LONDRA. “Molto presto farò il vaccino e sarà quello di Oxford-AstraZeneca”. L’annuncio, Boris Johnson, lo ha fatto oggi il Parlamento. Perché lo scetticismo, che sia provato o meno, dell’Europa verso il vaccino anti Covid di Oxford-AstraZeneca si è propagato anche in Regno Unito. Qualche inglese già inizia a rinunciare alla sua vaccinazione. E allora il governo britannico e il Paese scendono in campo per placare dubbi e preoccupazioni.
Oggi anche il ministro della Sanità, Matt Hancock, ha scritto un editoriale netto e inequivocabile sul tabloid “Sun”, sottolineando come il vaccino inglese, somministrato nel Regno Unito già in 11 milioni di dosi ai suoi residenti, sia “sicuro al 100%. Voglio rassicurare tutti: non c’è alcun legame con casi di trombosi, né alcuna prova che possa causare queste patologie che purtroppo sono fenomeni naturali: secondo i nostri dati, casi di trombosi sono addirittura occorsi in misura inferiore tra i vaccinati rispetto alla media della popolazione prima della campagna di immunizzazione. E non lo dico solo io: lo dice l’agenzia del farmaco inglese Mhra, lo dice la stessa Ema, lo conferma l’Organizzazione Mondiale per la Sanità. Quindi vi dico: non rifiutate il vaccino, e assumetelo in tutta sicurezza. Siamo sulla buona strada per tornare alla normalità”.
Ma lo sforzo nazionale è tale che, nelle stesse ore, anche Camilla, la Duchessa di Cornovaglia e consorte del principe ereditario Carlo, ha rivelato pubblicamente di aver ricevuto proprio il vaccino di Oxford-AstraZeneca qualche settimana fa. Anche i quotidiani britannici hanno deciso chiaramente da che parte stare: se il conservatore e brexiter "Daily Telegraph" oggi apre in prima pagina, con un pizzico di schadenfreude, sulle "liti tra i leader Ue" sul vaccino di Oxford, il più moderato (ed europeista) "Financial Times", in un editoriale della direzione, critica le esitazioni dell’Unione Europea sulla somministrazione: “Le paure sugli effetti collaterali non devono mettere a repentaglio la campagna vaccinale nella Ue. Oltre ai rischi, le autorità sanitarie devono considerare i grandi benefici dei vaccini”.
Intanto, mentre l’Europa è sempre più ingolfata, il Regno Unito continua a correre sulla somministrazione dei vaccini Pfizer (60% del totale circa) e Oxford-AstraZeneca (40%): ieri altre 440mila dosi iniettate, oggi verrà superata quota di 25 milioni di residenti britannici che hanno ricevuto almeno una dose dall’inizio della campagna ed entro il fine settimana, il totale supererà il 50% della popolazione adulta.