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Il premier Mario Draghi (ansa)

Fiducia al governo Draghi: il nuovo premier da banchiere a leader politico parlando di emozioni

Da anni lo insegue la nomea infondata dell'uomo di ghiaccio, che non perde mai la calma, che non porta mai il cappotto. Ma nel discorso al Senato, l'ex numero uno della Bce non ha tralasciato nulla, neanche i sentimenti
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Da anni lo insegue la nomea infondata dell'uomo di ghiaccio, che non perde mai la calma, che non porta mai il cappotto. Lo hanno descritto come l'über-pragmatico, l'"americano" che stroncava con ironia le ossessioni nordiche: "angst", "paura", le bollò. Per anni, Draghi è stato capace di incantare i mercati con poche parole. Per salvare l'euro gliene sono bastate tre, altrettante per descrivere di recente le perfette qualità del servitore dello Stato: "Coraggio, umiltà, conoscenza".

Il discorso di ieri, Draghi se l'è scritto quasi interamente da solo. E non ha tralasciato nulla. Neanche i sentimenti, pericolosi per un banchiere centrale, essenziali per un politico che deve mantenere l'unità in un Paese che sta riemergendo dalla peste del secolo. "Non vi è mai stato", ha scandito, "un momento di emozione così intensa e di responsabilità cos…
Da anni lo insegue la nomea infondata dell'uomo di ghiaccio, che non perde mai la calma, che non porta mai il cappotto. Lo hanno descritto come l'über-pragmatico, l'"americano" che stroncava con ironia le ossessioni nordiche: "angst", "paura", le bollò. Per anni, Draghi è stato capace di incantare i mercati con poche parole. Per salvare l'euro gliene sono bastate tre, altrettante per descrivere di recente le perfette qualità del servitore dello Stato: "Coraggio, umiltà, conoscenza".

Il discorso di ieri, Draghi se l'è scritto quasi interamente da solo. E non ha tralasciato nulla. Neanche i sentimenti, pericolosi per un banchiere centrale, essenziali per un politico che deve mantenere l'unità in un Paese che sta riemergendo dalla peste del secolo. "Non vi è mai stato", ha scandito, "un momento di emozione così intensa e di responsabilità così ampia". Mentre di emozioni intense, Draghi ne ha regalate parecchie. Ad esempio quando disse a Jackson Hole - eresia per un banchiere centrale - che i Paesi che potevano permetterselo, dovevano spendere. O quando di recente parlò di debito "buono" e "cattivo".

I suoi incisi misurati, la cura per i dati e le parole affilate hanno a lungo mosso i destini dell'Europa. Quando arrivò in Banca d'Italia, Draghi seppellì la tradizione dei banchieri centrali dal linguaggio oscuro. Ieri ha seppellito quella dei premier distratti sui cambiamenti climatici e sulle donne. Soprattutto, Draghi è stato cristallino sul dafarsi. Quando riaccenderemo la luce, ha detto, l'Italia non sarà più la stessa e non tutto potrà essere salvato. Ma affrontando i nodi prioritari, le sue ossessioni di sempre - le diseguaglianze, i giovani, le politiche pro-crescita - il nostro Paese potrà rinascere in una luce migliore.