Esteri

New York, libera la finta ereditiera Anna Sorokin

Anna Sorokin 
La ragazza si era spacciata per anni per l'erede di un impero finanziario, inserendosi nei circoli più esclusivi della grande mela. Poi la scoperta e il carcere. Dalla sua storia, presto una serie Netflix
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NEW YORK  - La finta ereditiera Anna Sorokin, alias Anna Delvey, non era nata ricca ma era nata per sembrarlo. La donna fatale che per anni ha truffato uomini d’affari e amici, spacciandosi a New York come un’ereditiera tedesca seduta su una montagna di dollari, è stata scarcerata per buona condotta dall’Albion Correction Facility dopo meno di due anni da una condanna che poteva tenerla in carcere fino a un massimo di dodici. Ma Sorokin, 30 anni, non ha perso tempo per riconquistare la scena. Ad attenderla c’erano i 75 mila follower su Instagram, ai quali ha confessato alle 4 di mattina: “La prigione è così stressante, non potete immaginare”.

 

Sorokin ha postato anche una sua foto, in bianco e nero, occhiali da sole, avvolta tra le lenzuola del letto. L’account è ‘theannadelvey’, nome utilizzato nella sua migliore e peggiore interpretazione andata in scena per quattro anni a Manhattan. Poi ha postato la foto di Sharon Stone nella famosa scena delle gambe accavallate di ‘Basic instinct”, e la frase: “Pleading the fifth”, mi appello al Quinto emendamento, classica frase dei film d’azione e legal thriller per indicare i diritto a non parlare. La localizzazione dei post indica Manhattan, dove la ragazza starebbe in questi giorni, ospite di amici in attesa di essere rispedita in Germania da dove era partita.

Ma difficilmente uscirà dai riflettori. Netflix ha comprato i diritti della storia, versando 320 mila dollari, dei quali 200 mila l’”ereditiera” ha utilizzato per coprire i debiti accumulati in questi anni. Nell’audizione del 6 ottobre la donna aveva chiesto scusa a tutti, dicendo di “vergognarsi profondamente”, ma molti sono convinti che il vero rimpianto sia per come è finita, prima del grande colpo: un prestito di 22 milioni di dollari per lanciare un club esclusivo a Manhattan. Sorokin viveva in suite, indossava abiti firmati e passava da un party all’altro. In realtà era un’immigrata russa cresciuta in Germania, figlia del direttore di una compagnia di trasporti fallita, senza un soldo, ma in grado di spillare a un contabile di banca un prestito da centomila dollari.

 

A renderla testarda, aveva spiegato durante il processo nel 2019, a cui si era presentata in abito scuro e occhiali Céline, era la “perenne assenza di soldi”. “Avevo la rabbia della fame”, erano state le cinque parole chiave. A 19 anni, Sorokin aveva lasciato casa per studiare moda a Parigi. Qui aveva deciso di farsi chiamare Anna Delvey e posato per un magazine di moda. Ma con 400 euro al mese era dura, così aveva maturato la scelta per il grande salto: andare a New York e conquistare il jet set. L’occasione fu la Fashion Week nell’estate 2013. La ragazza, che allora aveva 22 anni, cominciò a passare da una boutique all’altra, elargendo mance da cento dollari e pagando conti sulla parola, con bonifici mai materializzati. Organizzava cene costose, si allenava con il personal trainer, vestiva Gucci e Yves Saint Laurent. Tra i nuovi amici il proprietario di hotel André Balazs e Gabriel, figlio dell’archistar Santiago Calatrava. Tornata in Germania nel 2017, Sorokin aveva creato con il photoshop quattro dichiarazioni false di banche che garantivano sul suo patrimonio, come ereditiera di un fondo finanziario. Di ritorno a New York, la donna aveva usato i documenti per ottenere, inutilmente, un prestito da 20 milioni. Poco dopo, tre conti da migliaia di dollari non pagati, in due hotel e un ristorante, le sono costati gli arresti e la fine della recita.

 

Dopo aver vissuto anche in cella d’isolamento, Sorokin lascerà la Grande Mela ma non resterà a lungo in Germania. Vorrebbe andare a Londra. Rivivremo la sua storia su Netflix con la serie “Inventing Anna”, e forse non per poco. Due anni fa la finta ereditiera aveva confessato a un giornalista: “Potrei rifarlo? Sì, probabilmente è così”. In quel caso, Netflix potrà proporre anche la seconda stagione