di Aleksej e con la strategia del voto intelligente.
Credo che la decisione di sbarazzarsi di lui sia stata presa nel 2018 quando Navalnyj ha provato a candidarsi alla presidenza e Vladimir Putin ha pensato che potesse essere una vera minaccia per il suo mandato presidenziale.
Nella video-inchiesta sul suo avvelenamento, Navalnyj ha rivelato precedenti attentati alla sua vita. Ad esempio, mentre era in vacanza con la moglie a Kaliningrad, Julija si è sentita male. E i suoi sintomi erano molto simili a quelli da avvelenamento da Novichok”.
Il 23 gennaio decine di migliaia di persone hanno risposto al vostro appello e sono scese in piazza per chiedere la scarcerazione di Navalnyj e per denunciare la corruzione al potere. Vi aspettavate quest’adesione da parte della popolazione?
"È molto difficile calcolare quanta gente sia scesa in piazza perché hanno aderito anche città e regioni dove Aleksej Navalnyj non ha uffici. C’è gente scesa in piazza per sostenere Aleksej, ma anche gente che non ha posizioni politiche.
Molte persone si sono unite alle proteste per la prima volta in assoluto. I russi scendono in piazza perché non hanno più speranza, perché non hanno altri strumenti da usare per combattere per i propri diritti, perché capiscono che potrebbero essere i prossimi a essere incarcerati illegalmente”.
Oltre 4mila persone sono state detenute sabato. Un numero record. Sono stati aperti numerosi procedimenti penali. Perché questa repressione massiccia? E la vostra Fondazione segue questi casi?
"Sabato abbiamo visto un uso sproporzionato della forza da parte della polizia. Credo che tutti abbiano visto il filmato di un agente che prende a calci nello stomaco una donna. Era disarmata. Non era una minaccia per la polizia. Ma questo poliziotto è stato così brutale che l'hanno dovuta ricoverare in terapia intensiva.
Abbiamo visto giornalisti detenuti illegalmente nonostante avessero con sé accrediti e indossassero giubbotti speciali. Io stessa sono stata arrestata illegalmente due minuti dopo essere arrivata in piazza Pushkin. Mi hanno agguantata e sollevata per le braccia, portata su un furgone della polizia e perquisita. Ma nessuno mi ha detto perché.
Attualmente sappiamo di 14 indagini penali legate alle proteste del 23 gennaio. Alcune persone sono sotto inchiesta per istigazione alle proteste, altre per aver partecipato alle manifestazioni, altre ancora per violazione della legge sui raduni di massa. In alcune città c’è gente accusata di aver esposto gli altri al contagi.
Purtroppo spesso sono interrogate senza avvocati e vengono private dei telefoni. Alcuni nostri colleghi sono testimoni in questi casi. E a volte è molto facile per gli investigatori trasformare i testimoni in persone coinvolte nell'indagine.
Tutte le persone che lavorano per la Fondazione anti-corruzione sono sotto pressione. Lavoro con Aleksej Navalnyj da 10 anni. E abbiamo sempre sentito che venivano strette le viti. Io stessa sono stata tenuta in custodia per 48 ore alla fine del 2020. E potrebbe arrivare l’ordine di arrestarmi prima delle elezioni di settembre.
I casi penali sono stati aperti per terrorizzare e zittire la popolazione. Ma la gente non ha paura. È scesa in piazza nonostante i raduni non fossero autorizzati e nonostante una massiccia campagna di intimidazioni: lavoratori sono stati minacciati di licenziamento, gli studenti di espulsione, i genitori di essere privati dei figli.
Il motivo è ovvio. Temono lo slancio della popolazione. Si è trattato del più grande raduno dichiarato illegale dalle autorità negli ultimi dieci anni. E si è tenuto in oltre 120 città in tutto il Paese".
Che cosa pensa dei commenti delle autorità in merito alle proteste?
