Altro colpo di spugna da parte del presidente americano Joe Biden nei confronti delle misure adottate dal suo predecessore Donald Trump. Si tratta di provvedimenti che coprono un ampio spettro di materie. In tutto sono sette ordini esecutivi che vennero emanati dall'ex leader Usa. Si tratta, spiega lo stesso presidente degli Stati Uniti nella dichiarazione riportata sul sito della Casa Bianca, di disposizioni relative anche ai tagli di trasferimenti alle città dove si sono registrate le manifestazioni Black Lives Matter, o quelle sull'architettura degli edifici federali o, ancora, le limitazioni sui visti come forma di protezione dell'economia Usa.
Lo scorso anno Trump aveva imposto una serie di restrizioni all'ottenimento della "green card", il documento necessario per lavorare negli Stati Uniti. Il suo obiettivo dichiarato era di proteggere i lavoratori statunitensi dalla disoccupazione generata dalla pandemia di coronavirus. Il nuovo presidente democratico ha invece spiegato che la misura impediva alle famiglie di riunirsi e che danneggiava gli affari negli Usa. Del resto, sin dall'inizio Biden aveva dichiarato di volersi impegnare per contrastare le politiche sui migranti impostate dal suo predecessore.
Un altro provvedimento cancellato da Biden riguarda il taglio di risorse destinate a città che Trump definì "anarchiche" perché teatro di proteste dopo l'uccisione di George Floyd da parte di alcuni poliziotti di Minneapolis. Il dipartimento di Giustizia aveva messo nel mirino New York, Portland e Seattle e le tre metropoli furono costrette a fare causa pur di non vedersi ridotti i fondi in arrivo da Wahsington.
Da quando si è insediato, Joe Biden ha cancellato dozzine di provvedimenti di Trump e ne ha emanati a sua volta, proprio con l'obiettivo di ribaltare le politiche messe in atto dal tycoon nell'arco del suo mandato.