Esteri

Le ossessioni della figlia di Kubrick: No Vax, complottista e antisemita

Il profilo twitter di Vivian Kubrick 
Come uno dei personaggi "al limite" della filmografia del padre, Vivian diffonde ai suoi 21 mila follower su Twitter teorie cospirazioniste. Sostenitrice di Trump, ha dato il suo sostegno pubblico ai gruppi di estrema destra Proud Boys e Boogaloo Bois
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NEW YORK - Se, come dicono in America, i frutti non cadono mai lontano dall’albero, la figlia di Stanley Kubrick non si è mai allontanata dal set di Shining. A 60 anni, Vivian Kubrick è diventata una delle esponenti della paranoia occidentale raccontata dal padre attraverso la vita di molti personaggi, tra cui il Jack Torrance di Shining, interpretato da Jack Nicholson: la regista e compositrice nata a Los Angeles è accusata di aver diffuso teorie complottiste anti-semite, rilanciato propaganda novax e teorie QAnon, e appoggiato gruppi suprematisti dell’ultra destra.

All’inizio di febbraio ha definito Bill Gates “bioterrorista”, la pandemia una “bufala” e accusato l’elite del “Nuovo Ordine Mondiale”, di cui fa parte ovviamente il miliardario filantropo George Soros, di “voler controllare il mondo” e le multinazionali di voler distruggere l’economia per ottenere il “controllo totale sugli esseri umani”.

La sindrome postmoderna della contestazione delle verità ufficiali qui ha trovato un terreno fertile, e forse inevitabile: il padre di Vivian è stato uno dei più grandi registi nel raccontare il fascino dell’intrigo, il mistero del complottismo, dalla cospirazione del dottor Stranamore alla pericolosa setta sessuale di Eyes wide shut.

Ogni film del maestro americano ha moltiplicato le teorie cospirazioniste, al punto che la grande svolta paranoica della figlia è nata proprio dalla madre di tutti i complotti: lo sbarco sulla Luna nel ’69. I predecessori dei ‘terrapiattisti’, secondo i quali la terra non sarebbe sferica, sostengono che l’allunaggio dell’Apollo 11 non sarebbe mai avvenuto, ma sarebbe stata tutta una montatura, girata su un set sotto la sapiente mano di Kubrick, che un anno prima aveva diretto 2001: odissea nello spazio.

Lì anche la figlia si era ribellata: “Ci sono tante teorie cospirazioniste che girano negli ultimi tempi: l’atterraggio sulla Luna filmato da mio padre? Io davvero non capisco”, aveva scritto su Twitter nel luglio 2016. Il commento era arrivato come un’epifania per la famiglia, da cui Vivian si era staccata per abbracciare la chiesa di Scientology.

Nel 2009 la donna non aveva partecipato al funerale della sorella, Anya, perché si considerava “disconnessa” dai parenti, dopo la morte del padre, avvenuta nel ‘99. Secondo il Guardian, la madre, e vedova del regista, Christiane Kubrick, l’aveva definita “persa”.

In realtà, l’indignazione verso il complottismo nei riguardi del padre, come racconta The Daily Beast, ha finito per accelerarne la conversione, diventata ossessione quotidiana. Oltre a postare messaggi in cui definisce Donald Trump il “miglior presidente di sempre”, Vivian Kubrick ha paragonato la distribuzione del vaccino agli esperimenti nazisti sulla sterilizzazione degli ebrei e le maschere uno strumento per controllare le nostre menti.

I post, scritti per i suoi oltre 21 mila follower su Twitter, si alternano a messaggi controversi, in cui la figlia del regista passa dall’usare il termine "Globalist’", epiteto vagamente hitleriano per identificare le aspirazioni di dominio mondiale degli ebrei, a critiche verso chi ha "pregiudizi antisemiti", salvo poi liquidare come "ebrei sfortunati" le vittime dell’Olocausto ma inondare la rete di hashtag tipo #Christian #Jews #Muslims per lanciare segnali di pacificazione globale.

Vivian ha dato sostegno pubblico ai gruppi di estrema destra dei Proud Boys e dei Boogaloo Bois, scrivendo: “Leggo tante cose negative sul loro conto, ma ho dato un’occhiata e devo dire che il novanta per cento degli americani condivide le loro idee”.

Per poi aggiungere: “I Proud Boys hanno diritto a esistere come qualsiasi altro gruppo Lgbtq”, concludendo che alla fine anche il padre, “cresciuto nel Bronx”, avrebbe condiviso l’entusiasmo della figlia per il gruppo terrorista. E qui si aprirebbe un altro capitolo.