L’IRAN ha avviato la produzione di uranio metallico, per utilizzarlo come possibile combustibile per centrali nucleari ma anche per un potenziale utilizzo a scopi militari. La conferma della decisione iraniana di passare a questa produzione è stata data ieri sera dall’Aiea: i suoi ispettori hanno accertato che nell’impianto di Isfahan l’8 febbraio sono stati ritrovati 3,6 grammi di metallo di uranio metallico. La produzione dell’uranio in questa forma è vietata dal JCPOA (Joint Common Plan of Action), l’accordo sul nucleare che l’Iran ha firmato nel 2015 e che gli Stati Uniti hanno abbandonato nel 2018.
L'accordo abbandonato dagli Usa
Fino al 2019, in attesa di una possibile marcia indietro degli Usa, l’Iran aveva rispettato gli impegni del JCPOA, ma nel 2020 la Repubblica islamica ha iniziato a violare i limiti. Passo dopo passo gli iraniani hanno superato diversi limiti imposti dal trattato, per esempio con l’installazione e poi l’utilizzo di un tipo di centrifughe che erano vietate. Le centrifughe sono utilizzate in un processo di raffinazione dell’uranio, necessario a produrre combustibile in maniera adeguata sia per l’utilizzo nelle centrali nucleari che (sempre potenzialmente) per usi militari.
A Vienna l’Aiea con un comunicato ha reso noto che “il direttore generale Rafael Mariano Grossi ha informato i paesi membri dell’Agenzia riguardo a recenti sviluppi delle attività di ricerca e sviluppo della Repubblica islamica dell’Iran sulla produzione di metallo di uranio nel processo di produzione del combustibile per il reattore di ricerca nucleare di Teheran”.
Una fonte della Aiea conferma a Repubblica che “l’Iran sta chiaramente seguendo una strada di utilizzo politico delle sue capacità tecniche in campo nucleare: vogliono mettere pressione sugli Stati Uniti perché vengano abolite le sanzioni che Trump ha fatto ripartire nel 2018”.
Pressioni per abolire le sanzioni
Proprio in questi giorni gli Usa con Joe Biden e l’Iran con un intervento dell’ayatollah Ali Khamenei si sono scambiati messaggi che al momento sono ancora inconciliabili. Biden ha detto che gli Usa sono pronti a tornare al tavolo negoziale del JCPOA se però gli iraniani cessano tutte le violazioni dell’accordo che sono state effettuate di recente dagli iraniani.
Khamenei ha invece sostenuto che è l’America a dover fare il primo passo, essendo stata l’amministrazione Trump ad abbandonarlo: “Dovete rimuovere tutte le sanzioni economiche che ci penalizzano e poi noi torneremo a discutere di JCPOA”, ha detto la guida suprema iraniana”.
L'assassinio dello scienziato iraniano
Fra l’altro il 1° dicembre, dopo l’assassinio in Iran di uno scienziato nucleare (omicidio attribuito ai servizi israeliani), il Parlamento iraniano ha votato una legge che impone al governo delle misure progressive, come l’espulsione degli ispettori della Aiea e lo sviluppo di nuove capacità tecnologiche nel processo di produzione di materiali nucleari. La legge prevedeva anche dettagliatamente che entro 5 mesi il paese passasse proprio alla produzione di uranio metallico.