Afghanistan, bomba contro due docenti universitari
di Giampaolo Cadalanu , di Giampaolo CadalanuTutti i cittadini sono pericolosi, per i fanatici: chiunque sia in grado di sostenere la propria opinione, chiunque contesti la lettura dogmatica dell’islam e le prevaricazioni, chiunque possa un domani far parte di una classe dirigente legata allo stato di diritto e non al fondamentalismo. E dunque in Afghanistan il massacro della società civile non si ferma: oggi è toccato a Mubashir Muslimyar, docente di diritto islamico all’università di Kabul, restare straziato fra i rottami della propria auto, quando una bomba artigianale attaccata con un magnete al pianale della macchina è esplosa, uccidendo anche un altro docente di cui per ora non si conosce il nome.
Non è ben chiaro se al docente assassinato venisse rimproverata qualche specifica lettura meno ortodossa delle Scritture, o magari la condanna di pratiche integraliste come l’attacco suicida, che una grande fetta di studiosi trova inaccettabile. Quello che invece è evid…
Tutti i cittadini sono pericolosi, per i fanatici: chiunque sia in grado di sostenere la propria opinione, chiunque contesti la lettura dogmatica dell’islam e le prevaricazioni, chiunque possa un domani far parte di una classe dirigente legata allo stato di diritto e non al fondamentalismo. E dunque in Afghanistan il massacro della società civile non si ferma: oggi è toccato a Mubashir Muslimyar, docente di diritto islamico all’università di Kabul, restare straziato fra i rottami della propria auto, quando una bomba artigianale attaccata con un magnete al pianale della macchina è esplosa, uccidendo anche un altro docente di cui per ora non si conosce il nome.
Non è ben chiaro se al docente assassinato venisse rimproverata qualche specifica lettura meno ortodossa delle Scritture, o magari la condanna di pratiche integraliste come l’attacco suicida, che una grande fetta di studiosi trova inaccettabile. Quello che invece è evidente, è la strategia dei Talebani: spazzar via un’intera classe politica, quel nucleo di borghesia colta, di professionisti, di giornalisti, di alti funzionari legati a un’idea di Stato che solo in parte corrisponde ai progetti di Emirato più volte messi sulla carta dagli “studenti coranici”.