Esteri

"Vacanze sì, vacanze no", l'ultimo psicodramma da Covid dei politici inglesi

(afp)
Boris Johnson le ha sconsigliate fino a nuovo ordine, ma il ministro della Salute in una video call divenuta virale annuncia trionfante di aver già prenotato un soggiorno estivo. E la discussione dilaga ovunque
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LONDRA- Nel Regno Unito è in corso un dibattito nazionale, o un piccolo psicodramma. “Possiamo andare in vacanza quest’estate?”. La domanda da un milione di sterline è ormai posta quotidianamente dai tabloid e dai media in genere, il che scatena reazioni e confusioni di ogni sorta. L’ultima ieri sera.

Proprio mentre il primo ministro britannico Boris Johnson ripeteva alla nazione in una conferenza stampa in diretta sulla Bbc che “bisogna avere pazienza nella prenotazione delle vacanze, non sappiamo a che punto saremo in estate, seguiamo la situazione passo passo”, il ministro della Sanità Matt Hancock rivelava in una videocall con i deputati conservatori (subito diventata virale) che lui ha già prenotato un cottage in Cornovaglia per quest’estate. Mentre due giorni fa il ministro dei Trasporti Grant Shapps era stato molto più pessimista, accennando a restrizioni in atto possibilmente fino all’autunno 2021, facendo infuriare compagnie aeree e agenzie di viaggio.

 

Lockdown totale

 

Dunque che fare? L'incertezza inquieta i britannici, che in genere sono abituati a prenotare le vacanze estive sin dal dicembre o gennaio precedenti, soprattutto per risparmiare qualche centinaio di sterline. E nonostante una gravissima pandemia di Covid in corso, in Regno Unito il tema vacanze è in cima alla lista dell’immaginario collettivo e dei dibattiti su giornali e tv. La discussione pubblica agli occhi degli stranieri può risultare surreale, visto che negli altri Paesi raramente viene toccato questo argomento nel bel mezzo della seconda ondata e di lockdown più o meno diffusi - nel Regno Unito è in corso un lockdown totale dal 3 gennaio e durerà forse fino a Pasqua, vista la gravità della crisi da Coronavirus. 
 

Messaggi contrastanti

 
Ma è anche vero che il pubblico è confuso dai messaggi contrastanti dati dai più alti esponenti del governo. In tanti, almeno a leggere le reazioni su Twitter, sono stanchi del lockdown e considerano le vacanze un modo per guardare con speranza verso il futuro. Molti altri hanno parenti e familiari lontano o all’estero e non vedono l’ora di rivederli dopo tanti mesi di restrizioni e movimenti limitati (in questo momento è tecnicamente “illegale” spostarsi nel Regno Unito, all’interno o all’estero). 
 
Ma è anche vero che il governo, al di là dei messaggi disordinati e contraddittori che manda, altro non può fare che invitare alla calma e alla pazienza, perché, nonostante il ritmo delle vaccinazioni  viaggi a tempi di record (già quasi 14 milioni di inoculazioni e tutta la popolazione adulta immunizzata si spera in maggio), ci sono ancora moltissime incognite, come le varianti del virus, soprattutto quella sudafricana e ora una simile e temuta tra Bristol e Manchester. Inoltre, è stato appena approvato il blocco dei viaggi, la nuove durissime norme per chi arriva dall’estero e dai Paesi nella “lista nera” del Covid che prevedono fino a 10 anni di carcere per chi sgarra  e quindi un’estrema accortezza per non rovinare tutto dopo gli immani sforzi delle autorità e dei residenti britannici. 
 
Insomma, bisogna aspettare per capire quello che si potrà fare in estate, ripete Johnson. Il 2020, anche per le restrizioni in atto, fu soprattutto l’anno delle “staycation”, ossia delle vacanze in patria e non in Spagna, Grecia o Italia amate dagli inglesi, che diedero molto sostegno all’economia turistica locale.
 
Quest’anno potrebbe essere lo stesso, se sarà problematico o impossibile andare all’estero. Di certo, al ritorno, ci sarà una terza vaccinazione anti Covid per i residenti nel Regno Unito. Ieri sera, in conferenza stampa, il primo ministro lo ha fatto intendere chiaramente: “È molto probabile, e dovremo abituarci a vaccinarci regolarmente contro il Covid, perché il virus muta continuamente”.