L’ultimo arrivato tra i vaccini “made in China” punta verso l’Europa. Dopo l’Ungheria, che lo ha approvato quattro giorni fa per un uso d’emergenza, il siero anti-Covid prodotto dalla CanSino è pronto a sbarcare in altri Paesi europei. Secondo l’agenzia Bloomberg, sarebbero tre le nazioni del Vecchio Continente ad aver avviato contatti con l’azienda di Tianjin per degli acquisti.
Una mossa che segnerebbe una svolta significativa nella cosiddetta diplomazia dei vaccini del Dragone. Pechino ha infatti prodotto quattro dei dodici vaccini attualmente in circolazione nel mondo, esportandoli principalmente verso quei Paesi in via di sviluppo che non sono riusciti ad avere accesso ai sieri AstraZeneca e Pfizer.
Secondo i risultati preliminari della fase 3 dei test clinici, l'efficacia del siero monodose contro i casi sintomatici di Covid-19 è del 65,28%, dopo 28 giorni dalla somministrazione, e del 68,83% a 14 giorni dalla somministrazione, mentre per i casi gravi il vaccino ha riportato un'efficacia del 90,98% e del 95,47% rispettivamente a 28 e 14 giorni dall'inoculazione. I critici, però, imputano ai produttori cinesi di non essere trasparenti sui dati: a differenza di altri sieri, i cui risultati sono stati pubblicati in riviste specializzate, per i vaccini cinesi ciò non è avvenuto.
Sul fronte interno, intanto, la Cina prova a correre verso l’obiettivo di mezzo miliardo di persone da vaccinare nei prossimi quattro mesi. Questa mattina la Commissione nazionale per la salute contava in tutto il Paese 85,8 milioni di dosi somministrate. Per centrare l’obiettivo servono in media 4 milioni di iniezioni al giorno. Intanto a Shanghai, secondo quanto riporta il Global Times, un nuovo vaccino sviluppato dai ricercatori dell’ospedale della città è pronto ad iniziare la fase 1 dei test clinici.