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Il record di Ofelia, 20 anni: la più giovane parlamentare dell'America Latina

Ofelia Fernandez (Wikimedia) 
Ha conquistato le ultime legislative in Argentina tre mesi fa. Peronista di sinistra, è una fan del "Trono di spade" e del pop coreano. Fa parte di una nuova generazione che dal Perù alla Colombia è tornata in piazza per cambiare il futuro del continente
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La più giovane deputata dell’America Latina si chiama Ofelia Fernández e ha 20 anni. Tre mesi fa il Parlamento argentino le ha aperto le porte e le ha assegnato lo scranno che ha conquistato alle ultime legislative. Ci puntava, ci ha creduto ed è stata premiata dall’elettorato. El Pais l’ha rintracciata e la racconta in un servizio apparso nel suo inserto domenicale. Non solo perché rappresenta un caso, visto che in tutto il Continente non esistono deputati così giovani ma perché è quasi un corpo estraneo dentro un emiciclo che tarda a rinnovarsi. Per età e per idee. 

Il suo impatto lo ha dimostrato. La prima volta che ha varcato l’ingresso è stata accolta da un collega molto più anziano che le ha accarezzato la testa in segno di affetto e anche un po’ di tenerezza. Ofelia è scattata: “Non sono un cagnolino”. Poi ha tirato dritto dentro l’aula alla ricerca del suo banco.

“Ripetevo a me stessa, guardando di fronte, Incontra il tuo Daenerys. Avevo bisogno di controllarmi e di mantenere la calma”, ricorda. Come la sua eroina, la protagonista del Trono di Spade, la celebre saga che ha fatto breccia in decine di milioni di appassionati e fan.

Quello è il suo mondo. Con i suoi personaggi che animano i giochi legati alla serie. Così come le figure del pop coreano che decorano il suo appartamento. Elementi fondamentali del suo modo di pensare, agire, di vedere la vita e di applicarli alla politica. Una distanza siderale, se si pensa, alle liturgie di un Parlamento, alle alleanze e le spaccature, agli intrighi e le bugie che le compongono. Anzi: le rendono possibili.

Figlia di un musicista e di una impiegata in un ufficio di cambio, Ofelia eccelleva a scuola. Era la prima, in tutto. E forse anche per questo impegnata sin dai primi anni del ginnasio. I suoi non si interessavano di politica. Ma i loro genitori, i nonni della giovanissima deputata, facevano parte della Guardia di Ferro, la formazione clandestina che manteneva vivo il peronismo durante il Grande Divieto e dell’esilio del mito argentino.

Peronismo dell’ala conservatrice. Una posizione che si respirava in casa. Per reazione e convinzione, questa ragazza che oggi ha 20 anni compiuti in aprile, ha scelto la sponda opposta. Peronista anche lei ma di sinistra. Sinistra radicale. Che esternò subito nelle assemblee infuocate del liceo, nelle occupazioni, nelle elaborazioni di volantini, testi, opuscoli, sit in e manifestazioni che si concludevano spesso con scontri e battaglie campali per tutta Buenos Aires.

“Ero spaventata”, ammette alla collega del Pais che è andata a trovarla a casa. “Mi sentivo paralizzata quando presi la parola in assemblea davanti a 3-400 persone che mi fissavano in silenzio. Avevo solo 14 anni ma mi facevo coraggio e riuscivo a entrare nelle loro teste”.

Era leader. Per formazione e predisposizione. Con i suoi compagni di scuola organizza una radio. Intervista l’avvocato Juan Grabois, simbolo della sinistra peronista e terrore dell’Argentina conservatrice. Con lui parlano di diritti, di lotte femministe, di tutela delle minoranze e dei minorenni.  Di democrazia. “Grabois ci guardava diffidente. Ma ascoltava”, ricorda ancora emozionata, “e rispondeva. Ci accolse nel suo cenacolo di scrittori e intellettuali”. 

Ma il destino è beffardo e pieno di sorprese. L’avvocato la sostenne nella campagna elettorale che affrontavano entrambi. Lui non venne eletto, Ofelia invece trionfò e guadagnò il suo seggio nella legislatura per la Città Autonoma di Buenos Aires.

Si tinse i capelli di biondo e il giorno dell’insediamento si presentò con un vestito rosso fuoco. “Giuro per la mia generazione e per tutta l’America Latina”, disse. Segue l’iscrizione a Sociologia che però non frequenta con l’impegno che vorrebbe. Si è concentrata sulla campagna per l’aborto anche questo conquistato dopo decenni di sconfitte. 

Si dedica a tempo pieno al suo nuovo lavoro da parlamentare e solo la sera si mette sui libri. “Ma spesso sono stravolta dalla stanchezza”, ammette, “e finisco per crollare sul letto”. Si occupa anche di teatro che ha ripreso solo da poco. “Una distrazione importante e un arricchimento per i miei interventi in aula e nelle commissioni”, spiega con il linguaggio da esperta militante misto a quello della nuovissima generazione. 

Ofelia Fernández è figlia del nuovo secolo, è nata nel 2000. Fa parte di quella fetta di ragazze e ragazzi che sono tornati nelle piazze per riprendersi in mano la loro vita. In Argentina sono riusciti a conquistare obiettivi che i loro fratelli e sorelle maggiori avevano smarrito. In Perú hanno scosso un paese prigioniero della corruzione e fatto cambiare tre presidenti in due settimane.

In Colombia assediano un governo incapace di rinunciare alla violenza che ha segnato la storia dell’ultimo mezzo secolo. In Cile hanno messo in ginocchio un esecutivo scontrandosi per sei mesi con polizia e carabineiros. Sono decisi, chiari, convinti. Con Ofelia entrano nel Tempio della politica.

La prima di una stirpe che cambierà il futuro dell’America Latina.