"Dmitrij Peskov, il portavoce del Cremlino, ha detto che i manifestanti hanno violato la legge sui raduni di massa. Ma abbiamo filmati che dimostrano che i manifestanti erano pacifici: non hanno bruciato auto, non hanno distrutto nulla.
Il direttore del consiglio di sicurezza Patrushev ha incolpato l'Occidente. È quello che fa sempre l’entourage di Putin: incolpa l'Occidente di tutto. Dicono che Navalnyj è un burattino dell’Occidente, che è manipolato dall'Occidente. Sotto certi punti di vista, è divertente che non riescano a inventare nulla di nuovo.
Dicono persino di me che sono un agente straniero. E per me è davvero ridicolo. Non sono mai stata nemmeno negli Stati Uniti. Non ho mai avuto alcun immobile o proprietà al di fuori della Russia. Vivo con mio marito e mia figlia in un appartamento relativamente piccolo a Mosca, mentre gli amici di Putin hanno lussuose proprietà al di fuori dalla Russia.
Vladimir Soloviov, ad esempio, numero uno della propaganda di Putin, ha due ville vicino al vicino al Lago di Como. E vorrei che voi italiani denunciaste l’ipocrisia di questo conduttore televisivo russo che non fa che dire quanto l'Occidente sia cattivo nei confronti della Russia, ma in realtà è proprietario di due ville nel vostro Paese”.
Sentite una responsabilità personale nei confronti delle 14 persone sotto inchiesta penale?
“Daremo loro ogni sostegno legale possibile. Abbiamo sempre aiutato le persone detenute illegalmente durante le manifestazioni. Le aiutiamo a portare i loro casi davanti alla Corte europea dei diritti umani. Raccogliamo fondi per coprire spese legali e pagare le multe.
Ma la responsabilità è solo delle autorità. Alle manifestazioni non ci sono state provocazioni. I dimostranti hanno rispettato la legge. La polizia ha arrestato gente pacifica e inerme”.
Molti esponenti di Fbk sono stati arrestati alla vigilia delle proteste. Non era mai successo prima. Che cosa pensa di questa “repressione preventiva”?
“Kira Jarmisch, la portavoce di Aleksej Navalnyj, è stata condannata a nove giorni di carcere, il capo delle inchieste di Fbk Georgij Alburov a 10. Probabilmente dovranno affrontare un'inchiesta penale. Sono stati interrogati senza i loro avvocati, il che è illegale.
Un nostro cameraman, Pavel Zelenskij, è stato posto in custodia cautelare per un mese e mezzo e probabilmente sarà processato. Alla fine del 2020 hanno aperto un’inchiesta penale anche nei miei confronti. Hanno perquisito il mio appartamento in presenza di mia figlia, una minorenne.
Credo che quest'anno assisteremo a diverse indagini penali nei confronti dei membri dell'opposizione. È il trattamento che il Cremlino riserva alle persone che proteggono i diritti dei cittadini.
Sono anni che siamo vittima di pressioni finanziarie. E anche di attacchi fisici. Il tentativo di uccidere Navalnyj con il Novichok ne è un valido esempio. Aveva già rischiato di perdere la vista dopo essere stato aggredito con una sostanza chimica e nel 2019 aveva avuto una reazione allergica mentre si trovava in un centro di detenzione.
In questi stessi uffici dove ci troviamo sono organizzate regolarmente perquisizioni per terrorizzarci e per sequestrare la nostra attrezzatura. Di solito prelevano tutto quello che c’è in questi locali, anche macchine da caffè, cavi o monitor che nulla hanno a che fare con le presunte indagini. Lo fanno per farci pressione”.
Qual è l'obiettivo delle pressioni delle autorità?
"È chiaro che questa ondata di arresti e inchieste penali ha lo scopo di distruggere Fbk. Vladimir Putin vuole vendicarsi perché Aleksej Navalnyj non solo è sopravvissuto all'avvelenamento, ma ha indagato sul suo tentato assassinio e ha detto ad alta voce che il responsabile era il Cremlino.
