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Myanmar, l'esercito ordina l'arresto dei leader della protesta

(ansa)
La giunta militare sospende le garanzie contro le detenzioni arbitrarie mentre nel Paese continuano le proteste contro il golpe. Le nuove regole prevedono per i sospettati il carcere fino a due anni senza processo
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YANGON - La giunta militare che ha preso il potere in Myanmar con un colpo di Stato ha sospeso le leggi che impediscono alle forze di sicurezza di detenere sospetti o di perquisire proprietà private senza l'approvazione del tribunale e ha ordinato l'arresto dei sostenitori più noti delle proteste.

 

 

L'annuncio è arrivato nell'ottavo giorno di manifestazioni contro il colpo di Stato e la detenzione dell'ex leader dell'opposizione, la premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, il 1 ° febbraio: una mossa con cui l'esercito ha bloccato il processo di transizione verso la democrazia iniziato nel 2011.

Una dichiarazione firmata dal capo militare, il generale Min Aung Hlaing, ha ordinato la sospensione di tre sezioni delle leggi "che proteggono la privacy e la sicurezza dei cittadini", introdotte quando fu insediato il governo di transizione democratica nel 2011 dopo quasi 40 anni di dittatura militare.

La giunta in una nota fa sapere che nella lista delle persone da arrestare ci sono almeno sette personaggi di alto rango che si oppongono pubblicamente al governo militare  minacciando chiunque dia loro rifugio. La nuova legge a cui gli ordini di arresto farebbero riferimento prevede fino a due anni di detenzione senza processo per gli autori di commenti che possano "minacciare la tranquillità". La sospensione della legge di garanzia consente inoltre alle autorità di spiare tutte le comunicazioni.

 

Nella lista figura anche Min Ko Naning, 58 anni, uno dei leader della disobbedienza civile durante la precedente dittatura militare, che trascorse in carcere molti degli anni fra il 1988 e il 2012.