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"Ridate voce a Klubradio", la Ue contro l'Ungheria

(ansa)
La Commissione scende in campo a fianco dell'emittente indipendente silenziata dal governo del premier illiberale Orban: "Budapest deve rispettare la libertà di espressione, informazione e impresa"
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BRUXELLES. L’Europa scende in campo al fianco di Klubradio, l’ultima emittente indipendente ungherese silenziata proprio a mezzanotte dal premier Viktor Orbàn, teorico della democrazia illiberale. L’autocrate di Budapest è da anni nel mirino dell’Unione, che contro il suo Paese ha aperto la procedura prevista dall’articolo 7 del Trattato che prevede dure sanzioni in caso di violazioni dei diritti fondamentali tuttavia senza andare alla condanna – per la quale è richiesta l’unanimità dei paesi Ue in una votazione cui non partecipa il governo nel mirino - visto che Polonia e Ungheria si difendono a vicenda dalle accuse delle istituzioni e degli altri governi europei. 

BRUXELLES. L’Europa scende in campo al fianco di Klubradio, l’ultima emittente indipendente ungherese silenziata proprio a mezzanotte dal premier Viktor Orbàn, teorico della democrazia illiberale. L’autocrate di Budapest è da anni nel mirino dell’Unione, che contro il suo Paese ha aperto la procedura prevista dall’articolo 7 del Trattato che prevede dure sanzioni in caso di violazioni dei diritti fondamentali tuttavia senza andare alla condanna – per la quale è richiesta l’unanimità dei paesi Ue in una votazione cui non partecipa il governo nel mirino - visto che Polonia e Ungheria si difendono a vicenda dalle accuse delle istituzioni e degli altri governi europei. 

La lettera

Di fronte all’ennesimo caso di violazione giudicata palese dei diritti, oggi la Commissione europea ha scritto una lettera al governo ungherese nella quale ha chiesto di consentire all’emittente di riprendere le trasmissioni. "Quando l'Ungheria applica le norme Ue sulle frequenze dovrebbe rispettare la carta dei diritti fondamentali, che includono la libertà di espressione, informazione e di impresa", ha detto Christian Wigand, portavoce dell’esecutivo comunitario. La Commissione – ha aggiunto - ha chiesto "via lettera" che le frequenze sospese "con motivazioni giuridiche molto discutibili possano continuare a essere utilizzate", evitando "danni irreparabili al proprietario”. Bruxelles si è anche detta “seriamente preoccupata dal caso”. 

 

L'Inno alla Gioia

 

Klubradio ha interrotto le trasmissioni proprio allo scoccare della mezzanotte e questa mattina la frequenza analogica 92,9 è rimasta muta. Andras Arato, direttore e proprietario dell'emittente, non si è però dato per vinto e ha iniziato a trasmettere sulla piattaforma internet mandando in onda l'Inno alla Gioia, l'inno ufficiale dell'Unione europea. Poco prima di cessare le attività via etere, Arato ha salutato gli ascoltatori esprimendo la sua rabbia contro Orbàn e la redazione ha scandito con un conto alla rovescia gli ultimi secondi di vita delle trasmissioni sul canale consueto. Poi il silenzio.

In Ungheria la legge prevede che le autorità controllino l'uso delle frequenze e i contenuti dei media. Il motivo formale della revoca della licenza a Klubradio, che ha visto respinto il suo ricorso dalla Corte di giustizia di Budapest, è che non aveva notificato in tempo i contenuti trasmessi. Tesi che la Ue ha appunto definito “discutibile”.