Putin ha paura della popolarità di Navalnyj e del fatto che la video-inchiesta sul suo "palazzo" sia già stata vista 91 milioni di volte. E va precisato che il 70 percento delle visualizzazioni è in Russia.
Vladimir Putin e il Cremlino cercano da tempo di imporre l’idea che molti cittadini sostengano il presidente. È il messaggio che il portavoce Dmitrij Peskov ripete a ogni conferenza stampa. Sanno però che non è vero. Nessun membro di Fbk è autorizzato a prendere parte alle elezioni. Nel 2019 mi è stato impedito di candidarmi alle elezioni alla Duma ed è successo lo stesso a Navalnyj quando voleva correre alle presidenziali nel 2018.
Sostengono che solo una percentuale irrisoria della popolazione sostenga Navalnyj. E anche questo non è vero. Quando gli hanno permesso di prendere parte alle elezioni come candidato sindaco di Mosca, ha ottenuto il 29 percento ed è un numero altissimo se si pensa che non gli era permesso parlare in tv e che era sotto inchiesta per il caso Kirovles e quindi non era neppure stato in grado di poter fare una vera e propria campagna elettorale. Ma a prescindere da tutte queste pressioni e da tutti questi ostacoli, è stato in grado di ottenere il 27% dei consensi dei cittadini di Mosca.
E non credete ai sondaggi che divulgano perché la gente ha paura di dire la verità quando gli chiedono se sostengono Navalnyj. Sono sondaggi organizzati in un regime autoritario. Noi sappiamo che il sostegno di Navalnyj è piuttosto ampio, soprattutto tra i cittadini intorno ai 35 anni, e gli dovrebbe essere permesso partecipare alle elezioni alle stesse condizioni degli altri candidati che possono parlare in tv”.
Martedì si terrà l’udienza del processo contro Aleksej Navalnyj. Rischia di restare in carcere per almeno tre anni. Che cosa succederà se finirà davvero dietro le sbarre? Vi ha lasciato delle linee guida? Il lavoro della Fondazione proseguirebbe anche senza di lui?
"Il nostro team è molto numeroso. Non ci sono capi e capetti. Abbiamo coordinatori di uffici regionali. Abbiamo volontari che non sono ufficialmente impiegati di Fbk, ma vogliono contribuire a migliorare il nostro Paese per renderlo un posto migliore. Il nostro non è un lavoro, è una missione.
Certo Aleksej Navalnyj è il nucleo della nostra organizzazione. E le persone che si sono unite a noi, lo hanno fatto perché sostengono la sua causa. Ma Navalnyj è stato fermato molte volte. Ha trascorso 14 mesi ai domiciliari: non gli era permesso di uscire né di usare Internet. L'anno scorso è finito in coma.
Non è la prima volta che Navalnyj non può comunicare con la sua squadra. Abbiamo sempre lavorato raddoppiando i nostri sforzi. Anche stavolta cercheremo di fare il nostro lavoro a prescindere dagli arresti illegali, dai casi amministrativi e dai procedimenti penali. Certo, è difficile operare sotto continue pressioni. Quando vedi il tuo ufficio perquisito più e più volte, diventi resiliente. Ne abbiamo già passate tante e siamo sempre andati avanti. E continueremo a farlo.
A medio termine, abbiamo idee molto chiare su che cosa faremo domani, tra uno o sei mesi. Il nostro obiettivo principale è combattere il monopolio di Russia Unita alle prossime elezioni parlamentari di settembre. Riteniamo che Russia unita sia uno dei pilastri del sistema illegale di Putin. Vogliamo vivere in un Paese dove tutti possano avere il diritto a media indipendenti, a una giustizia equa e a votare per i candidati che desiderano.
Non vedo Aleksej da agosto, ma ci siamo tenuti in contatto. Nonostante il suo stato di salute, partecipava a molte riunioni. Ma non dà linee guida o raccomandazioni dettagliate e rigide. Siamo tutti professionisti. Sappiamo tutti che cosa dobbiamo fare. E siamo tutti autonomi nell’eseguire i nostri compiti.
