TOKYO - Un aereo con a bordo due americani accusati di aver aiutato Carlos Ghosn a fuggire dal Giappone alla fine del 2019, dove l'ex capo dell'alleanza Renault-Nissan doveva essere processato per presunta appropriazione indebita finanziaria, è atterrato a Tokyo martedì.
L'ex membro delle forze speciali americane convertito in sicurezza privata Michael Taylor e suo figlio Peter sono stati arrestati nel maggio 2020 vicino a Boston (nord-est degli Stati Uniti) dalla giustizia americana con un mandato di cattura giapponese, e lunedì sono stati estradati dagli Stati Uniti. Taylor era stato il cervello della spettacolare fuga che aveva portato Ghosn in Libano dal Giappone nascosto in una cassa di strumenti musicali alla fine del 2019.
Già nei giorni scorsi un tribunale di Istanbul aveva condannato tre cittadini turchi a 4 anni e 2 mesi di detenzione e al pagamento di 31.240 lire turche di multa (circa 3.500 euro) per aver favorito la rocambolesca fuga attraverso la metropoli sul Bosforo.
I giudici hanno ritenuto colpevoli di "traffico di migranti" Okan Kosemen, dipendente della società privata di noleggio di jet Mng, che ha messo a disposizione di Taylor gli aerei, ricevendo in cambio oltre 250 mila euro, e i due piloti Noyan Pasin e Bahri Kutlu Somek, che erano al comando del volo da Osaka a Istanbul in cui si trovava Ghosn, che viaggiò nascosto "in una grande custodia per strumenti musicali" cui erano stati praticati "70 buchi per favorire la respirazione". Dopo l'atterraggio all'aeroporto Ataturk, il manager venne trasferito su un altro aereo diretto a Beirut. Secondo i giudici, Kosemen fu reclutato da Taylor.