Centramerica, in fuga dalla fame: la carovana dei migranti dal "triangolo della violenza" verso il confine con gli Usa
di Daniele Mastrogiacomo , di Daniele MastrogiacomoOltre la paura e la violenza: dal Guatemala si fugge per fame. Lo ha accertato l'Unicef che denuncia una straordinaria carenza alimentare che affligge il Paese centramericano. Le cause sono molteplici e antiche. Ma i due uragani del novembre scorso che si sono abbattuti su questa regione con furia, uno dietro l'altro, hanno messo in ginocchio la popolazione. Hanno allagato campi, distrutto fattorie, dissolto strade, sterminato mandrie. Moltissimi si sono ritrovati senza un lavoro. Non sanno come campare. Non hanno più nulla da coltivare o allevare. Non hanno soldi e non posso comprare da mangiare per le loro famiglie.
Il Washington Post racconta che un team di nutrizionisti ha scoperto questa realtà che si nascondeva nel grande dramma dei migranti in marcia verso il confine sud degli Usa, osservando i corpi scheletrici di alcuni bambini che vivono nelle zone rurali del Guatemala. Dilcia Cajbon, 11 mesi, scrive il quotidiano statunitense, aveva le costole c…
Oltre la paura e la violenza: dal Guatemala si fugge per fame. Lo ha accertato l'Unicef che denuncia una straordinaria carenza alimentare che affligge il Paese centramericano. Le cause sono molteplici e antiche. Ma i due uragani del novembre scorso che si sono abbattuti su questa regione con furia, uno dietro l'altro, hanno messo in ginocchio la popolazione. Hanno allagato campi, distrutto fattorie, dissolto strade, sterminato mandrie. Moltissimi si sono ritrovati senza un lavoro. Non sanno come campare. Non hanno più nulla da coltivare o allevare. Non hanno soldi e non posso comprare da mangiare per le loro famiglie.
Il Washington Post racconta che un team di nutrizionisti ha scoperto questa realtà che si nascondeva nel grande dramma dei migranti in marcia verso il confine sud degli Usa, osservando i corpi scheletrici di alcuni bambini che vivono nelle zone rurali del Guatemala. Dilcia Cajbon, 11 mesi, scrive il quotidiano statunitense, aveva le costole che affioravano sotto la pelle "ridotta a carta velina". Stefany Martinez, capo del gruppo, non ha avuto dubbi: "Grave malnutrizione acuta". Parlando con la famiglia, ha capito che mangiavano una sola volta al giorno. Prima coltivavano il boschetto di palme vicino, "ma la tempesta lo ha distrutto", ha spiegato la mamma di Dilcia. Finiti i pochi guadagni è sparito anche il cibo. La donna ha detto che non era più in grado di "dare cose solide da mangiare alla mia piccola".
Il Paese ha il sesto tasso più alto di malnutrizione al mondo. Stando all'ultimo studio del governo il numero di casi acuti di bambini è raddoppiato tra il 2019 e il 2020. La risposta delle autorità è stata debole e saltuaria. Hanno inviato cibo con i primi soccorsi. "Sono durati poco e non è arrivato altro", confermano i contadini delle regioni più colpite. I prezzi al consumo sono aumentati. Il costo dei fagioli, piatto base tra la popolazione, è cresciuto del 19,6 per cento in quattro mesi. La situazione è ancora più grave nelle regioni degli Altopiani: la malnutrizione infantile cronica si aggira attorno al 70 per cento. E' il tasso più alto al mondo. Da qui erano partiti 16 dei 19 migranti trovati poi bruciati su due pick-up nel nord del Messico, a due passi dal confine con il Texas. Erano tutti giovanissimi. Ma adesso la crisi alimentare colpisce i bambini, perfino i neonati. "A questo ritmo", commenta Carlos Carrera, direttore nazionale dell'Unicef, "ci vorranno 100 anni prima che il Guatemala sradichi la malnutrizione cronica".
L'Amministrazione di Joe Biden ha già stanziato 4 miliardi di aiuti. Ma bisogna investirli in modo intelligente e produttivo. Non è facile. Il rischio è disperderli in mille rivoli. Il Covid ha reso tutti più voraci. Ti puoi salvare dal virus per poi morire di fame.