E credo che alla fine saremo tutti più devoti al nostro lavoro se Aleksej dovesse restare dietro le sbarre. I nostri dipendenti, i membri della nostra organizzazione non hanno paura. È ora di agire. Ora la nostra massima priorità è chiedere la libertà di Aleksej Navalnyj che è detenuto illegalmente".
Un avvocato di Fbk, Vladen Los, è stato espulso dal Paese. Che cosa fareste se tutti i dirigenti di Fbk finissero in carcere o in esilio com'è successo ai leader dell'opposizione in Bielorussia?
"Vladen Los lavorava proprio accanto a questa stanza. Era un avvocato che ha aiutato centinaia di manifestanti arrestati illegalmente durante le manifestazioni a presentare denunce alla Corte europea dei diritti dell'uomo. Lo hanno incatenato, bendato e portato alla frontiera.
Se mettiamo a confronto Aleksandr Lukashenko e Vladimir Putin, credo che non sia Putin a guardare a Lukashenko ma viceversa. Lukashenko è al potere grazie al sostegno di Putin. E Putin lo sostiene solo per dimostrare a tutti che le proteste pacifiche non funzionano.
Vedremo ulteriori pressioni perché sono imminenti le elezioni parlamentari e Russia Unita ha solo il 30% dei consensi, mentre punta ad avere almeno il 70% dei seggi. Questo è il motivo per cui cercanno di zittirci, di tenerci in custodia, di congelare i nostri conti bancari, di usarci per intimidire la gente.
Non si può mettere tutta la popolazione dietro le sbarre. Perciò fanno pressioni su alcuni. È il caso dei 14 processi penali. Vogliono inviare il chiaro segnale che, non importa chi sei, puoi finire sotto inchiesta. L’obiettivo è assicurarsi che le persone non protestino.
Ma se proprio vogliamo fare un paragone con la Bielorussia, le manifestazioni che vanno avanti da mesi a Minsk come pure a Khabarovsk nell'Estremo Oriente Russo sono la prova che la gente non ha bisogno di leader per scendere in piazza.
L’unica cosa che possiamo fare è continuare a lavorare. Sono l’avvocata di Fbk, la prima a essere stata assunta da Navalnyj. Ho vissuto ogni passo della Fondazione e non c’è stato un solo momento in cui mi sia pentita di essermi unita ad Aleksej. Credo nella nostra missione.
Personalmente non lascerò la Russia. Non ho paura di finire in carcere. Certo non posso dire di essere preparata. Ma capisco che tacere, avere paura ed essere indifferenti è ancora più pericoloso. E ovviamente non posso e non voglio voglio restare indifferente”.
Se Navalnyj restasse in carcere, è possibile che Julija Navalnaja prenda il suo posto come ha fatto TIkhanovskaja in Bielorussia?
“Non posso parlare pubblicamente a suo nome. È una domanda che bisogna chiedere a Julija”.
Avete indetto una nuova protesta per domenica prossima. Continuerete a indire manifestazioni ogni fine settimana?
“Sfortunatamente i russi non hanno altro strumento per rivendicare i loro diritti. Sfortunatamente il sistema giudiziario russo lascia molto a desiderare perché vediamo tribunali improvvisati presso le stazioni di polizia, dove le persone sotto inchiesta non hanno neppure la possibilità di consultarsi con i loro legali e ai giornalisti non è permesso entrare.
Sfortunatamente viviamo in un Paese dove viene vietare ai candidati popolari di potersi candidare. E per questo promuoviamo il “voto intelligente” invitando a votare per gli esponenti dell'opposizione che sono riusciti ad avere il diritto di candidarsi a una carica politica e di fare campagna elettorale.
