BERLINO. Cantante noto per motivi di protesta tra la denuncia della corruzione e punte di qualunquismo, showstar della tv con il talkshow più amato dal pubblico, uso a distruggere in piazza con l'ascia vecchie tv prese a simbolo dell´informazione di potere sull'onda del ritornello di una delle sue canzoni di maggior successo: "Non parlarmi di leggi / né di Costituzione / qui è soltanto tutta / prostituzione".
Ecco Slavi Trifonov, il vero vincitore a sorpresa delle elezioni parlamentari bulgare di domenica. Col suo partito "Esiste anche questo popolo", nato sull'onda delle proteste anticorruzione dell'estate scorsa, divenuto dal nulla seconda forza politica con oltre il 19 per cento, tallonando il Gerb (Ppe) del premier Borissov e umiliando al terzo posto e al minimo storico il Partito socialista, sinistra tradizionale.
La grossa moto sul palco
Nemico giurato della corruzione imperante e dell´establishment e populista, patriota con a volte lievi accenti nazionalisti ma mai razzista o ostile alle minoranze. A 55 anni, la rockstar da anni sul palcoscenico con la testa rasata, spesso a cavallo di una grossa moto e con a fianco quattro vocaliste-cubiste mascherate, è divenuto improvvisamente l'uomo-chiave nel Paese piú povero e corrotto dell'Unione europea.
Che cosa vuole davvero Slavi il "Beppe Grillo rock in salsa bulgara", dove porterà il Paese e con chi governerà o di chi sarà il kingmaker, sono nella capitale Sofia le questioni aperte del momento. Lui dice solo: "La differenza tra Grillo o Trump e me è che voglio dare una vita migliore al popolo, non governare".
No all'establishment, lotta spietata alla corruzione, fare politica e specie politica elettronica per i semplici cittadini vittima del potere e degli oligarchi, sono i capisaldi del suo programma politico. E dalla fine del comunismo, questo messaggio è stato diffuso anche dalle canzoni che ha scritto e cantato con la rock band "Cuculo" e da solo, e da Slavi'show, il popolare talkshow che dal 2019 ha fatto volare l'audience prima della tv pubblica da cui fu poi bandito poi della sua rete privata, 7/8 Tv.
Radio Europa Libera lo ha descritto come un personaggio che a tratti evoca Volodimir Zelenskij, il comico ucraino divenuto capo dello Stato. Ma Zelenskij, aggiunge il politologo bulgaro Dimitar Ganev, è emerso quasi all'improvviso dal nulla, mentre Trifonov è sulla scena politica da anni. E ieri è divenuto il primo leader anticorrotti degli ex satelliti dell'Unione Sovietica che mette in discussione il potere di un premier-autocrate, Bojko Borissov, avendo alle spalle non un passato da politico di professione o da intellettuale dissidente, bensí da star hard rock.
L'immagine del ceto medio arrabbiato
"È il tipico populista anticorrotti dell'Est: imprevedibile, sfugge a facili definizioni", sottolinea Parvan Simeonov, analista in Bulgaria per Gallup. "Si è dato l'immagine di un arrabbiatissimo esponente del ceto medio, che vuol dar voce a tutti gli scontenti come lui". Resta nel vago su quali ricette in politica economica, interna, europea ed estera egli proponga, e se davvero voglia e sia in grado di affrontare i problemi di povertà del Paese-fanalino di coda della Ue, una Bulgaria che negli indici di Transparency International ha un posto tra i peggiori per corruzione e controllo sui media. Il suo partito si chiama "Esiste anche un simile popolo", ma all'inizio Slavi voleva battezzarlo "Non esiste questo Stato". Antisistema, senza compromessi.
Nato a Pleven nel 1966, studente-modello del Conservatorio di Sofia dagli anni Ottanta del tramonto lento del comunismo, non ha mai avuto contatti diretti né col dissenso dell'Est né con l'odiato establishment. La frase più precisa del suo programma è scandita a ritmi quasi heavy metal nella seconda strofa della canzone dove Costituzione fa rima con prostituzione: "Dormi, o aspetti ancora / il prossimo salvatore? / Quante volte rivivrai / lo stesso vecchio sogno? / Rovesciamo uno, abbracciamo il prossimo! / Sai come un poliziotto/diventa milionario?".
Adesso è toccato a lui farsi abbracciare come prossimo salvatore, e da lui tutto è possibile: spingere per un governo di tecnici o presunti tecnici. O addirittura accordi non con lo sconfitto partito-establishment Gerb di Borissov, ma col solo premier, cui ha persino dichiarato stima personale. Se e quali confini Slavi si sia definito e autoimposto, non può dirlo nessuno.