Esteri

Boom di risse tra giovani a Parigi: il lockdown porta il disagio anche nei quartieri chic

Il presidente francese Emmanuel Macron (reuters)
L'esplosione della violenza tra i più giovani è legata, secondo molti esperti, all'effetto combinato delle restrizioni e del quasi azzeramento della vita sociale sotto pandemia. In Francia il coprifuoco è in vigore da ormai cinque mesi, situazione inedita dalla fine della seconda guerra mondiale. Appello del governo per trovare soluzioni
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PARIGI. L'ultima rissa è avvenuta nello chic sedicesimo arrondissement tra bande di giovani. Quattro giovani, tutti minorenni, sono rimasti feriti e la procura ha aperto un’inchiesta per tentativo di omicidio involontario. Le “battle” come dicono i ragazzi non avvengono più solo nelle calde banlieue, crescono in modo esponenziale anche nel centro della capitale. L'anno è cominciato con una rissa tra due clan rivali nel quale il giovane Yuriy è stato violentemente aggredito nel quartiere Beaugrenelle, non lontano dalla Tour Eiffel. Il video del suo pestaggio è diventato virale sui social network. La mamma del ragazzo ha implorato il governo: “Fate qualcosa per evitare che si ripeta”. Ma qualche settimana dopo, a pochi giorni di distanza, due ragazzi di 14 e 13 anni sono morti in un'aggressione. E poi di nuovo: altri tre giovani sono stati feriti, due di loro con coltellate, a Saint-Ouen, nord di Parigi. Lunedì, due adolescenti sono stati ricoverati in condizioni gravi dopo un scontro all'arma bianca a Champigny-sur-Marne. E ieri era la madre di Alisha, 14 anni, a chiedere giustizia per sua figlia, annegata nella Senna dopo essere uscita con altri due ragazzi. 

Effetto lockdown


L'esplosione della violenza tra i più giovani è legata, secondo molti esperti, all'effetto combinato del lockdown, delle restrizioni e del quasi azzeramento della vita sociale da quando è iniziata la pandemia. In Francia il coprifuoco è in vigore da ormai cinque mesi, situazione inedita dalla fine della seconda guerra mondiale. “Pensiamo soluzioni per prevenire nuove tragedie” è l'appello lanciato al governo e firmato da cittadini, genitori, professionisti dell’educazione, magistrati della giustizia minorile, insegnanti, assistenti sociali. Nel testo viene sottolineata in particolare "la mancanza di dialogo con i giovani e il declino della prevenzione specializzata sul campo”. La crisi del Covid pesa soprattutto sui giovani con conseguenze ora imprevedibili. Secondo le cifre del ministero dell'Interno, le risse nel 2020 sono aumentate a 357 rispetto a 288 nell'anno prima. E nei primi mesi del 2021 la tendenza si sta aggravando. 

 

Partnership tra varie istituzioni 


Più dell’80 per cento di feriti e vittime sono concentrati nell'Ile-de-France, la regione della capitale. “E' un fenomeno molto parigino che va di pari passo con l'abbandono scolastico e la mancanza di autorità dei genitori”, commenta il ministro dell'Interno Gérard Darmanin che ha chiesto un rapporto ai prefetti della regione. "Dobbiamo proteggere meglio i nostri figli" ha promesso il ministro della Giustizia, Eric Dupond-Moretti che insieme al collega dell'Interno deve preparare un piano speciale per lottare contro il fenomeno.

Per il Guardasigilli, la prima leva da mettere in atto è quella della "collaborazione" e delle "partnership" tra i vari interlocutori sul campo: procura, municipio, polizia e provveditorati. Un’altra misura è l’allontanamento, con decisione giudiziaria, di alcuni dei “capi” delle bande che attizzano la violenza. E mentre alcuni sindaci chiedono più forze dell’ordine nelle strade, le associazioni che mediano nei quartieri dicono che serve più dialogo e ascolto. E’ quello che sostiene Yazid Kherfi, fondatore di un'associazione che lavora nelle banlieue: "I giovani devono imparare a gestire i conflitti in modi diversi dalla violenza. Mancano di educazione alla non violenza" dice il mediatore, che viaggia nelle città per aiutare i comuni a prevenire la violenza urbana. Il governo dovrebbe presentare il piano con nuove misure entro un mese.