I russi vorrebbero trascorrere i fine settimana con le famiglie e i loro cari, ma invece scelgono di manifestare perché capiscono che potrebbero essere i prossimi a essere indagati e arrestati. Vladimir Putin, ovviamente, potrebbe vedere queste proteste come un tentativo di fargli pressione, ma i cittadini russi non hanno altro modo di far sentire la loro voce sui loro diritti.
Perché, sfortunatamente, i pubblici ministeri, i tribunali, i principali organi di stampa, tutti sostengono e promuovono il punto di vista del Cremlino. Quindi le persone usano tutti gli strumenti legali a loro disposizione per rivendicare i loro diritti e le proteste pacifiche sono un diritto sancito dalla Costituzione”.
I Paesi Ue non hanno ancora raggiunto un consenso sulle sanzioni. Avete in programma un incontro con l’Alto Rappresentate Ue Borrell quando verrà in visita a Mosca la prossima settimana?
“Non ho intenzione di incontrare Joseph Borrell, né sono stata contattata. L’ho detto più volte e anche Aleksej lo ha ripetuto più volte. Crediamo che i cambiamenti democratici nel nostro Paese debbano venire dal nostro popolo, dai cittadini russi.
A volte mi è stato chiesto che cosa mi tenesse a galla. È il sostegno di milioni di russi che ci donano il loro denaro perché la nostra Fondazione esiste solo grazie a queste donazioni. È molto difficile per me prevedere che cosa farà Bruxelles. Spero che l'Occidente non chiuda gli occhi davanti alle violazioni perpetrate dal Cremlino.
Giorni fa Vladimir Ashurkov, direttore esecutivo di Fbk, ha pubblicato un elenco di otto persone che pensiamo dovrebbero essere soggette a sanzioni mirate: Roman Abramovich, uno dei principali beneficiari della cleptocrazia russa con legami e beni in Occidente; Denis Bortnikov, vicepresidente della banca statale Vtb, che fa da portafoglio per il padre Aleksandr Bortnikov, direttore dell’Fsb; Andrej Kostin, presidente della banca statale Vtb; il ministro della Sanità Mikhail Murashko che ha coperto l’avvelenamento di Navalnyj; il ministro dell’agricoltura Dmitrij Patrushev, figlio del capo del Consiglio di sicurezza Nikolaj Patrushev; Igor Shuvalov, presidente della corporazione statale di sviluppo Veb.Rf, che svolge un ruolo cruciale nel sistema di corruzione in Russia; Vladimir Soloviov, uno dei principali megafoni della propaganda, e Alisher Usmanov. Si tratterebbe di sanzioni mirate che non colpirebbero il popolo russo”.
I detrattori di Navalnyj ricordano il suo passato nazionalista e sostengono che sia pericoloso. Come replicate?
“Credo che la persona più pericolosa sia quella che usa veleno e armi contro i suoi avversari politici. Navalnyj è sempre stato molto trasparente. Agisce sempre nel rigoroso rispetto della Costituzione. Lavoro con lui da 10 anni ormai. Ed è sempre stato un convinto sostenitore dei diritti umani sanciti dalla Costituzione.
Vogliamo parlare delle sue opinioni politiche? Quando voleva candidarsi alla presidenza, ha pubblicato il suo programma politico su Internet. Basta cercarlo su Google. È sostenuto da esperti ed economisti.
Sono le persone al potere a sfruttare questa mitologia su Navalnyj nazionalista. Cambiano narrativa a seconda delle inchieste penali. Prima dicevano che era un fantoccio dell'Occidente, ora che lo hanno accusato di frode e appropriazione indebita dicono che usa il denaro dei cittadini russi a scopo personale.
Le autorità cercano sempre di confondere l’opinione pubblica diffondendo informazioni false e contraddittorie. Lo vediamo anche in tv. Credo che le azioni di Navalnyj parlino da sé. Nonostante le pressioni esercitate su di lui e sulla sua famiglia, è disposto a rischiare la sua salute e la sua vita pur di difendere i diritti dei cittadini russi”.