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Stop all'Erasmus, il Galles non ci sta: "Stanziamo soldi per continuare lo scambio tra studenti"
(agf)

Stop all'Erasmus, il Galles non ci sta: "Stanziamo soldi per continuare lo scambio tra studenti"

Cardiff ha annunciato un programma per consentire a giovani gallesi ed europei le esperienze rese possibili dal programma che il governo Johnson ha deciso di non rinnovare dopo la Brexit

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LONDRA. Il Galles non ci sta. Dopo il veto posto da Boris Johnson alla prosecuzione del programma Erasmus nel Regno Unito dopo la Brexit, Cardiff lancia il suo "Erasmus", in modo da proseguire lo scambio di studenti locali con quelli dell’Unione Europea. “È fondamentale allargare i nostri orizzonti, far sì che i nostri ragazzi possano migliorare sempre più le proprie capacità - ha detto il primo ministro locale Mark Drakeford -ciò porta benefici alle comunità del Galles e al futuro delle nuove generazioni, affinché mantengano il loro legame con l’Europa”.

Un vero scambio

 

Per questo, Drakeford ha stanziato fino a 65 milioni di sterline (circa 73 milioni di euro) per finanziare un programma che non ha ancora un nome ufficiale ma che dal 2022 e almeno fino al 2026 rimpiazzerà in Galles l’Erasmus, che non è stato rinnovato dal governo britannico nell’accordo Brexit dello scorso dicembre. Un programma, quello di Cardiff, che coinvolge anche gli studenti e giovani lavoratori europei, ed è questa la grande differenza con il “Programma Turing” annunciato da Boris Johnson in sostituzione dell’Erasmus: perché le borse di studio previste dal Galles saranno un vero programma di scambio destinate sia ai ragazzi gallesi (circa 15mila, secondo le stime di Cardiff) che a quelli europei (oltre 10mila). Mentre il nuovo programma Turing fa fare esperienza all’estero esclusivamente agli studenti e giovani tirocinanti britannici, ma non coinvolge in alcun modo i loro pari europei. Questa, secondo Drakeford, è una "lacuna capitale”. 

Non solo in Galles

 

E così, se l’Erasmus è stato bloccato da Boris Johnson nel Regno Unito del dopo Brexit perché “troppo costoso”, buona parte del Paese lo proseguirà, in un modo o nell’altro.  Non solo in Galles. I ragazzi nordirlandesi per esempio continueranno a fare l'Erasmus, grazie ai “vicini” dell’Irlanda, il cui governo a fine 2020 ha deciso di finanziare il programma di scambi europeo per gli studenti universitari di Belfast e dintorni, nonostante il "niet” di Johnson. "È importante che i ragazzi nordirlandesi continuino a fare l'Erasmus come i loro pari irlandesi - aveva detto all’epoca il sottosegretario all’Istruzione superiore irlandese Simon Harris - l’isola deve restare unita anche da questo punto di vista. Il costo per il governo irlandese sarà di circa due milioni di euro all’anno. Ma non è una questione di soldi. Per noi è un vero investimento. Un investimento per la pace, per la cooperazione tra le due Irlande e per le nostre future generazioni”.

 

Inghilterra esclusa

 

Anche la Scozia ha provato a tenere in vita il programma Erasmus per i suoi ragazzi e ha chiesto all’Unione Europea di continuare la collaborazione, ma Bruxelles ha declinato l’offerta perché non sarebbe legale, secondo l’accordo Brexit (a differenza dell’Irlanda del Nord, che ha uno status speciale). È dunque probabile che anche Edimburgo emuli il Galles con un programma parallelo che coinvolga anche i giovani europei. Alla fine, solo l’Inghilterra potrebbe rimanere senza Erasmus e off limits per gli scambi con gli studenti dall’Ue.