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(reuters)

Vaccini, l’Europa congela l’opzione Sputnik. Si attende l’ok Ema: dubbi sulle forniture

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Dietro la prudenza sul prodotto russo anche ragioni di carattere geopolitico. Il Lazio di Zingaretti apre: sperimentazione tra Mosca e lo Spallanzani  
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BRUXELLES - Europa ferma su Sputnik, al momento i governi non spingono per firmare un accordo di acquisto congiunto con i russi in attesa del via libera scientifico da parte dell'Ema. Troppi i dubbi legati al vaccino sponsorizzato dal Cremlino. Di ordine tecnico, industriale e geopolitico. Per questa ragione le discussioni a Bruxelles tra gli sherpa delle capitali vanno a rilento, con una fiammata che potrebbe arrivare a ridosso del pronunciamento dell'Agenzia Ue del farmaco atteso, nella migliore delle ipotesi, per maggio. Solo allora si capirà se l'Unione regalerà una vittoria di immagine a Vladimir Putin o se, come fatto capire ieri da Mario Draghi e Angela Merkel, in assenza di una decisione collettiva dei Ventisette alcuni Paesi seguiranno Ungheria e Slovacchia firmando un contratto bilaterale con Mosca.

Al momento Sputnik ha ottenuto l'avvio della Rolling review da parte dell'Ema, l'analisi dei dati degli studi scientifici premessa alla ric…
BRUXELLES - Europa ferma su Sputnik, al momento i governi non spingono per firmare un accordo di acquisto congiunto con i russi in attesa del via libera scientifico da parte dell'Ema. Troppi i dubbi legati al vaccino sponsorizzato dal Cremlino. Di ordine tecnico, industriale e geopolitico. Per questa ragione le discussioni a Bruxelles tra gli sherpa delle capitali vanno a rilento, con una fiammata che potrebbe arrivare a ridosso del pronunciamento dell'Agenzia Ue del farmaco atteso, nella migliore delle ipotesi, per maggio. Solo allora si capirà se l'Unione regalerà una vittoria di immagine a Vladimir Putin o se, come fatto capire ieri da Mario Draghi e Angela Merkel, in assenza di una decisione collettiva dei Ventisette alcuni Paesi seguiranno Ungheria e Slovacchia firmando un contratto bilaterale con Mosca.

Al momento Sputnik ha ottenuto l'avvio della Rolling review da parte dell'Ema, l'analisi dei dati degli studi scientifici premessa alla richiesta di autorizzazione formale da parte dell'azienda. Ad Amsterdam, sede dell'Agenzia del farmaco, ritengono in via preliminare che il vaccino russo sia promettente, ma i dati presentati da Mosca sono lacunosi e vanno scrutinati a fondo. Inoltre, prima di dare il via libera gli esperti europei devono fare un sopralluogo nelle fabbriche russe per certificare la qualità della catena produttiva. Appuntamento atteso per aprile.

Un altro punto tecnico fondamentale per il quale l'Europa per ora resta cauta su Sputnik è la capacità produttiva, sulla quale l'Unione nutre seri dubbi. Intervistata da Repubblica, la stessa presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha affermato che "al momento non abbiamo visto nessuna prova" che i russi siano in grado di evadere eventuali ordini di massa Ue. Con il rischio di stipulare un contratto che poi non potrà essere onorato.

Ci sono poi dubbi di carattere geopolitico, con il Cremlino che sin da settembre pompa la propaganda per Sputnik: non è un mistero che se l'Europa scegliesse di stringere un contratto comune per il prodotto russo, come ha fatto con i vaccini occidentali oggi sul mercato, sarebbe una enorme vittoria di immagine per Vladimir Putin. Un passaggio da valutare alla luce degli attuali botta e risposta tra Joe Biden e il presidente russo.

Per queste ragioni in queste ore a Bruxelles si vive una sorta di stallo, con le principali capitali che per ora hanno scelto di attendere l'Agenzia del farmaco prima di aprire realmente le discussioni, sperando che nel frattempo ci sia maggiore chiarezza sullo scacchiere internazionale e soprattutto ci siano indicazioni sulla capacità produttiva russa.

Un punto fermo al momento è che le autorità nazionali non devono procedere all'autorizzazione d'emergenza nel proprio Paese di Sputnik bruciando l'esame dell'Ema in quanto i dati sulla sperimentazione dei russi non sono stati validati da nessuna autorità pubblica del mondo, ma solo da Lancet. Procedere al buio viene considerato un rischio per la salute. Un paletto disatteso solo dall'eurofobo ungherese (e filo russo) Viktor Orbán e dallo slovacco Igor Matovic, il cui governo è stato investito dalle polemiche per avere ordinato Sputnik in solitudine. Per stipulare un contratto europeo negoziato dalla Commissione Ue è necessario che a chiederlo siano almeno quattro governi. In caso, gli altri sono liberi di aderire o di sfilarsi in virtù del più classico degli opt-out europei. La Commissione comunque conferma l'assenza di contatti tra Bruxelles e i produttori russi.

Che però, su indicazione delle capitali, potrebbero partire in qualsiasi momento. In Italia intanto il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, annuncia che "tra qualche giorno verrà stipulato un primo accordo con l'istituto Spallanzani per una sperimentazione in forma scientifica con il vaccino Sputnik, in attesa dell'autorizzazione formale dell'Ema per quanto riguarda lo studio sulle varianti. Un'altra buona notizia che ci permette un salto in avanti rispetto alla necessità di approvvigionamento dei vaccini".