Un sistema "a punti" per mettere sotto osservazione chi diffonde disinformazione sul Covid-19 ed eventualmente bandirlo definitivamente dalla piattaforma. Twitter ha annunciato un passo deciso nella lotta al dilagare di notizie false su tamponi, infezioni e ora soprattutto sui vaccini, fino ad arrivare a eliminare permanentemente gli account che si dimostrano recidivi. Cinque "passi falsi", e sei fuori, annuncia un post sul blog del social di San Francisco, completato dalle nuove linee guida sulle "policy sulla disinformazione medica". "Riteniamo che il sistema a punti aiuterà a educare il pubblico sulle nostre politiche", si legge in una nota dell'azienda diffusa lunedì, "e a ridurre ulteriormente la diffusione di notizie potenzialmente dannose su Twitter, in particolare per quanto riguarda infrazioni più volte oggetto di moderazione e in grave violazione delle nostre regole".
Da quando sono state introdotte le linee guida sul Covid19, Twitter ha rimosso 8400 tweet e cominciato a monitorare oltre 11 milioni di account in tutto il mondo. L'azione è decisa ed è dettata da un'emergenza che il social sta verificando sul campo: "Stiamo osservando l'emergere di teorie del complotto persistenti, di allarmismo infondato nei confronti della ricerca scientifica o del giornalismo credibile, e di una vasta gamma di affermazioni orecchiate e prive di fondamento che, se lasciate prive di un contesto, possono impedire al pubblico di compiere scelte informate circa la propria salute, e mettere in pericolo individui, famiglie e comunità".
Il sistema è progressivo: un "punto" (strike) mette l'account sotto osservazione senza conseguenze. Due strike portano a una sospensione di 12 ore dell'account; tre strike altre 12 ore di blocco; quattro strike una sospensione di sette giorni; cinque o più strike decretano la sospensione permanente. Ad applicare i punteggi saranno in una prima fase dei dipendenti umani di Twitter, anche se il social pensa di applicare anche una forma di controllo automatico.
Ma quali saranno i contenuti passibili di punizione? Twitter spiega che si tratterà di informazioni "fuorvianti sulla natura del virus Covid-19", sulla "efficacia e/o sicurezza delle misure di prevenzione, dei trattamenti, o di altre precauzioni utili a mitigare o a combattere la malattia; sulle misure e restrizioni delle autorità; sulla prevalenza del virus o sul rischio di infezione o morte legati al Covid-19". Inoltre, "potremmo etichettare i tweet che condividono disinformazione sul virus per ridurne la diffusione e fornire un contesto". E fanno alcuni esempi: le teorie del complotto che attribuiscono a presunte lobby globali la diffusione deliberata del virus e l'imposizione forzata dei vaccini. O ancora, le false notizie circa la non contagiosità degli asintomatici, o la pericolosità del virus in ambienti chiusi. O le mille false diagnosi e presunti auto test per capire se si è malati, contagiosi o guariti.
Il sistema "a punti" di Twitter (che pure non è il social più colpito da questo fenomeno, almeno se paragonato a Youtube, Tik Tok o Facebook) è un primo passo, anche se la disinformazione sulla pandemia è globale quanto la pandemia stessa, e altrettanto rapida nella sua diffusione.